Vincenti: “San Donaci merita la verità. Il silenzio è stata una scelta”

Ho letto questa mattina le dichiarazioni del segretario regionale del Partito Democratico, Domenico De Santis, riportate dalla stampa.

Condivido pienamente un principio: chi tradisce il mandato ricevuto dagli elettori e contribuisce alla caduta di un’amministrazione di centrosinistra deve assumersene fino in fondo la responsabilità politica.

Per questo motivo, proprio questa mattina, insieme a un gruppo di iscritti e compagni di partito, abbiamo depositato la richiesta di espulsione dei consiglieri che hanno determinato la caduta dell’Amministrazione guidata dal sindaco Miccoli.

È un atto di coerenza, di rispetto verso il Partito Democratico, verso gli elettori e verso una comunità che merita trasparenza e serietà.

Ma se oggi si parla, giustamente, di responsabilità, allora è doveroso parlare anche dei silenzi e delle responsabilità che sono mancate.

Mi chiedo, e credo che questa domanda se la pongano molti cittadini di San Donaci:
perché proprio oggi, e solo oggi, l’intervento del Segretario Regionale del Partito Democratico Domenico De Santis e perché a San Donaci non si è intervenuti per impedire la sfiducia al Sindaco e la crisi della coalizione di centro sinistra?

Credo che i dubbi di molti dirigenti del PD siano fondati, anche perché confermati candidamente da taluni ex consiglieri comunali del PD di San Donaci che hanno sfiduciato il Sindaco Miccoli, secondo i quali, con ironia, sostengono che il monito di De Santis “riguardi Francavilla Fontana”, quasi a sottintendere che non riguarda noi, ma è un avvertimento che riguarda altri per non rischiare la Presidenza della Provincia di Brindisi.

Da quale potente personaggio politico di turno hanno avuto tale informazione e rassicurazione?

Evidentemente, oggi e solo oggi, qualcuno si rende conto che la propria interessata e miopia politica, la propria incapacità di gestire le crisi e di guidare i processi politici in atto, mette a rischio la Presidenza della Provincia di Brindisi nelle prossime consultazione di settembre.

Perché è rimasta senza risposta perfino la richiesta ufficiale di verifica politica avanzata dagli alleati del Movimento 5 Stelle?
E ancora mi domando e domando perché non è stato attivato un tavolo di confronto provinciale all’interno del PD?

Qualcuno era interessato a far cadere il sindaco Miccoli e qualcuno della sua giunta, come la sottoscritta e per questo non ha voluto impedirlo?

Da dirigente del Partito Democratico e assessore dell’Amministrazione sfiduciata, insieme al sindaco Miccoli, ho vissuto questa vicenda giorno dopo giorno, nei silenzi più insostenibili, apprendendo tutto soltanto e solo a crisi conclusa e attraverso i giornali?

Sono domande politiche. E meritano risposte politiche, anche dal Segretario Regionale, il quale era stato informato della crisi amministrativa in atto a San Donaci.

In questi mesi abbiamo avuto la netta sensazione che, anziché esercitare fino in fondo il proprio ruolo per ricomporre una frattura evidente, qualcuno abbia preferito assistere in silenzio, lasciando che determinati comportamenti producessero le loro conseguenze.

Anche il silenzio, in politica, è una scelta. Così come è una scelta decidere quando intervenire e quando, invece, voltarsi dall’altra parte.

Quella di San Donaci, però, non può essere considerata una vicenda isolata.

Il clima che si respira in diversi territori della nostra provincia impone una riflessione seria e responsabile.

Da dirigente del Partito Democratico mi auguro sinceramente che tutte le amministrazioni di centrosinistra possano continuare a governare con serenità e stabilità, senza essere lasciate sole nei momenti più delicati.

Penso a San Pietro Vernotico, a Cellino San Marco, a Francavilla Fontana e a tutte quelle realtà in cui amministratori, dirigenti e militanti stanno affrontando ogni giorno sfide difficili, mettendoci la faccia e lavorando esclusivamente nell’interesse delle proprie comunità.

Nessun territorio deve avere la sensazione di essere più importante di un altro. Nessuna comunità deve sentirsi abbandonata. E soprattutto nessun amministratore deve pensare che il destino della propria amministrazione possa dipendere da logiche diverse dall’interesse dei cittadini e dalla lealtà politica.

Per questo rivolgo un appello al Partito Democratico e alla sua classe Dirigente: ritrovi fino in fondo il proprio ruolo di guida politica, di garanzia e di punto di riferimento per tutti i territori, senza eccezioni e senza disparità di trattamento.

Perché il Partito è forte quando ascolta, accompagna e sostiene le proprie comunità, ed opera, nel rispetto dei suoi principi e regole Statutarie ed Etiche.

Io continuerò a fare politica come ho sempre fatto: mettendoci la faccia, assumendomi la responsabilità delle mie parole e guardando i cittadini negli occhi.

È lo stesso stile che ha sempre contraddistinto il sindaco Miccoli: parlare con franchezza, anche quando era scomodo farlo, sempre nell’interesse della comunità e delle istituzioni.

Ho imparato una cosa in questi anni: la verità può essere rallentata, ma non può essere fermata. Le ricostruzioni costruite ad arte possono resistere per un periodo, ma non resistono mai ai fatti. Le voci, quando sono soltanto voci, restano tali. Ma quando iniziano a trovare riscontri, è la realtà stessa a parlare. Per questo non ho mai avuto paura della verità e non inizierò certo oggi.

Altri dovranno spiegare le proprie scelte. Altri dovranno spiegare i propri silenzi. Perché anche il silenzio, in politica, è una scelta.

Il tempo può rallentare la verità, ma non impedirle di emergere.

E quando la verità arriva, non ha bisogno di alzare la voce: parlano i fatti.

San Donaci merita rispetto. Merita trasparenza. Merita una politica libera da convenienze, da silenzi e da doppi pesi e doppie misure.

Per quanto mi riguarda continuerò a battermi, con determinazione e senza arretrare di un passo, perché la politica torni ad essere il luogo del confronto leale, del coraggio e della responsabilità. E perché la verità, quella vera, trova sempre la strada per venire alla luce.

Antonella Vincenti

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