De Biasi (OPI Brindisi): “La nomina del dott. Massimo Calò valore aggiunto per il Pronto Soccorso del Perrino”

L’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Brindisi, attraverso la presidente Paola De Biasi, esprime vivo apprezzamento per la nomina del dott. Massimo Calò, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale “Perrino”, quale responsabile ad interim del Pronto Soccorso. “Accogliamo con soddisfazione questa scelta della Direzione Strategica della ASL Brindisi, guidata dal direttore generale Maurizio De Nuccio – dichiara la presidente Paola De Biasi – perché rappresenta una decisione che va nella direzione del rafforzamento dell’organizzazione di un reparto nevralgico e strategico come il Pronto Soccorso. Siamo certi che l’esperienza, le competenze cliniche e manageriali del dott. Calò potranno rappresentare un importante valore aggiunto, soprattutto in una fase particolarmente complessa per la sanità pubblica”. Il Pronto Soccorso continua infatti a confrontarsi con una significativa carenza di personale medico, una criticità che impone modelli organizzativi sempre più efficaci e una stretta collaborazione tra tutte le professionalità coinvolte. “In questo contesto – prosegue De Biasi – diventa fondamentale lavorare in piena sinergia tra Direzione Strategica, direzione sanitaria e professionisti, valorizzando il contributo di medici, infermieri e di tutto il personale sanitario. Siamo convinti che il dott. Calò saprà imprimere un ulteriore impulso all’organizzazione del servizio, ottimizzando percorsi assistenziali e processi operativi, con l’obiettivo di garantire risposte sempre più efficaci ai bisogni di salute dei cittadini”. L’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Brindisi rinnova la propria disponibilità a collaborare con la Direzione Strategica della ASL e con la nuova guida del Pronto Soccorso, nella convinzione che il dialogo istituzionale e il lavoro di squadra rappresentino gli strumenti più efficaci per affrontare le sfide che attendono il sistema sanitario e per assicurare qualità, sicurezza e appropriatezza dell’assistenza.

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