Sul grave atto vandalico alla diga di Punta Riso – Una riflessione necessaria
“In merito al vile atto vandalico che ha colpito l’impianto fotovoltaico sulla diga di Punta Riso, esprimo la mia ferma condanna. Non vi è alcuna giustificazione per la violenza, né per l’illegalità: certi atteggiamenti, certi metodi e il ricorso a gesti di vandalismo sono inaccettabili, vanno condannati senza se e senza ma, e non possono rappresentare in alcun modo una forma di protesta.
Tuttavia, limitarsi a una condanna di rito sarebbe un esercizio ipocrita se non avessimo il coraggio di guardare al profondo malessere che cova sotto la cenere. Episodi di questa gravità non nascono nel vuoto: sono il frutto di una esasperazione continua. Questa città è vittima di un mancato dialogo, di una politica troppo spesso accondiscendente verso enti e grandi aziende, e di una sordità cronica che ignora sistematicamente le istanze dei cittadini. Quando la voce di un singolo individuo non viene mai ascoltata, quando ogni decisione viene calata dall’alto e anteposta a interessi che nulla hanno a che fare con il bene comune, si genera una frattura sociale che, purtroppo, può sfociare in derive pericolose.
I brindisini vivono da decenni il peso di un territorio martoriato. Penso all’abbandono in cui versano le aree industriali, alla mancanza di bonifiche che attendiamo da troppo tempo – dai siti ENEL a Enichem, fino agli altri grandi colossi che hanno sfruttato la nostra terra senza restituire dignità e sicurezza ambientale. Per molti cittadini, ogni nuovo insediamento viene percepito, legittimamente, non come un’opportunità, ma come un ulteriore sopruso.
Questo grave episodio deve suonare come un campanello d’allarme per l’intera politica brindisina. Non possiamo più permetterci di restare a guardare. La nostra classe politica ha il dovere di cambiare rotta: deve smettere di subire le decisioni altrui e iniziare a pretendere, con forza e coerenza, il rispetto che questo territorio merita. La partecipazione non è un optional, ma un diritto: le decisioni che riguardano la nostra terra, il nostro mare e il nostro futuro devono vedere la comunità brindisina non come spettatrice passiva o vittima, ma come parte attiva e consultata.
Condanniamo il vandalismo, certo, ma iniziamo finalmente a occuparci delle cause del malessere di Brindisi. La politica torni a essere il luogo del confronto reale e della difesa degli interessi dei cittadini, prima che l’esasperazione diventi l’unica, triste, forma di linguaggio.”
Roberto Quarta
Consigliere Comunale di Brindisi