M5S – La riconversione industriale di Cerano non si misura con i meri annunci, ma con i risultati concreti

Accogliamo certamente con favore la presentazione di 35 manifestazioni d’interesse per il futuro dell’area: è la conferma evidente delle enormi potenzialità del nostro territorio. Tuttavia, tra un’ipotesi su carta e un investimento realmente realizzato passa ancora una strada lunghissima.

Al recente tavolo del Mimit si è parlato molto di futuro, ma drammaticamente troppo poco di presente. Continuano a restare senza risposta gli interrogativi più urgenti che riguardano i lavoratori degli appalti, le imprese dell’indotto e le tantissime famiglie che stanno già pagando sulla propria pelle gli effetti e i costi della transizione energetica. Il territorio non ha bisogno di semplici prospettive, ma di certezze immediate. Quali tutele sociali ed economiche sono previste per questa fase intermedia? Con quali tempi certi vedranno la luce i nuovi investimenti? Quanti dei posti di lavoro sbandierati saranno effettivamente creati e, soprattutto, a partire da quando?

Accanto a queste incognite pesa come un macigno il destino strutturale del sito: quando prenderanno finalmente il via lo smantellamento e le necessarie bonifiche dell’impianto? Senza risposte chiare su questi punti, si rischia solo di alimentare vane aspettative frustrando la comunità.

A dimostrazione di quanto le scelte della politica locale vadano spesso in direzione opposta agli interessi della città, c’è un episodio emblematico avvenuto proprio la scorsa settimana: i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle hanno presentato una mozione per chiedere lo smantellamento del nastro trasportatore della centrale, un’infrastruttura simbolo dell’era del carbone e la cui rimozione rappresenterebbe un primo, fondamentale passo verso la riconversione dell’area. Ebbene, la maggioranza guidata dal sindaco Marchionna ha scelto di bocciare la proposta. Diventa difficile, se non ipocrita, parlare di transizione energetica e di rilancio del territorio quando, di fronte all’occasione di compiere un gesto concreto, la politica locale sceglie deliberatamente di voltarsi dall’altra parte.

Il Movimento 5 Stelle di Brindisi continua a sostenere con forza una riconversione industriale capace di portare reale sviluppo, innovazione e buona occupazione. Ma una transizione può dirsi davvero “giusta” solo se è in grado di coniugare una visione solida del futuro con la tutela rigorosa del presente, senza lasciare indietro nessun lavoratore, nessuna impresa e nessuna comunità.

M5S Brindisi

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