1° agosto 1926: da Brindisi il decollo della prima linea aerea civile internazionale italiana

1° agosto 1926: da Brindisi il decollo della prima linea aerea civile internazionale italiana

Il 1° agosto 2026 ricorrono cent’anni da una data simbolica nella storia di Brindisi e, più in generale, dell’aviazione civile italiana. Il 1° agosto 1926, infatti, dalla città adriatica prese avvio il collegamento Brindisi-Atene-Istanbul gestito dalla Società Anonima Aero Espresso Italiana, che diede corpo alla prima linea aerea civile internazionale operata da una società italiana. Quel decollo non ebbe soltanto un valore tecnico o commerciale ma fu, soprattutto, il segno di una nuova centralità di Brindisi, città di mare e di frontiera, proiettata ancora una volta verso l’Oriente.

Già nell’età contemporanea Brindisi aveva riscoperto la propria vocazione di porta del Levante. Il porto, il ruolo nei traffici marittimi e la posizione strategica nel Mediterraneo le avevano restituito visibilità; l’aviazione aggiunse una dimensione ulteriore, quella del cielo. Per questo il volo inaugurale del 1926 può essere letto come il punto d’incontro tra storia urbana, progresso tecnologico e capacità di una comunità di riconoscersi in un’impresa moderna. È la stessa intuizione che attraversa anche le riflessioni più recenti sulla memoria aeronautica brindisina: il volo non fu soltanto una vicenda di mezzi e di piloti, ma un fatto civile, economico e culturale.

La città in festa per il volo inaugurale

Le cronache dell’epoca restituiscono con vivacità il clima di attesa che accompagnò la giornata inaugurale. La Gazzetta del Lunedì del 2 agosto 1926 descrive una Brindisi “svegliata al suono festante delle sue musiche e nella gloria del sole ardentissimo e del tricolore che garriva lieto al vento”. Già dalla sera precedente erano cominciati gli arrivi delle autorità, a partire dal generale Alberto Bonzani, allora Sottosegretario di Stato del Ministero dell’Aeronautica. Nella mattina del 1° agosto giunsero poi i rappresentanti diplomatici di Turchia e Grecia, accolti insieme alle autorità civili e militari locali in un contesto che assunse presto il carattere di una vera festa cittadina.

Dopo le accoglienze in stazione e un breve momento conviviale all’Hotel Internazionale, il corteo delle autorità si mosse verso l’idroscalo dell’Aero Espresso, nell’avamporto. Lì si era radunato un pubblico numeroso, attratto dalla novità del mezzo aereo e dalla rilevanza dell’evento. Le cronache insistono sull’ornato festoso degli edifici, “pavesati con grandi bandiere” e arricchiti da festoni, fiori e piante ornamentali, a conferma dell’importanza attribuita alla cerimonia. Non si trattava di un semplice fatto locale. Già allora la partenza di quella linea rappresentava, agli occhi dei contemporanei, un’apertura dell’Italia verso il Mediterraneo orientale e un’affermazione della capacità organizzativa e tecnologica nazionale.

2 agosto 1926, La Gazzetta del Lunedì: Enrico Accettulli, «Il volo inaugurale della linea Brindisi-Atene-Costantinopoli» (AS BR, Archivio storico del Comune di Brindisi).Brindisi, cerimonia del 1° agosto 1926, foto delle autorità (fonte: Ala d’Italia).

L’idrovolante, i protagonisti e il decollo

A fare gli onori di casa, presso l’idroscalo, fu il maggiore Umberto Maddalena, direttore del servizio di aeronavigazione della Società. Figura centrale di quella giornata fu proprio lui, comandante pilota del volo inaugurale in partenza da Brindisi. Il velivolo destinato alla tratta era il SIAI-Marchetti S.55C immatricolato I-AMES, idrovolante dalla sagoma inconfondibile, con doppio scafo galleggiante e i due motori disposti in tandem nel castello centrale. Per l’epoca si trattava di una macchina di grande fascino, capace di rappresentare visivamente la modernità del trasporto aereo.

