I dati della Banca d’Italia confermano l’allarme lanciato dalla Uil. Brindisi ha bisogno di “rete” per governare

I DATI DELLA BANCA DI’ITALIA CONFERMANO L’ALLARME LANCIATO DALLA UIL:
BRINDISI HA BISOGNO DI “RETE” PER GOVERNARE E NON SUBIRE LA TRANSIZIONE

I dati della Banca d’Italia sul territorio di Brindisi, diffusi in questi giorni con un incontro in Prefettura, confermano i timori che la UIL da tempo condivide nel dibattito pubblico: l’economia di Brindisi non cresce abbastanza e la Transizione in atto rischia di lasciare un tessuto industriale più povero di come lo abbiamo conosciuto per decenni. Il Sindacato esprime preoccupazione per un quadro economico fragile, segnato da esportazioni in diminuzione ed un mercato del lavoro prevalentemente precario

Scorrendo i dati nel dettaglio: nel 2025 la Puglia registra una crescita del PIL ferma allo 0,4%, inferiore alla media nazionale e del Mezzogiorno segno di una fragilità strutturale. In questo scenario, la provincia di Brindisi è tra le più esposte ai processi di Transizione: se l’export regionale sale del 2,4%, Brindisi perde lo 0,6%, scontando l’attuale fase di debolezza dell’industria e investimenti insufficienti a garantire un rilancio strutturale.

Sul nostro territorio i nodi iniziano a venire al pettine: il futuro del Polo Energetico, del Porto e della Logistica sono ad un bivio mai così decisivo, l’assenza di una strategia condivisa e di una regia forte – da tempo denunciati dalla UIL di Brindisi e promossi con l’appello a fare “Rete” – rischiano di indebolire il tessuto industriale, l’economia nel suo complesso ed i livelli occupazionali.

A trainare l’economia provinciale il settore Turismo: aumenta nei flussi, nei servizi e nel commercio ma sconta ancora molte criticità. Il Settore Agricolo è stabile ma la sua produttività cala sensibilmente rispetto al recente passato e già da quest’anno il settore, già fortemente martoriato da crisi naturali e climatiche, potrebbe risentire notevolmente nelle esportazioni a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Tutti elementi che influenzano direttamente il mercato del lavoro brindisino dove, a fronte di una sensibile crescita del numero di occupati, aumentano il lavoro povero e l’instabilità, soprattutto per donne e giovani. Risultato finale: la fuga di competenze e capitale umano dal territorio verso il Nord del Paese o l’estero.

Per la UIL di Brindisi è urgente e non più rinviabile un confronto serio per costruire concretamente un Patto per il Lavoro e lo Sviluppo del nostro territorio. Non si possono più rinviare Politiche Industriali capaci di accompagnare la Transizione Energetica senza lasciarla alle mere regole della convenienza di mercato. Occorre non perdere tempo nell’implementare quei nuovi investimenti già in cantiere e bisogna ripartire con la ricerca di nuovi. Il rafforzamento del Sistema Portuale e Logistico deve essere pre-condizione per quanti vedono in Brindisi una possibilità e non obiettivo incompleto. Una reale integrazione tra settori, fra Industria, Turismo e Agricoltura è possibile e si deve perseguire con puntualità.

Fra tutti, ed in tutti i settori, è fondamentale rafforzare il legame tra Formazione e Lavoro e contrastare in modo deciso il lavoro povero e la precarietà.

Prendere contezza di questi dati non fa onore a Brindisi che ha competenze, professionalità ed una posizione strategica nel Mediterraneo che non possono essere disperse. Senza una visione d’insieme e interventi infrastrutturali concreti, soprattutto nel Capitale Umano, si rischia una crescita debole ed un progressivo impoverimento sociale ed economico di tutto il territorio.

La UIL continua a promuovere la Rete fra tutti gli attori coinvolti nello sviluppo del territorio. Ci batteremo con ancora più forza perché Brindisi sia terra di lavoro stabile, sicuro e dignitoso e Laboratorio di un modello di sviluppo che non lasci indietro nessuno.

Coordinatore Provinciale UIL Brindisi

Fabrizio Caliolo

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