L’ultimo sopralluogo sui cantieri, tra caschetti e giubbotti, che lo ha proposto la Presidente della Quinta Commissione del Consiglio regionale, Loredana Capone, che si è recats sul cantiere del collegamento ferroviario con l’aeroporto di Brindisi, definendolo “un’opera strategica per tutto il Salento”. Chiariamo subito: la Presidente Capone ha svolto certamente un ruolo meritorio di controllo e di verifica.
Ci saremmo aspettati, però, che prima ancora delle fotografie e delle dichiarazioni di rito, fossero state fornite delle risposte alle domande che da mesi attendono una risposta.
Perché il costo dell’opera è passato da circa 60 milioni agli attuali 161 milioni di euro? Perché la conclusione dei lavori è ormai slittata al 2029 quando era prevista per fine 2026? Quali risorse sono realmente disponibili e quali devono ancora essere reperite? Perché si continua a realizzare un’infrastruttura ferroviaria senza spiegare quale sarà il rapporto con lo Shuttle, già progettato ai tempi del sindaco Mennitti e finanziato ai tempi del sindaco Consales con risorse pubbliche regionali per collegare lo stesso aeroporto dalla stazione del Perrino e i cui autobus dedicati sono da tempo acquistati e solo utilizzati dalla Stp per i crocieristi.
Si continua a celebrare l’apertura di un cantiere che, almeno per ora, riguarda poco più di cinquecento metri di una strada sterrata propedeutica alla futura posa dei binari e realizzata solo con la speranza di recuperare i 60 milioni di euro del PNRR.
Francamente appare difficile presentare questo come il segnale di una svolta.
Le opere strategiche si misurano sulla loro utilità, sulla sostenibilità economica, sulla trasparenza delle decisioni e sulla capacità di risolvere realmente i problemi dei cittadini, e non sul numero dei sopralluoghi.
Il punto continua ad essere un altro.
Ha senso investire oltre 160 milioni di euro per un collegamento ferroviario quando esiste già un progetto di Shuttle dedicato, anch’esso finanziato con denaro pubblico e ancora incompiuto? Per quale ragione due infrastrutture destinate allo stesso servizio dovrebbero convivere? Quali saranno i costi di gestione futuri? Quanti treni raggiungeranno realmente l’aeroporto e con quale frequenza? Sono domande che attendono ancora risposte.
Brindisi ha bisogno di chiarezza.
Prima delle fotografie sui cantieri servono dati, analisi, confronti pubblici e una visione complessiva delle infrastrutture della città e del loro rapporto con il Salento.
Continuiamo a pensare che questa vicenda rappresenti uno dei casi più evidenti di cattiva programmazione infrastrutturale degli ultimi anni.
Se qualcuno ritiene il contrario, lo dimostri con numeri, documenti e analisi, non con i comunicati stampa.
I cittadini meritano risposte, non propaganda.