FEMCA CISL: IRRICEVIBILE L’ANNUNCIATA CHIUSURA
DEL SITO DI LYONDELLBASELL, CHE CANCELLEREBBE
UN PEZZO DI STORIA INDUSTRIALE BRINDISINA
di Marcello De Marco – Segretario Generale Femca Cisl Taranto Brindisi
La chiusura definitiva, entro il 31 dicembre 2026, dell’impianto PP2 del Petrolchimico di Brindisi,, annunciata oggi da LyondellBasell, decreterebbe di fatto la fine della produzione di polipropilene nello stabilimento pugliese, dopo meno di tre anni (era dicembre 2023) dalla precedente chiusura dell’impianto P9T, a valle di una lunghissima vertenza sindacale.
La cessazione del PP2 completerebbe, pertanto, un percorso di progressivo disimpegno industriale che affonda le proprie radici ben oltre gli ultimi anni e si inserisce in una strategia europea di riduzione della presenza produttiva del Gruppo.
Dalla dismissione di Terni nel 2010, passando per il P9T e fino alla recente cessione di altri importanti asset europei, emerge una strategia che ha progressivamente ridotto la presenza produttiva del Gruppo in Europa, con Brindisi che rischia di essere l’ennesima vittima sacrificale.
La notizia ha provocato forte preoccupazione tra lavoratori, sindacati e istituzioni locali, tutti concordi nel giudicare tale scelta irricevibile, giacché rischia di cancellare decenni di storia industriale e di azzerare competenze altamente specializzate.
Dopo la fermata del P9T avevamo chiesto all’Azienda garanzie sul futuro industriale del sito brindisino che, però, non solo non ci sono arrivate ma ci pongono oggi di fronte all’ennesimo tassello di un progressivo disimpegno che rischia di cancellare una delle più importanti realtà produttive del Mezzogiorno.
Ma LyondellBasell potrà mai pensare di chiudere un impianto che è strategico per il comparto industriale anche nazionale, senza aver predisposto un piano alternativo che offra prospettive ai lavoratori e scongiuri l’impatto devastante della sua decisione?
Insomma, se le imprese hanno il diritto di compiere le proprie scelte industriali hanno anche il dovere di restituire valore alle comunità dalle quali hanno tratto benefici economici, competitivi e sociali.
Se davvero, dunque, LyondellBasell ritiene conclusa l’esperienza del polipropilene a Brindisi, presenti immediatamente un piano industriale alternativo, accompagnato da investimenti concreti e strumenti capaci di salvaguardare l’occupazione diretta e dell’indotto, affinché i costi sociali ed economici della scelta annunciata non venga scaricati esclusivamente sui lavoratori e sul territorio.
Brindisi non è una voce di bilancio da cancellare ma una comunità che ha contribuito alla crescita dell’azienda e merita rispetto, trasparenza, prospettive per il futuro.
Condividiamo, pertanto, quanto dichiarato e sollecitato oggi, in sede di incontro con l’Azienda, dalla segretaria nazionale Femca Cisl Carlotta Schirripa, ovvero “l’immediata apertura di un tavolo presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il coinvolgimento della Regione Puglia, delle istituzioni locali e del management aziendale, per richiamare LyondellBasell alla propria responsabilità sociale verso questo territorio che, per decenni, ha contribuito alla crescita e alla redditività del Gruppo, avendo messo a disposizione infrastrutture, professionalità, servizi ed accompagnato, anche attraverso politiche pubbliche di sviluppo industriale, la realizzazione e la crescita degli impianti, mentre oggi decine di lavoratori diretti e centinaia di occupati dell’indotto rischiano di pagare il prezzo di scelte aziendali che manderebbero al macero competenze e professionalità maturate nel tempo.”
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Per la Femca Cisl difendere il PP2 significa difendere lavoro, competenze, dignità e futuro e, perciò, metteremo in campo ogni iniziativa sindacale necessaria affinché l’Azienda si assuma le proprie responsabilità.
Abbiamo già in programma assemblee dei lavoratori e incontri unitari, convinti che la vertenza LyondellBasell si rivela, di fatto, come uno dei principali dossier industriali nazionali della seconda metà del 2026.
Marcello De Marco