Polizia di Stato: Truffe agli anziani – l’appello alla prudenza del Questore di Brindisi

Le truffe agli anziani, un fenomeno di stretta attualità in continua evoluzione, che colpisce soprattutto le persone più fragili, tornano al centro delle cronache con l’inizio della stagione estiva che , statistiche alla mano, rappresenta il periodo dell’anno in cui criminali senza scrupoli fanno leva sulla solitudine in cui versano le persone un po’ più avanti negli anni . A ricordarlo è il Questore di Brindisi Aurelio Montaruli, che richiama i cittadini alla massima prudenza e rilancia gli accorgimenti diffusi dalla Polizia di Stato nelle campagne di sensibilizzazione promosse da tempo dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza.

Tecniche sempre più sofisticate che si avvalgono anche dell’intelligenza artificiale, adottando schemi spesso ricorrenti. I truffatori si presentano come appartenenti alle forze dell’ordine, avvocati, tecnici o persino familiari in difficoltà, costruendo situazioni di apparente urgenza per ottenere denaro o gioielli.

Il primo invito è alla cautela, mai aprire la porta agli sconosciuti e verificare sempre l’identità di chi si presenta, anche se indossa una divisa o dichiara di essere un incaricato di pubblico servizio. Allo stesso modo, è fondamentale non consegnare denaro o preziosi a persone non conosciute e diffidare da richieste improvvise di aiuto economico, soprattutto se legate a presunti incidenti o problemi giudiziari di familiari.

Particolare attenzione va riservata anche al telefono, nessun ente o forza dell’ordine chiede denaro o dati sensibili. In caso di dubbio, il consiglio è sempre lo stesso, interrompere la conversazione e contattare un familiare o il Numero Unico di Emergenza 112.

Tra le truffe più diffuse si confermano quella del finto parente con richieste di denaro per emergenze inesistenti, e quella del finto carabiniere o avvocato, che prospetta gravi conseguenze legali per convincere la vittima a pagare. Non meno insidiose le visite dei finti tecnici, che con la scusa di controlli domestici riescono a introdursi nelle abitazioni, e le sempre più frequenti truffe telefoniche e digitali, attraverso messaggi o chiamate ingannevoli.

Un episodio emblematico si è verificato ad Ostuni nel 2025, dove una donna ultra novantenne è riuscita non solo a sventare una truffa, ma anche a consentire l’arresto in flagranza del responsabile.

Il raggiro messo in atto ricalcava uno schema ormai tristemente noto. L’anziana aveva ricevuto una telefonata da un uomo che, con tono deciso e rassicurante, si era qualificato come appartenente all’Arma dei Carabinieri. Dall’altra parte della cornetta, una voce concitata raccontava di un grave incidente stradale in cui sarebbe rimasto coinvolto il figlio della donna. Una situazione drammatica, costruita ad arte, accompagnata dalla richiesta immediata di denaro per evitare conseguenze giudiziarie.

La pressione psicologica era forte, tempi stretti, linguaggio tecnico, urgenza di risolvere subito; elementi tipici di questo tipo di truffa, che puntano a impedire alla vittima di riflettere o chiedere aiuto.

Ma qualcosa non ha convinto l’anziana donna che ha mantenuto lucidità e sangue freddo, riconoscendo alcune incongruenze nel racconto e, invece di cedere alla richiesta, ha deciso di contattare una vicina di casa, confidandole quanto stava accadendo. Da lì, la segnalazione immediata al Commissariato di Polizia, poco distante dall’abitazione dell’anziana presa di mira dai malfattori.

Gli agenti hanno quindi organizzato un intervento tempestivo, predisponendo un servizio di osservazione nei pressi dell’abitazione. Poco dopo, il truffatore si è presentato alla porta, convinto di portare a termine il raggiro. È stato proprio in quel momento che è scattato il blitz, l’uomo è stato bloccato e arrestato in flagranza mentre tentava di farsi consegnare denaro e gioielli.

Un episodio che evidenzia, da un lato, la pericolosità e la diffusione di queste tecniche criminali, ma dall’altro dimostra come attenzione, prudenza e collaborazione con le forze dell’ordine possano fare la differenza, trasformando una potenziale vittima in protagonista di un intervento risolutivo.

È fondamentale non lasciarsi condizionare dall’urgenza e prendersi il tempo per verificare ogni situazione, è il messaggio ribadito dal Questore di Brindisi. La prevenzione, infatti, resta lo strumento più efficace, informarsi, parlare con i propri familiari e segnalare ogni episodio sospetto può contribuire a contrastare un fenomeno che continua a mietere vittime.

Un invito chiaro, dunque, a non abbassare la guardia, anche un semplice dubbio può evitare una truffa.

In tale prospettiva, la Polizia di Stato è costantemente a disposizione dei cittadini attraverso molteplici canali di comunicazione e segnalazione, pensati proprio per facilitare il contatto immediato con le Forze dell’ordine, anche in situazioni di difficoltà o incertezza.

Tra questi strumenti rientra l’applicazione “YouPol”, che consente di inviare segnalazioni in forma anche anonima, relative a episodi di truffe, ma anche spaccio di sostanze stupefacenti, bullismo e violenza domestica. L’App permette l’invio di messaggi testuali, immagini e la geolocalizzazione della segnalazione, favorendo un intervento più rapido delle pattuglie sul territorio.

Accanto a “YouPol”, resta sempre attivo il Numero Unico di Emergenza 112, da utilizzare nei casi di emergenza e per richiedere un intervento immediato delle Forze dell’ordine.

La prevenzione resta lo strumento più efficace, informarsi, confrontarsi con i propri familiari e segnalare tempestivamente ogni episodio sospetto può contribuire concretamente a contrastare un fenomeno che continua a colpire le fasce più fragili della popolazione.

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