Civita Di Russo ha presentato il suo libro “Indomita- La mia battaglia contro le mafie”
“Ho difeso chi si è pentito, chi ha rotto il patto di sangue. Ho difeso donne che nessuno voleva ascoltare, uomini che si vergognavano di vivere. Non per assolverli, ma per impedire che il silenzio li sotterrasse di nuovo. Ho imparato a conoscere la paura non dai racconti, ma dagli occhi-Civita Di Russo”. Presso la Sala Conferenze dell’ex Convento delle Scuole Pie, Brindisi, Civita Di Russo ha presentato il suo libro:”Indomita- La mia battaglia contro le mafie”. L’appuntamento che rientra nell’ambito del Maggio dei Libri 2026 e Pagine Erranti- Brindisi città che legge, è stato organizzato dall’A.p.s. Brindisi e le Antiche Strade-Casa di Quartiere Accademia degli Erranti e da Feltrinelli Point Brindisi. Ha dialogato con l’autrice, l’avv. Daniela Maglie, Assessore del Comune di Brindisi. È intervenuta Rosy Barretta, Presidente di Brindisi e le Antiche Strade, che ha salutato il pubblico presente e ha focalizzato l’importanza dell’incontro con una donna che ha scritto un libro per informare e sensibilizzare sui grandi temi della legalità, dell’impegno civile e della lotta alle mafie. È intervenuto il Sindaco Giuseppe Marchionna che, nel leggere il libro, era rimasto molto colpito dall’esperienza di vita dell’autrice e ha voluto dare il suo contributo nel ricordare anni così difficili, di violenza, con tanti morti. Civita Di Russo, penalista romana nota per avere assunto la difesa di molti collaboratori e testimoni di giustizia nei più importanti processi contro la criminalità organizzata in Italia, attualmente è Vice Capo di Gabinetto con funzioni vicarie del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca. Ricopre, inoltre, il ruolo di vicepresidente dell’Associazione europea delle Vie Francigene. È stata una delle prime donne ad assistere un collaboratore, contribuendo, così, a rompere il muro del pregiudizio e della discriminazione. Tanti anni vissuti sotto scorta, una donna che ha dimostrato tanto coraggio nell’affrontare una battaglia che ha comportato anche scelte di vita. Civita ha raccontato della sua infanzia, quando già pensava di volere diventare avvocato penalista. Era appassionata di Perry Mason, che vinceva sempre nei tribunali. Da adulta, però, ha compreso che il personaggio televisivo vinceva perché difendeva gli innocenti, mentre lei difendeva i rei confessi che avevano storie terribili. Ha rivissuto il primo incontro con un collaboratore, un uomo tatuato eccessivamente, cosa inquietante per quei tempi, perché mentre oggi è normale per molti giovani, trenta anni fa era considerato un segno “particolare” di appartenenza a un determinato settore della società. Un uomo che, vedendola, aveva subito manifestato una certa insofferenza perché era una donna a doverlo difendere, ma, lei, giovanissima, aveva affrontato tutto con coraggio e determinazione. Un incontro emozionante e molto interessante che ha destato enorme attenzione e coinvolgimento nei presenti. Civita è una donna forte, con un’esperienza di vita importante, che ha voluto scrivere la sua storia per raccontare una vita intensa in un periodo difficile per la nostra nazione. Anna Consales