BRINDISI RAGGIUNGE LA FASCIA PIÙ ALTA DI MATURITÀ DIGITALE
È CIÒ CHE EMERGE DAI RISULTATI DELL’“INDAGINE SULLA MATURITÀ DIGITALE
DEI COMUNI CAPOLUOGO” CONDOTTA DA FPA PER DEDA NEXT E PRESENTATA
OGGI AL FORUM PA 2026
Brindisi raggiunge il livello più elevato di maturità digitale tra i Comuni
capoluogo italiani. È quanto emerge dall’Indagine sulla maturità digitale dei Comuni capoluogo
realizzata da FPA, società del gruppo DIGITAL360, per Deda Next, realtà del Gruppo Dedagroup
impegnata ad accompagnare la trasformazione digitale della PA e delle aziende di pubblico servizio,
presentata oggi a FORUM PA 2026.
La ricerca, giunta all’ottava edizione, analizza lo stato di avanzamento delle amministrazioni
comunali italiane negli obiettivi di digitalizzazione individuati dal PNRR, secondo il modello Ca.Re.
(Cambiamento Realizzato) di Deda Next. Un benchmark che rappresenta uno strumento operativo
per misurare i risultati raggiunti dalle amministrazioni nel loro percorso di innovazione, confrontarsi
con altre realtà simili e comprendere su quali ambiti intervenire per migliorare il proprio livello di
digitalizzazione.
Il risultato è una classificazione dello stato di maturità digitale di 110 città monitorate rispetto ad
alcune delle principali dimensioni della digitalizzazione della PA italiana: l’offerta di servizi online
(indice Digital Public Services), l’integrazione con le principali piattaforme nazionali (Digital PA) e la
maturità su open data e interoperabilità (indice Digital Data Gov), che comprende anche misurazioni
sull’adozione della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati).
Dall’analisi emerge che Brindisi continua a migliorare il proprio posizionamento complessivo
e si colloca tra le amministrazioni più virtuose. A poche settimane dalla chiusura ufficiale del
PNRR, la rilevazione di quest’anno, avviata successivamente alla scadenza prevista per il
completamento dei progetti a lump sum di PA Digitale 2026 (31 marzo), restituisce per Brindisi
la fotografia di una crescita costante e concreta: grazie al PNRR, l’indice Ca.Re. migliora per
tre anni consecutivi (2024-2026), compiendo un salto di qualità di ben due classi – dalla fascia
medio-bassa alla fascia buona, la più elevata – con una crescita complessiva dell’81% nel
triennio (da 38 a 69). Nell’ultimo anno il miglioramento riguarda tutte e tre le dimensioni:
l’indice Digital Public Services si conferma a 90, l’indice Digital PA raggiunge 78 (+22% vs
2025) e l’indice Digital Data Gov si attesta a 40 (+20% vs 2025).
(n.b.: la valutazione è basata su un punteggio da 0 a 100).
“Fa molto piacere che il cammino per una compiuta maturità digitale del Comune prosegua spedito
di anno in anno, perché davvero tale percorso è un processo che si fonda su integrazione dei
processi, valorizzazione del dato e sviluppo delle competenze interne” dice Gabriele Falco,
responsabile della transizione digitale del Comune di Brindisi. “La trasformazione digitale non
è un adempimento tecnologico, ma un’evoluzione organizzativa che richiede visione unitaria,
capacità di adattamento e centralità del cittadino nella progettazione dei servizi. Il nostro impegno è
quindi orientato a consolidare una governance digitale stabile, a semplificare le procedure e a
garantire trasparenza e accessibilità, affinché l’innovazione diventi un elemento strutturale
dell’azione amministrativa. Non si potrà che fare ancora meglio per il futuro – ha concluso -: la
sottoscrizione di una collaborazione con l’Università del Salento sul fronte della digitalizzazione
dell’impiego dell’Intelligenza artificiale, con progetti appositamente creati, potrà solo migliorare la
qualità di tutto ciò che si sta già facendo”.
“I risultati dell’Indice Ca.Re. 2026 certificano un traguardo storico: la digitalizzazione di base dei
Comuni italiani è sostanzialmente compiuta. Ora si apre una stagione nuova, più decisiva. La vera
partita si gioca sull’interoperabilità, non come adempimento tecnico ma come cambio di paradigma
nel modo di concepire il dato pubblico. Connettere in modo intelligente le informazioni che i Comuni
producono e ricevono ogni giorno significa costruire una PA capace di anticipare i bisogni dei
cittadini, non solo di rispondervi. L’enorme patrimonio di servizi oggi disponibile sulla PDND resta
ancora largamente sottoutilizzato per l’assenza di una piena cultura dell’ecosistema e della
collaborazione tra enti, territori e piattaforme. È qui che si misura la maturità digitale reale di un ente:
nella capacità di adottare solo la tecnologia necessaria, quella che risponde a bisogni concreti e
genera valore pubblico duraturo. La sfida del post-PNRR sarà proprio quella di passare dalla logica
del progetto alla logica dell’ecosistema, dalla digitalizzazione dei singoli servizi alla costruzione di
relazioni intelligenti tra amministrazioni. È questo il percorso in cui siamo impegnati ogni giorno,
insieme agli enti, che va oltre la stagione straordinaria del PNRR” sottolinea Fabio Meloni, CEO di
Deda Next. “Brindisi, che affianchiamo con le nostre soluzioni di back-office a supporto dei principali
processi strategici e con cui collaboriamo anche sul fronte dei servizi online, risulta tra gli Enti che
hanno saputo realizzare una maggiore crescita nella maturità digitale con il PNRR”.
