All’alba, nelle province di Lecce, Brindisi, Bari, Roma, Vibo Valentia e Matera, la Direzione
Investigativa Antimafia sta eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti
di 23 soggetti (21 in carcere e 2 ai domiciliari) emessi dal GIP presso il Tribunale di Lecce Dott.ssa
Valeria Fedele, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia – Sost. Proc. Dott.ssa
Giovanna Cannarile – a carico di altrettanti soggetti indiziati di fare parte di due associazioni dedite
al traffico internazionale di stupefacenti con canali di approvvigionamento albanese, per la
cocaina, l’eroina e la marijuana, e calabrese, per la cocaina.
Il termine “Whisper” (sussurro) con cui è stata denominata l’operazione deriva dalla modalità
che gli indagati usavano per interloquire tra di loro, caratterizzata da estrema accortezza, quasi
sottovoce. L’attività investigativa trae origine dalle risultanze emerse nell’ambito dell’indagine
denominata “URA” (“ponte”), tra settembre 2021 e giugno 2022, eseguita dal Centro Operativo
DIA di Bari, anche tramite la Squadra Investigativa Comune costituita tra D.D.A. di Bari e
S.P.A.K. di Tirana, nel procedimento n. 8329/21 R.G.N.R. Mod. 21 DDA Bari, che documentava
un rilevante traffico di stupefacenti, gestito da un’organizzazione criminale albanese capeggiata
da un noto trafficante del paese delle Aquile (destinatario oggi di misura restrittiva) stabilmente
stanziato a Durazzo, destinato in parte alle province di Brindisi e Lecce.
L’indagine della DDA di Lecce è stata condotta dal 2022 al 2025, permettendo di disarticolare due
distinte associazioni criminali dedite al traffico e spaccio internazionale di ingenti quantità di
differenti tipologie di sostanze stupefacenti (cocaina, marijuana, eroina ed hashish), operanti
rispettivamente nel territorio della provincia di Brindisi – in particolare nel Comune di Oria – e del
capoluogo leccese, con disponibilità di armi da fuoco e che per la movimentazione dello
stupefacente utilizzavano minori, donne nonché soggetti di origine albanese, con compiti di
corriere su autobus di linea (per la tratta internazionale Italia-Albania e viceversa).
Durante le varie fasi dell’attività investigativa sono stati sottoposti a sequestro circa 58 Kg di
sostanza stupefacente (3 Kg di cocaina, 30 Kg eroina e 25 Kg marijuana, individuando anche 2
laboratori attrezzati per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente), 2 pistole complete di
munizionamento e sono stati tratti in arresto in flagranza di reato 15 soggetti, tra cui 2 donne, 3
cittadini albanesi ed un pericoloso latitante oritano, inserito in contesti associativi di criminalità
organizzata, sottrattosi alla cattura poiché colpito da più provvedimenti anche emessi dall’Autorità
Giudiziaria estera, per vari reati.
In particolare, le indagini hanno permesso di documentare l’esistenza sul territorio oritano di una
stabile organizzazione dedita all’importazione dall’Albania di ingenti quantitativi di stupefacenti,
del tipo cocaina ed eroina, promossa ed organizzata da un soggetto residente in Oria con la
complicità della madre e della compagna; lo stesso, per i pagamenti dello stupefacente al fornitore
albanese, oltre alle citate persone di famiglia, si avvaleva anche di una zia e di una nipote. Il gruppo
criminale custodiva lo stupefacente presso un’officina di Oria, da dove il principale indagato lo
prelevava per poi portarlo in due case di campagna – situate sempre nel territorio oritano – adibite
a laboratori, di proprietà di due fiancheggiatori dell’organizzazione, ove personalmente
provvedeva al taglio con un rapporto di 1:6, per poi rivenderlo ai suoi numerosi acquirenti delle
province salentine con un prezzo di vendita che variava dai 6.000 agli 8.500 euro al Kg.
È emerso, altresì, che il sodalizio gestiva una rilevante mole di denaro, in parte reinvestita
nell’acquisto di ulteriori partite di eroina, che venivano affidate in custodia ad una zia materna,
incensurata, del promotore dell’associazione. Dopo l’arresto di quest’ultimo, avvenuto nel mese
di luglio del 2023, le conversazioni tra la madre e la zia dello stesso documentavano la ricerca di
luoghi più sicuri per occultare il denaro, anche all’interno di pneumatici o loculi cimiteriali.
