EX DORMITORIO DI BRINDISI E DEPORTAZIONE NELL’EX DISCARICA:
BASTA PIETISMO, PRETENDIAMO DIGNITÀ E DIRITTI PER I LAVORATORI
Mentre la narrazione istituzionale cerca di edulcorare una realtà abominevole, la vertenza legata al trasferimento dei
lavoratori dall’ex dormitorio di Brindisi rivela il vero volto di una gestione emergenziale, discriminatoria e priva di rispetto
per la dignità umana.
Le persone sgomberate e “dislocate” non sono “ragazzi” da compatire o salvare paternalisticamente, ma LAVORATORI
che con il proprio braccio e il proprio sudore contribuiscono al tessuto economico di questo territorio. L’approccio infarcito
di infantilizzazione e pietismo non fa che danneggiare la loro causa e depotenziare le loro rivendicazioni politico-sociali.
Come Rete NO CPR Brindisi, rifiutiamo fermamente il modus operandi di amministrazioni che si dicono “soddisfatte”
per aver ridotto la questione abitativa a una sistemazione logistica inaccettabile. Troviamo grottesco e inaccettabile
assistere a passerelle mediatiche e dichiarazioni emotive prive di sostanza.
Denunciiamo inoltre con forza la strategia di chi, incapace di rispondere nel merito alla gravità di quanto fatto, cerca di
declassare la protesta sociale e il dissenso a becera speculazione elettorale. Parlare di “campagna elettorale” di fronte a
diritti umani calpestati serve solo a sminuire la gravità della situazione. Allo stesso modo, respingiamo al mittente la
narrazione tossica che bolla chi denuncia la realtà come “attizza incendi” o provocatore: il fuoco dell’ingiustizia lo ha
appiccato chi ha firmato e avallato questo scempio, non chi sceglie di non voltarsi dall’altra parte.
In questo quadro, risulta complice e assordante il silenzio di tante realtà locali che a parole si occupano di immigrazione e
accoglienza, ma che di fronte all’orrore effettivo preferiscono tacere per non incrinare i rapporti con le istituzioni. Allo
stesso modo, registriamo l’assenza e la passività delle forze di opposizione, incapaci di articolare una critica radicale e
un’alternativa reale a questa gestione repressiva.
LE AZIONI SVOLTE SUL CAMPO
Il nostro impegno si misura con l’azione politica dal basso e la solidarietà di classe:
I LAVORATORI PROTAGONISTI DELLA PROPRIA LOTTA
Il focus di questa vertenza non è il mezzo di trasporto o la soluzione temporanea di facciata: il focus è la dignità, il diritto
all’abitare e il rispetto per la persona. Riconoscere il valore di queste persone significa restituire loro il ruolo di protagonisti
attivi della propria lotta, non di soggetti passivi da spostare come pacchi.
Per continuare a costruire questo percorso insieme e rompere l’isolamento a cui le istituzioni vorrebbero condannarli,
diamo appuntamento a tutta la cittadinanza, alle realtà sociali, ai sindacati di base e a chiunque rifiuti questo sistema:
Visita e documentazione: Giorni fa siamo entrati all’interno della ex discarica per verificare di persona le condizioni
strutturali e igienico-sanitarie. Abbiamo filmato e documentato la situazione reale, redigendo un documento sintetico
che raccoglie e formalizza le precise richieste dei lavoratori presenti.
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Segnalazione ufficiale alle autorità sanitarie: A seguito dei rilevamenti effettuati sul posto, abbiamo inviato formale
richiesta via e-mail alla ASL di Brindisi per pretendere un’ispezione urgente e la verifica delle precarie condizioni
igienico-sanitarie in cui le persone sono state costrette a vivere.
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Assemblea pubblica e condivisione: Raccolte le rimostranze dei diretti interessati, abbiamo organizzato
un’assemblea pubblica sul posto per denunciare a tutta la città dove fossero state confinate queste persone,
garantendo che le azioni successive venissero condivise nel modo più ampio e partecipato possibile con altre realtà
sociali e collettivi del territorio.
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INCONTRO E PRESIDIO PUBBLICO
Dove: Davanti ai cancelli della ex discarica — Strada per Pandi n. 4 (Zona Industriale, Brindisi)
Quando: Martedì 28 alle ore 17:30
Cosa: Un momento di convivialità, ascolto e condivisione insieme ai lavoratori.
Invitiamo la stampa, i cittadini e i movimenti ad allontanarsi dalle passerelle della politica locale e a venire a
guardare in faccia la realtà. La dignità non si concede con un favore, si difende con la lotta.
RETE NO CPR BRINDISI