I TREND DI DIGITALIZZAZIONE NEI COMUNI CAPOLUOGO
Salgono a 72 i Comuni capoluogo con un buon livello di maturità digitale complessivo: nel 2026 sono
Brindisi, Alessandria, Ancona, Andria, Arezzo, Asti, Bari, Belluno, Bergamo, Bologna,
Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Caserta, Cesena, Cosenza, Cremona, Cuneo,
Fermo, Ferrara, Firenze, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, L’Aquila, Latina,
Lecco, Livorno, Lodi, Massa, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza, Napoli, Nuoro,
Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza, Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato,
Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Rovigo, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio,
Taranto, Torino, Trento, Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Verona e Vicenza.
Questo miglioramento complessivo si traduce anche in un’ulteriore riduzione dei divari territoriali.
Infatti, tra le città con un buon livello di maturità ci sono 11 piccole città (meno di 50mila abitanti),
contro le 8 del 2025 e le 3 del 2024, nonché 24 realtà medio-piccole (tra 50mila e 100mila abitanti),
contro le 14 del 2025 e le 9 del 2024. Inoltre, tra le 72 città nella fascia più alta ci sono ben 17 città
del Mezzogiorno, rispetto alle 11 del 2025 e le 3 del 2024.
Servizi digitali. L’ambito dei servizi online è quello che registra i progressi più evidenti, grazie
all’implementazione pressoché omogenea sul territorio del template di sito comunale di Designers
Italia e alla crescita dell’offerta di servizi digitali. Il punteggio medio dell’indice Digital Public Services
cresce in maniera sostanziale, salendo a 87,2 su 100, rispetto al 70,0 del 2024 e al 77,2 del 2025.
Per effetto di tale crescita, nel 2026 le città nella fascia più alta dell’indice (livello “buono”) sono
addirittura 103 su 110, contro i 67 del 2025 e i 35 del 2024. A questi, si aggiungono i 5 Comuni in
fascia “medio-alta”, mentre sono solo 2 i Comuni ancora in fascia “medio-bassa”. Nessun Comune
si colloca quindi nella fascia di maturità più bassa.
Piattaforme nazionali. Anche il livello di adozione delle piattaforme nazionali da parte dei Comuni
registra miglioramenti. Il punteggio medio dell’indice Digital PA sale a 69,2, rispetto al 64,2 del 2024
e al 67,8 del 2025. Per effetto di tali risultati, la quasi totalità delle città capoluogo si colloca nelle
due fasce di maturità più elevate: 37 a livello “buono” (al pari dello scorso anno) e 66 a livello “medioalto” (+6 rispetto al 2025). I restanti 7 Comuni si attestano in fascia “medio-bassa” (contro le 13 della
passata edizione), mentre anche in questo indice non si registrano amministrazioni nella fascia di
maturità più bassa (come lo scorso anno).
Dati e interoperabilità. La progressiva adozione della PDND da parte dei Comuni è alla base del
deciso miglioramento nella dimensione della data governance, ambito tradizionalmente gravato dai
maggiori ritardi in termini di maturità. Infatti, il punteggio medio dell’indice Digital Data Gov sale a
54,7, contro il 33,6 del 2024 e il 42,3 del 2025. L’effetto di tale crescita si riverbera anche sulla
maturità complessiva: le città collocate ad un “buon” livello di maturità sono 15 contro le 11 del 2025
(+4), ma cresce soprattutto il numero di quelle in fascia “medio-alta”, che salgono da 30 a 61 (+31).
Di contro, diminuiscono le realtà che registrano livelli di maturità “medio-bassi” (da 33 a 23, -11) e si
riducono drasticamente quelle ad un livello “basso” (da 35 a 11, -24).
Il focus sulla PDND. A fine aprile 2026 erano oltre 11.400 gli e-service erogati dai Comuni sulla
PDND, con una netta prevalenza dei servizi relativi ad “Albo pretorio” (1.604 servizi) e “Protocollo”
(1.479), a cui si aggiungono i servizi inerenti all’ambito “Demografici, anagrafici, stato civile” (1.571)
e “Attività produttive e commercio” (1.389). Di contro, si registra un numero ancora relativamente
basso di e-service relativi ad ambiti chiave quali “Welfare e servizi sociali” (310), “Mobilità, viabilità
e trasporti” (335) ed “Edilizia, catasto, urbanistica” (224).
Sul fronte della fruizione, a fine aprile 2026 i servizi con il maggior numero di Comuni abilitati erano
il Servizio notifiche digitali di SEND (oltre 6.800), i servizi relativi all’Archivio Nazionale dei Numeri
Civici delle Strade Urbane – ANNCSU (tra i 2.500 e i 5.000 Comuni) ed alcuni servizi erogati dal
Ministero dell’Interno in ambito anagrafico (accertamento residenza, stato di famiglia e ID unico
nazionale; più di 1.000 Comuni fruitori). Ancora piuttosto basso il numero di enti abilitati ai servizi
relativi al Contrassegno unificato disabili europeo (Cude), alla consultazione di indicatore e
attestazione ISEE e alle basi dati ANIS e ANIST, tutti servizi identificati come prioritari per
l’abilitazione di servizi interoperabili in ambito mobilità, welfare ed educazione.