Collegi consultivi tecnici: Ance Brindisi, “bene i chiarimenti Anac su conflitti di interesse e cumulo incarichi, ora serve applicazione uniforme sul territorio”

Ance Brindisi accoglie con favore la delibera n. 258 del 7 luglio 2026 con cui l’Autorità nazionale anticorruzione ha richiamato le stazioni appaltanti al rafforzamento dei controlli preventivi sui componenti dei Collegi consultivi tecnici (Cct), sia in materia di conflitti di interesse sia sul rispetto dei limiti al cumulo degli incarichi previsti dal Codice dei contratti pubblici.

“I Collegi consultivi tecnici svolgono oggi una funzione decisiva per la tenuta dei cantieri e la corretta esecuzione degli appalti — dichiara il Presidente di Ance Brindisi —. Le loro determinazioni, quando assumono natura di lodo contrattuale, producono effetti vincolanti sulle imprese e sulle stazioni appaltanti. È quindi indispensabile che i componenti siano scelti con la massima terzietà e nel pieno rispetto dei limiti quantitativi agli incarichi fissati dall’Allegato V.2 del Codice: non più di cinque incarichi contemporanei e non più di dieci nell’arco di due anni.”

Ance Brindisi ricorda il ruolo centrale che il Collegio consultivo tecnico svolge nella vita dell’appalto. Il Cct affianca stazione appaltante e impresa fin dalla fase di avvio dei lavori, con compiti di prevenzione e rapida risoluzione delle controversie che possono insorgere durante l’esecuzione del contratto, prima che si trasformino in contenzioso giudiziario. Il Collegio si pronuncia su questioni tecniche, giuridiche e amministrative idonee a incidere sull’andamento dell’appalto o della concessione — dalle riserve dell’appaltatore alle varianti, dalle sospensioni ai ritardi — e, quando le parti attribuiscono alle sue determinazioni natura di lodo contrattuale, le decisioni diventano vincolanti per entrambe. Proprio per questa capacità di produrre effetti immediati sulla gestione del contratto e sui tempi di realizzazione dell’opera, la qualità e l’indipendenza dei suoi componenti non sono un aspetto meramente formale, ma una condizione sostanziale per il buon esito dell’intervento.

Ance Brindisi sottolinea come la delibera Anac non introduca un obbligo nuovo, ma richiami un dovere di verifica che le stazioni appaltanti locali devono applicare in modo uniforme e sistematico, evitando che le autodichiarazioni rese dai professionisti restino un mero adempimento formale. L’Associazione chiede pertanto agli enti appaltanti del territorio — Comuni, Provincia, Asl, enti gestori di opere pubbliche — di:

  • inserire stabilmente nei propri atti organizzativi le verifiche preventive sulle dichiarazioni ex art. 16 del Codice;
  • prevedere nei provvedimenti di nomina clausole esplicite di accertamento dell’assenza di conflitti di interesse e del rispetto dei limiti sul cumulo degli incarichi;
  • garantire trasparenza e pubblicità degli incarichi conferiti ai componenti dei Cct, anche a tutela delle imprese esecutrici.

“Per le imprese associate — prosegue il Presidente Contessa — un Collegio realmente indipendente significa maggiore certezza nei tempi di risoluzione delle controversie in corso d’opera, minori contenziosi giudiziari e minori costi indiretti legati ai ritardi. Ance Brindisi è disponibile a un confronto con le stazioni appaltanti del territorio per accompagnare l’attuazione di queste indicazioni, anche attraverso momenti formativi congiunti dedicati ai profili di indipendenza e incompatibilità dei componenti dei Cct.”

L’Associazione ricorda infine che il parere del CCT mette al riparo il RUP dal danno erariale, e per questo raccomanda alle stazioni appaltanti di costituire il Collegio per tempo, sin dalle prime fasi dell’esecuzione del contratto, evitando ritardi che ne vanificherebbero la funzione preventiva.

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