di Marcello De Marco – Segretario Generale Femca Cisl Taranto Brindisi
La posa della prima pietra della Gigafactory di Eni Storage, in programma il prossimo 6 luglio, è una notizia importante per Brindisi ed è segnale concreto che la transizione industriale del territorio può, finalmente, imboccare un percorso realizzativo supportato da una visione industriale condivisa, ampia e strutturata.
Accogliamo con grande favore, dunque, questo avvenimento perché, dopo una lunga fase di annunci e di progettualità, finalmente assistiamo all’avvio concreto di un investimento strategico per Brindisi e per il Paese.
Gigafactory e il sistema di accumulo energetico BESS (Battery Energy Storage System), va ricordato, costituiscono per ora il progetto più avanzato e tangibile del percorso di trasformazione industriale brindisino, nel quadro di una vertenzialità spinta per la reindustrializzazione e di una visione che noi auspichiamo sia di medio-lungo termine.
La posa della prima pietra assume un’importanza ancora più rilevante in una fase di grande fragilità economica ed occupazionale, aggravata da circostanze ancor più gravi, se solo si pensa al disimpegno annunciato di LyondellBasell che, realisticamente, rischia di compromettere il patrimonio produttivo e occupazionale costruito qui in decenni di storia industriale; e proprio per questo essa richiede un livello di interlocuzione nazionale.
Non si tratta più soltanto di una crisi aziendale, infatti, ma di una questione che riguarda il futuro industriale di Brindisi e la credibilità stessa del percorso di transizione energetica del Paese.
In questo quadro si inserisce la decisione assunta l’altro ieri dai lavoratori e dalle lavoratrici della multinazionale delle materie plastiche, dei prodotti chimici e della raffinazione, i quali nel corso dell’assemblea generale di stabilimento hanno proclamato all’unanimità lo stato di agitazione e il blocco delle prestazioni straordinarie, dando mandato alle organizzazioni sindacali di richiedere la riconvocazione del Tavolo di crisi presso la Regione Puglia e di sollecitare una convocazione urgente presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy.
Obiettivo atteso è quello di costruire una soluzione industriale che salvaguardi occupazione, competenze professionali e prospettive produttive del territorio di Brindisi, perché come sempre abbiamo sostenuto la transizione energetica non può tradursi in una successione di chiusure, senza nuove opportunità.
Va preso atto che, ad oggi, non tutti i progetti annunciati hanno trovato concreta attuazione ed anzi alcuni soggetti imprenditoriali si sono progressivamente defilati.
Proprio per questo il progetto Eni Storage assume valore ancora più significativo ma Brindisi non può affidare il proprio futuro industriale a un’unica iniziativa.
Come Femca Cisl a tutti i livelli sosterremo ogni investimento che sia serio, credibile e capace di generare lavoro di qualità.
La Cisl è il sindacato della partecipazione, del dialogo, della responsabilità e delle soluzioni.
La posa delle prima pietra del 6 luglio p.v. potrà e dovrà rappresentare l’avvio di una nuova stagione industriale per Brindisi, sostenuta da una strategia nazionale capace di coniugare transizione energetica, sviluppo industriale, sostenibilità ambientale e tutela dell’occupazione.
Marcello De Marco