Una sanità sempre più sotto pressione, stretta tra l’incertezza dei fondi regionali e le storiche criticità legate alla gestione del personale e degli appalti. L’UGL Salute Brindisi esprime forte preoccupazione per le imminenti ricadute organizzative sul territorio provinciale e torna a rivendicare tutele certe per tutti gli operatori, diretti e in appalto.
”Prendiamo atto del riparto del fondo sanitario che destina circa 759 milioni di euro all’ASL di Brindisi. Tuttavia, non possiamo ignorare l’allarmante disavanzo regionale di circa 90 milioni di euro registrato solo nel primo trimestre del 2026. Il timore fondato è che questo dato si traduca nell’ennesima scure sulle politiche di reclutamento e sul mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA),” afferma Alessandro Galizia, Segretario Provinciale della UGL Salute di Brindisi.
I reparti ospedalieri, a partire dal Perrino, e la rete dell’emergenza-urgenza si reggono oggi unicamente sullo spirito di sacrificio degli operatori.
”Non accetteremo che i piani di rientro vengano scaricati sulle spalle di chi è già allo stremo. È fondamentale garantire una corretta applicazione degli istituti contrattuali a tutela dell’equilibrio psicofisico e della valorizzazione dei dipendenti. Il rispetto delle norme non è una concessione, ma un obbligo per la sicurezza degli operatori e dei cittadini”.
L’UGL Salute Brindisi rivendica la centralità delle vertenze sui servizi esternalizzati. Le lavoratrici e i lavoratori impiegati nell’appalto dell’Assistenza Domiciliare Integrata (ADI) e nel servizio di pulizia e sanificazione delle strutture ASL svolgono un ruolo cruciale per la tenuta dell’assistenza territoriale e igienico-sanitaria dei presidi, ma continuano a operare in condizioni di perenne incertezza.
”Si avvii una rigorosa valutazione della sostenibilità economico-finanziaria per un possibile percorso di internalizzazione, ponendo fine a milionari affidamenti esterni e alle logiche degli appalti, garantendo così la dignità di chi, ogni giorno, contribuisce a far funzionare i nostri ospedali, i distretti e l’assistenza territoriale,” conclude.