Licchello: Adesso sarà interessante sapere cosa ci sarà dopo la prima pietra…

La determinazione per superare gli ostacoli Anche oggi, 18 giugno 2026, continuo a leggere e rileggere con grande soddisfazione il documento del 2021, che rappresentava un importante punto di partenza rispetto agli obiettivi individuati. Lo faccio con la consapevolezza delle numerose criticità che ancora oggi gravano sul sistema produttivo, sull’economia e sul settore della salute, alle quali si aggiunge una preoccupante incapacità di programmare il futuro. Mi riferisco al Metodo Brindisi, un documento sottoscritto da tutti: dalla Prefetta, dott.ssa Carolina Bellantoni, ai Sindaci della provincia di Brindisi, dai Parlamentari ai Consiglieri regionali. Dopo mesi di lavoro, era stato elaborato un protocollo che molti consideravano un modello e un punto di riferimento per affrontare le sfide del territorio. Purtroppo non è andata così. Oggi quel protocollo viene disconosciuto, così come vengono disattesi gli impegni assunti. Ancora più grave è l’assenza di nuove proposte e di percorsi innovativi capaci di costruire una prospettiva concreta per il futuro. Alla decarbonizzazione si aggiunge ora il tema della decarbochimica, con il rischio di sommare una nuova emergenza a quelle già esistenti. Come si può guardare al futuro con serenità quando tutto è fermo? Investimenti e cantieri tardano a partire, impedendo qualsiasi programmazione seria dei percorsi formativi necessari a rispondere alla disoccupazione e a offrire opportunità ai tanti giovani che continuano a lasciare il territorio. Leggo con attenzione anche l’annuncio dell’Onorevole Mauro D’Attis. Si tratta certamente di un primo passo importante, utile a rasserenare gli animi. Tuttavia il problema resta sempre lo stesso: quando verrà posata la seconda pietra? Non basta far arrivare più volte il Ministro Urso a Brindisi; occorre programmare, discutere e definire con chiarezza il percorso necessario per completare il progetto. Il sindacato deve essere protagonista del cambiamento e svolgere pienamente il proprio ruolo: essere il garante del fare, non del rinvio e dell’immobilismo. Le preoccupazioni sono molte. Anche il tema del nucleare resta avvolto nell’incertezza. Si moltiplicano gli annunci, ma manca una vera discussione pubblica su dove e come potrebbero essere collocati eventuali reattori modulari, se via mare o in altre aree del territorio. Ritengo quindi necessario riportare al centro del confronto i temi della decarbonizzazione e della decarbochimica, se davvero si vuole aprire una nuova stagione di sviluppo e rispondere alle esigenze occupazionali ed economiche del territorio. Non lasciamo che l’impegno del Ministro Urso e dell’Onorevole D’Attis resti incompiuto per colpa di chi continua a non voler fare nulla. È arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti. Dopo la prima pietra devono arrivare le fondamenta, il pavimento e tutto ciò che serve a trasformare gli annunci in opere reali. Brindisi ha bisogno di certezze, non di slogan. È necessario pretendere chiarezza e conoscere cosa ci sarà dopo la prima pietra, perché il futuro di Brindisi non può essere costruito sull’incertezza. Tonino Licchello

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