I sindacati – Sempre più preoccupante la situazione industriale di Brindisi

La situazione industriale di Brindisi e le vertenze che coinvolgono i due principali poli produttivi Enel ed Eni, diventa ogni giorno più preoccupante. Siamo giunti ad una fase iniziale cui non sono più rinviabili atti concreti che facciano piena luce e chiarezza sul futuro occupazionale, industriale del territorio e del suo complessivo mondo dell’indotto. Non è più possibile continuare a vivere in una condizione di incertezza né alimentare, come qualcuno continua a sostenere, la convinzione che “andrà tutto bene” vista la totale assenza di atti concreti che diano tempi certi e impegni verificabili. Le lavoratrici, i lavoratori e l’intero sistema dell’indotto hanno bisogno di serenità, trasparenza e prospettive reali. Accogliamo positivamente la notizia degli incontri già calendarizzati: il prossimo 18 maggio in Prefettura e il successivo tavolo del 25 giugno presso il Mimit, appuntamenti che riteniamo fondamentali per entrare finalmente nel merito delle questioni aperte. Il tavolo ministeriale dovrà essere il luogo nel quale fare chiarezza sull’Accordo di Programma e dare pieno seguito al Protocollo d’Intesa sottoscritto lo scorso anno, strumenti indispensabili per garantire continuità industriale, tutela occupazionale e nuovi investimenti per il territorio brindisino. Fim Fiom Uilm continueranno a mantenere alta l’attenzione sull’indotto, sostenendo le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori e chiedendo alle istituzioni e alle aziende responsabilità, concretezza e rispetto degli impegni assunti. Fim Fiom Uilm con tutti i lavoratori metalmeccanici del territorio, rivendicano una nuova “era industriale” brindisina, ma per far ciò è necessario da subito mettere in chiaro tutto: prospettive industriali, occupazione e tenuta di tutto il sistema territoriale. Per diversi decenni Brindisi è stata un’area industriale sviluppata e questo è stato possibile anche grazie alle professionalità del lavoro della filiera dell’indotto. Un patrimonio da salvaguardare e valorizzare.

FIM CISL Gianluca Volpe FIOM CGIL Ciro Di Gioia UILM UIL Maurizio Flore

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