Sanità e appalti, al via la
raccolta firme della CGIL

Il 15 maggio assemblea generale a Brindisi, il 16 banchetti in
tutta la provincia
La CGIL Brindisi apre ufficialmente sul territorio provinciale la
campagna di raccolta firme a sostegno delle proposte di legge di
iniziativa popolare su sanità e appalti, due temi considerati
strategici per il futuro del lavoro, dei diritti sociali e della coesione
territoriale. L’appuntamento è in programma venerdì 15 maggio
2026, alle 9.30, nell’Auditorium della Cittadella della Ricerca,
lungo la SS7 nei pressi del DTA, con l’«Assemblea generale delle AG
di categoria della CGIL Brindisi».
L’iniziativa rappresenta il momento di avvio ufficiale della
mobilitazione promossa a livello nazionale dalla CGIL, con
l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico il diritto
universale alla salute e la necessità di contrastare precarietà,
dumping contrattuale e sfruttamento nel sistema degli appalti. Due
proposte legislative che nascono dall’esperienza concreta dei
lavoratori e delle lavoratrici e che intendono intervenire su
criticità ormai strutturali del Paese.
La campagna sulla sanità punta a rafforzare il Servizio Sanitario
Nazionale, chiedendo maggiori investimenti pubblici,
l’eliminazione dei tetti di spesa sul personale sanitario, il
potenziamento dell’assistenza territoriale e la riduzione delle liste
d’attesa. Tra i punti centrali anche il sostegno alla non
autosufficienza e il rafforzamento dei servizi di prevenzione e
cura, in un quadro che riafferma il valore pubblico e universale
della salute sancito dalla Costituzione e dalla legge 833 del 1978.
Parallelamente, la proposta sugli appalti mira a garantire «stesso
lavoro, stesso contratto», introducendo più tutele per i lavoratori
impiegati negli appalti e nei subappalti, maggiori responsabilità per
i committenti pubblici e privati e strumenti più efficaci contro il
lavoro povero e le irregolarità contrattuali. Al centro della
proposta anche il contrasto alle catene incontrollate dei
subappalti, considerate terreno fertile per insicurezza, dumping
salariale e infiltrazioni criminali.
Ad aprire i lavori dell’assemblea sarà il segretario generale della
CGIL Brindisi, Massimo Di Cesare, che introdurrà il significato
politico e sociale della mobilitazione in una fase segnata da forti
disuguaglianze, difficoltà di accesso ai servizi sanitari e crescente
precarizzazione del lavoro. Seguiranno gli interventi di Rosa
Savoia, segretaria generale dello SPI CGIL Brindisi, di Giuseppe
Maggiore, segretario generale della FILLEA CGIL Brindisi, e di
Luciano Quarta, segretario generale della FP CGIL Brindisi, che
approfondiranno gli effetti concreti delle proposte legislative sui
pensionati, sui lavoratori del settore pubblico e sui comparti
maggiormente interessati dagli appalti e dall’esternalizzazione dei
servizi.
Nel corso della mattinata prenderanno la parola anche segretari e
delegati delle categorie sindacali del territorio, con contributi
legati alle vertenze aperte nella provincia di Brindisi, ai temi della
sicurezza sul lavoro, della qualità dell’occupazione e della tenuta
del sistema sanitario territoriale. Le conclusioni saranno affidate a
Luigi Caramia, dell’Area Politiche per lo Sviluppo della CGIL
Nazionale, che delineerà il quadro nazionale della campagna e le
prospettive della mobilitazione.
La mobilitazione proseguirà già nella giornata di sabato 16 maggio,
quando la CGIL Brindisi sarà presente in tutte le piazze della
provincia con banchetti informativi e raccolta firme, coinvolgendo
cittadini, lavoratori, pensionati, associazioni e realtà sociali del
territorio. L’obiettivo è costruire una partecipazione ampia e
diffusa attorno a due battaglie considerate decisive: difendere il
diritto alla salute pubblica e riaffermare la dignità del lavoro.
Per la CGIL Brindisi, la raccolta firme rappresenta non soltanto una
campagna legislativa, ma un percorso di partecipazione
democratica e di ricostruzione sociale, capace di rimettere al
centro le persone, i diritti e il ruolo pubblico delle istituzioni. In un
territorio che continua a confrontarsi con fragilità occupazionali,
emergenze sanitarie e profonde trasformazioni produttive, la sfida
è quella di costruire un modello di sviluppo fondato su sicurezza,
qualità del lavoro, giustizia sociale e accesso universale ai servizi
essenziali.

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