Cittadella della Ricerca, Di Cesare (Cgil): “Ora investire sui talenti”


La Cgil Brindisi rilancia su Eni, gigafactory, batterie di accumulo
e mobilità elettrica: «Serve una vera filiera industriale»
Da due anni la Cgil di Brindisi pone con forza l’attenzione sul
futuro e sul rilancio della Cittadella della Ricerca. Lo abbiamo
fatto in più occasioni, ribadendo una convinzione precisa: per la
Cgil la Cittadella può e deve diventare un luogo di attenzione per
le innovazioni industriali e tecnologiche, per la formazione e per la
crescita dei talenti, in sinergia con ITS e DITNE, offrendo ai giovani
un’occasione concreta per restare sul proprio territorio.
Per questo abbiamo letto con attenzione le dichiarazioni di Ricci di
Eni, che proprio ieri ha aperto alla possibilità che Eni investa sulla
Cittadella della Ricerca per sostenere lo sviluppo delle attività
appena avviate con la gigafactory nell’area petrolchimica di
Brindisi.
Si tratta di una riflessione importante, che ci obbliga a riprendere
un ragionamento più ampio e strategico, connesso alla serie di
investimenti previsti da Eni e da Enel e alla realizzazione, a
Brindisi, del più grande parco di accumulo, il BESS di Cerano.
Dentro questo scenario si apre una rinnovata necessità di sinergia
industriale sul territorio, per investire sull’intera filiera delle
batterie, dalla produzione, alla manutenzione e al recupero dei
materiali delle batterie esauste. La produzione di batterie di
accumulo della gigafactory potrebbe essere destinata non solo ai
produttori di energia rinnovabile, ma con le dovute modifiche,
anche alla mobilità di massa, dentro una logica di rilancio
dell’automotive e, in particolare, a sostegno dello sviluppo delle
vetture elettriche, per dare una opportunità alle tante vertenze
pugliesi connesse all’automotive.
Da questo punto di vista, sarebbe auspicabile immaginare una
nuova stagione industriale capace di mettere insieme Eni e
Stellantis, con l’obiettivo di costruire una vera filiera della
mobilità elettrica fondata sulle batterie. Una sfida di questa
portata richiederebbe anche una profonda revisione delle
infrastrutture di servizio, dalla rete stradale alle città, fino ai
centri abitati, per accompagnare concretamente il cambiamento
dei modelli di mobilità.
Questa sarebbe davvero transizione: non una parola astratta, ma
una strategia industriale capace di tenere insieme ricerca,
innovazione, formazione, lavoro, giovani, territorio e futuro.
Brindisi ha bisogno di progetti che non si limitino ad annunciare
investimenti, ma che costruiscano filiere, competenze e
occupazione stabile. La Cittadella della Ricerca può diventare uno
dei luoghi centrali di questa nuova fase, a condizione che le scelte
industriali siano accompagnate da una visione chiara, da
investimenti veri e dal coinvolgimento delle parti sociali.
La Cgil di Brindisi continuerà a sostenere ogni percorso utile a
rafforzare il ruolo della Cittadella della Ricerca, a valorizzare le
competenze presenti sul territorio e a costruire una transizione che
non lasci indietro lavoratrici, lavoratori e nuove generazioni.

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