Il rilevante volume d’affari del gruppo emergeva, oltre che dagli ingenti quantitativi di droga
sequestrati, anche da una fotografia rinvenuta nel cellulare di una delle indagate, sequestrato in
occasione dell’arresto di un responsabile. Infatti, dall’analisi forense del dispositivo veniva
individuata una foto di un manoscritto datato 29.12.2021 che era il registro “a partita doppia”
relativo alle entrate ed alle uscite del sodalizio: nella colonna sinistra erano annotate consegne di
56 kg di eroina a 4.500 euro/kg e di 4 kg di cocaina a 36.000 euro/kg, per complessivi 411.000
euro; nella colonna destra risultavano pagamenti già effettuati per 269.000 euro, riferiti al solo
periodo settembre-dicembre 2021.
Inoltre, parte dei proventi del traffico degli stupefacenti erano destinati anche al sostegno
economico dei sodali che erano detenuti o al pagamento delle relative spese legali sostenute.
La disponibilità di ingenti quantitativi di stupefacente da parte dell’organizzazione è stata accertata
dai numerosi sequestri di droga eseguiti nel corso delle indagini; in particolare, in data:
- 28.07.2022 veniva sequestrato 1 kg di codeina;
- 21.01.2023 veniva tratto in arresto, sull’autostrada A4, un soggetto albanese con occultati
a bordo della sua autovettura kg 4,5 di eroina; - 02.02.2023, al casello di Bari Nord, venivano tratti in arresto due soggetti provenienti dal
Paese delle Aquile con 72.870 euro e kg 5 di eroina occultati in un vano nascosto della loro
autovettura; - 03.02.2023, presso un’officina di Oria utilizzata quale deposito dello stupefacente,
venivano scoperti e sequestrati ulteriori kg. 5 di eroina, kg 21,100 di marijuana, gr. 0,6 di
cocaina, 1.900 euro e due pistole scacciacani prive di matricola e tappo rosso; - 22.03.2023, veniva arrestato un soggetto leccese trovato in possesso di gr. 510 di eroina,
ritirata dal sodalizio criminale oritano; - 29.05.2023, nel territorio di Manduria, veniva arrestata una donna trovata in possesso di
gr. 108 di cocaina; - 26.07.2023, ad Oria, la perquisizione di una delle abitazioni di campagna adibite a
laboratorio per il taglio ed il confezionamento dello stupefacente, permetteva di rinvenire
e sottoporre a sequestro una pistola Beretta cal. 9×21, oggetto di furto, con munizioni, gr.
517 di eroina, gr. 190 di sostanza da taglio, materiale per confezionamento, impastatrice,
pressa idraulica, forno e altri strumenti compatibili con il taglio e la preparazione dello
stupefacente, arrestando il principale indagato sorpreso nell’atto di tagliare lo stupefacente
per la successiva immissione sul mercato; la successiva perquisizione a casa dello stesso
permetteva di rinvenire altri gr. 12 di eroina e gr. 2,7 di hashish.
È stata documentata inoltre la maniacale attenzione di uno degli indagati finalizzata ad eludere
eventuali investigazioni: lo stesso, infatti, ha tentato di videosorvegliare, con telecamere dotate di
SIM 4G, la Caserma dei Carabinieri di Oria ed i principali accessi alla città, verosimilmente in
vista di una eventuale fuga.
Il 6.12.2023, alle 03.15’, all’interno dell’abitazione di residenza ubicata in Oria veniva rintracciato
e arrestato un personaggio di spicco della criminalità organizzata brindisina, latitante per essersi
sottratto a diversi ordini di cattura tra cui anche un mandato di arresto europeo emesso dall’autorità
francese.
Per quanto attiene l’associazione operante nel territorio leccese si è accertata l’esistenza di un
sodalizio criminale capeggiato da un noto pregiudicato della zona nord di Lecce, che, seppur
detenuto, gestiva il traffico di droga coadiuvato dalla moglie e da una coppia di coniugi residenti
in una marina leccese, responsabili del traffico di eroina proveniente da fornitori albanesi di stanza
a Policoro (MT) e da un altro pregiudicato leccese, responsabile del traffico di cocaina proveniente
dai fornitori calabresi di Reggio di Calabria e Vibo Valentia.
