Albano: “Facciamo finta di litigare, così poi ci votate…”

A tanti cittadini il batti e ribatti fra il Sindaco di Brindisi, i consiglieri comunali  di maggioranza confluiti nel nuovo gruppo Futuro Nazionale e del loro  referente regionale, sarà apparsa una storia godibilissima, che non ha niente da invidiare alle migliori trame della commedia d’autore.

Una disputa  ideale per catturare  l’attenzione dell’opinione pubblica, che si è dipanata  nella riproposizione del collaudato tormentone politico delle tante

interviste e comunicati stampa,  funzionali solo ad essere riconosciuti, ad essere visibili, che ha messo in  sordina, ( forse era questo lo scopo) le tante inefficienze amministrative, le urgenza e le necessità determinate dalle tante situazioni disastrose, le emergenze,  che i nostri cittadini  vivono ogni giorno sulla propria pelle e che riguardano la mancanza  di posti di lavoro, la chiusura di tante aziende, attività artigianali e commerciali,  il livello di  cassa integrazione, l’ambiente,  la crescente povertà, lo sviluppo,  la pulizia, il cattivo funzionamento dei servizi, il degrado dei quartieri, la mobilità insostenibile, la tassazione esagerata, i parcheggi, la vivibilità di questa città,  rispetto ai quali questa amministrazione, questa maggioranza  comunale, di cui facevano parte insieme ,  si è dimostrata assolutamente inadeguata e impotente. 

Incapace di elaborare  risposte efficaci, di  tracciare  una direzione di marcia  per uscire dal pantano di una crisi,  che da tempo strangola il territorio e la vita di molte famiglie, che faticano a pagare l’affitto, le bollette, il mutuo, che per alimentarsi hanno a disposizione somme irrisorie,  che in molti casi non riescono a procurarsi i prodotti di prima necessità.

In molti si chiedono perché  si è formato questo nuovo gruppo? E’ una questione di opportunità? E’ una necessità politica?  Ma,  principalmente, per  fare che cosa? Sulla base di quale programma concreto?

Questi sono  interrogativi ai quali, credo,  bisogna dare, con urgenza, una  risposta chiara e non incerta e fumosa, altrimenti la città recepirà un messaggio  di  un cambiamento solo estetico,  di un’operazione camaleontica, di breve respiro e di scarso spessore politico, uguale a tante altre messe in scena in questa città, spesso funzionali a interessi esclusivamente soggettivi, ad interessi elettorali,  per far finta di voler cambiare, con l’intento di non cambiare niente.  Per costruire l’immagine di chi contesta e prende le distanze da tutte quelle inefficienze,  nascondendo  le proprie responsabilità, con lo scopo di abbindolare i cittadini e farsi votare alle prossime  elezioni .

La verità ,  va detta con  estrema chiarezza, senza fare sconti a nessuno. Non si può continuare a stare in surplace, a  rimanere inerti,  senza una guida vera e capace, perché, al di là dei ricorrenti proclami , questa città sta morendo e  colpevoli di questa disastrosa situazione economica e sociale, sono il   Sindaco e la sua  maggioranza, di cui facevano parte  anche i trasmigratori , che non hanno mai saputo, forse voluto leggere le sofferenze e le urgenze di questa città, le sue priorità,  e portare la politica, là dove c’ erano  i bisogni  e le sofferenze dei cittadini  e del territorio.

Temo  che questa novità, questo nuovo gruppo,  possa costituire, come è già avvenuto   in passato, l’ennesimo episodio di trasformismo,  la messa in cantiere di un  nuovo contenitore sul  quale salire e scendere al momento opportuno, secondo le convenienze del momento, secondo le proprie convenienze.

Purtroppo  in questa città  non si riesce da tempo a recuperare il respiro di una sana politica,   in grado di dare  le risposte  che mancano da tempo a questa città  e ai suoi cittadini , che, stufi  dei giochetti, degli  atteggiamenti ondivaghi, dei giochi di prestigio  della nostra amministrazione e di una certa politica,   si stanno allontanando  sempre più dalla politica e dai seggi elettorali.

Senza l’avvio di un processo di ricostruzione  della dimensione politica temo che ben presto arriveremo alla sua completa dissolvenza  . Alla resa incondizionata agli interessi individuali e di gruppi ristretti. E i segnali ci sono già.

La situazione  è critica e dovrebbe finalmente determinare chi ha il dovere politico di amministrare questa città, di farlo, di cambiare finalmente passo, di uscire dal letargo in cui si è sprofondata da tempo. A fare, piuttosto che a parlare e promettere . La città esige e merita serietà e senso di responsabilità. Purtroppo per noi,  per la città, per i cittadini, con questa amministrazione,  rimane solo una illusione.

In verità a me, questa cortina fumogena, ha procurato solo grande tristezza.

Vincenzo Albano

Condividi questo articolo:
Share on facebook
Share on twitter
Share on telegram
Share on whatsapp

what you need to know

in your inbox every morning