DECARBONIZZAZIONE BRINDISI, D’ATTIS (FI): “DOPO LA NOSTRA NORMA DEL 2024, GIA’ SUL TAVOLO DECINE DI INVESTIMENTI FUORI DALL’AREA ENEL. COSÌ CRESCE ATTRATTIVITA’ DEL TERRITORIO”
Nota del segretario regionale di Forza Italia, l’on Mauro D’Attis.
“La cosiddetta norma “D’Attis-Battilocchio” del 2024 ha permesso di avviare nuovi investimenti industriali su tutto il territorio del comune di Brindisi, a prescindere dalla disponibilità delle aree utilizzate dalla centrale Federico II di Cerano. Sono, infatti, alla valutazione del Commissario straordinario di Governo Carnevale e del Coordinatore della Zes unica Romano, alcune decine di proposte di investimento nella zona industriale e in area portuale con la previsione di nuovi posti di lavoro in grado di assorbire eventuali esuberi post carbone e di produrre nuova occupazione. Il fatto positivo comunicato dai ministri Urso e Pichetto Fratin, ovvero che anche i terreni della centrale Enel potranno essere disponibili per nuovi investimenti, non fa altro che aumentare la capacità attrattiva del sito di Brindisi. Vorrei che questa cosa si chiarisse una volta per tutte e che si guardasse con maggiore ottimismo ciò che sta accadendo, compreso l’avviato investimento di Eni per la gigafactory. L’accordo di programma, previsto dalla stessa norma, riguarda anche e soprattutto questo. Sarà completo inserendo le soluzioni sull’utilizzo del sito della centrale Enel e sulla produzione della chimica di base, oggi in crisi per la chiusura del cracking di Versalis e degli altri impianti collegati. Ho chiesto al ministro Urso di considerare nell’accordo di programma in costruzione anche la previsione di nuovi ITS Academy e di nuovi corsi di laurea aderenti alle nuove attività industriali previste. Gli investitori che si sono proposti su Brindisi, con il Governo e il suo Commissario Straordinario, sono in grado di determinare un nuovo sviluppo industriale della città. Perciò, occorre essere ottimisti: il percorso è complesso, ma a breve si vedranno i frutti di un lavoro importantissimo per lo sviluppo della città e del territorio. Anche e soprattutto per i lavoratori e per le imprese che vivono con apprensione questo momento di transizione”.