Le conversazioni telefoniche ed ambientali intercettate tra gli indagati hanno consentito di
ricostruire con precisione l’organigramma del gruppo e le dinamiche interne all’associazione nel
corso del tempo; in particolare, è emerso il ruolo di capo promotore ed organizzatore del principale
indagato, la cui caratura criminale era nota tanto sul territorio leccese.
La sua spiccata supremazia all’interno dell’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti del
tipo cocaina, eroina ed hashish sul territorio della provincia di Lecce emergeva inequivocamente,
tra l’altro, dal fatto che il predetto, avendo avuto notizia del suo imminente arresto in esecuzione
della sentenza n. 517/2020 emessa in data 1.7.2020 dalla Corte di Appello di Lecce e divenuta
irrevocabile in data 8.11.2022, forniva le direttive per la riorganizzazione immediata del gruppo,
delegando ai due diretti emissari la gestione degli illeciti traffici del gruppo ed invitando la moglie,
partecipe dell’associazione, a riferire i suoi ordini all’esterno del carcere, sfruttando i colloqui cui
sarebbe stata autorizzata.
Difatti è da segnalare come sia rilevante è il ruolo ricoperto dalla moglie dell’indagato principale
del filone cd. “Leccese”, in quanto le indagini hanno accertato come la donna fosse pienamente
compartecipe delle dinamiche associative e forniva un contributo essenziale alla gestione dei
traffici del gruppo; oltre a riportare all’esterno le direttive del marito detenuto, intratteneva
direttamente i contatti con il fornitore abituale del gruppo, factotum di una famiglia ‘ndranghetista
egemone nella provincia di Vibo Valentia.
Dalle indagini è emerso anche l’ingente volume di affari del gruppo, atteso che sono state
documentate numerose ingenti forniture di stupefacenti (che richiedevano parimenti ingenti
disponibilità economiche per l’acquisto, nonché idonei luoghi per la custodia) nonché precise
direttive fornite dal vertice ai sodali, volte a reperire sul mercato acquirenti in grado di garantire
un costante e quantitativamente rilevante smercio degli stupefacenti gestiti dal gruppo, evitando i
piccoli spacciatori.
Anche per questo sodalizio operante nel territorio leccese è stata accertata la disponibilità di ingenti
quantitativi di stupefacente attraverso numerosi sequestri di stupefacente eseguiti nel corso delle
indagini; in particolare, in data: - 07.11.2022 veniva tratto in arresto a Racale, un uomo del posto con indosso gr. 255 di
cocaina appena ricevuta dal sodalizio criminale investigato; - 30.03.2023 veniva tratto in arresto, a Policoro, un cittadino albanese per detenzione di 20
panetti contenenti sostanza stupefacente tipo eroina del peso complessivo pari a Kg. 10,36,
prima che il predetto quantitativo fosse consegnato ai referenti del sodalizio leccese; la
perquisizione domiciliare presso l’abitazione del cittadino albanese consentiva di rinvenire
ulteriori kg. 4,950 di eroina e kg. 5 di marijuana, oltre al materiale per il confezionamento
dello stupefacente; - 28.06.2023, un soggetto veniva tratto in arresto per la detenzione di un involucro
contenente gr. 105 di sostanza stupefacente tipo cocaina; - 14.08.2023 veniva tratto in arresto, a Gallipoli, un corriere del sodalizio criminale per la
detenzione di kg 2,029 di sostanza stupefacente tipo eroina, che stava trasportando lo
stupefacente da San Cataldo di Lecce fino a Racale, per la successiva consegna
all’acquirente; - 26.03.2024 veniva tratto in arresto, a Lecce, un soggetto organico all’associazione per la
detenzione di gr. 483 di sostanza stupefacente tipo cocaina, nr. 2 bilancini di precisione,
gr. 744 di sostanza da taglio e vario materiale per il confezionamento dello stupefacente;
inoltre, veniva rinvenuta e sequestrata una pistola Mod. Beretta calibro 7.65 con matricola
abrasa, munita di serbatorio e n. 6 cartucce.
Si precisa che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, per principio
della presunzione di innocenza, l’indagato non può essere considerato colpevole sino alla
condanna definitiva.
Tale risultato operativo si inserisce nell’ambito delle attività Istituzionali finalizzate all’attività di
contrasto alle consorterie criminali presenti sul territorio, agendo così a tutela e salvaguardia
dell’interesse nazionale.