Lo scritto di riferimento sottolinea anche un dettaglio curioso: il cronista del tempo, poco avvezzo alla materia aeronautica e alle regole di immatricolazione internazionale, chiamò l’idrovolante JAMES anziché I-AMES, sostituendo con una J la lettera identificativa italiana I. È un particolare minore, ma significativo, perché mostra come l’aviazione fosse allora ancora un mondo nuovo per il grande pubblico. Eppure, nonostante la relativa novità del mezzo, la percezione della portata dell’evento era chiarissima. Le autorità presenti – tra cui Bonzani, Del Bono e lo stesso Maddalena – erano consapevoli di assistere a un momento destinato a lasciare traccia nella storia dell’aviazione civile italiana.

La cerimonia proseguì con i discorsi ufficiali. Il sindaco Serafino Giannelli rivolse il proprio saluto alla Società e ai rappresentanti stranieri; seguirono gli interventi del senatore Del Bono, di Rifaat Bey per la Turchia e del dottor Capsalis per la Grecia. Particolarmente significativo fu il dono del gagliardetto della città a Umberto Maddalena, custodito in un artistico cofanetto realizzato nel laboratorio di Modesto Aversa, disegnato dal capo operaio Tommaso Giancola e scolpito da Arturo De Vitis. Il manufatto raffigurava il Forte a Mare, la chiesa del Casale, le colonne romane e, sul coperchio, lo stemma di Brindisi con un ramo di alloro. Anche questo particolare restituisce bene il tono della giornata: il decollo della linea veniva percepito come un avvenimento di cui la città intera desiderava farsi simbolicamente partecipe.

Brindisi, 1° agosto 1926: il primo volo dell’Aero Espresso.Brindisi, 1° agosto 1926: il comandante pilota Umberto Maddalena e mons. Memmola, che benedice l’idrovolante prima del decollo.

Infine giunse il momento del decollo. Dopo aver ringraziato per il dono ricevuto, Maddalena prese posto ai comandi; il motorista Tancredi e il montatore Rizzini misero in moto i propulsori e l’idrovolante iniziò a muoversi sulla superficie dell’acqua. Le cronache raccontano che il velivolo «guizzò sulla calma superficie delle acque», quindi si diresse verso il porto interno, salutato da una folla assiepata sulle banchine e lungo il Canale Pigonati. Il decollo avvenne alle 9 precise, tra l’entusiasmo degli spettatori. Il velivolo sorvolò a bassissima quota la zona dell’idroscalo, ricevendo un ultimo tributo dalla folla, e diresse quindi la prua verso l’Oriente.

Da Brindisi ad Atene e Istanbul

L’I-AMES pilotato da Umberto Maddalena giunse nella baia del Falero, presso Atene, alle 13.30 ora locale. Nella stessa giornata l’I-ADIM, pilotato dal tenente Perucatti, partì da Atene per Istanbul, mentre l’I-AFER, con i piloti Berardi e Severi, decollò da Istanbul in direzione di Atene. I due apparecchi ammararono alle 14, rispettivamente a Buyuk Deré e al Falero. Attraverso questi voli coordinati veniva inaugurata la linea Brindisi-Atene-Costantinopoli: non un gesto isolato o puramente dimostrativo, ma l’avvio concreto di una rete di collegamenti fra Italia, Grecia e Turchia. In questo sta la vera novità storica del 1° agosto 1926, che fece di Brindisi una cerniera tra la sponda italiana e il mondo levantino.

Le fonti richiamate nello scritto ricordano inoltre che, contrariamente a quanto talvolta si è sostenuto in seguito, il servizio non si esaurì nel solo volo inaugurale. Vi furono voli settimanali regolari, con tariffe definite e un’organizzazione di servizio già strutturata. Il costo del viaggio era di 350 lire per tratta; il percorso completo Brindisi-Costantinopoli andata e ritorno arrivava a 1.400 lire. Nel prezzo erano inclusi il trasferimento in motoscafo a Brindisi, quello in autobus a Costantinopoli e un bagaglio personale fino a 15 chilogrammi. Si tratta di elementi che confermano come la linea fosse pensata come un autentico servizio di trasporto, non come un semplice esperimento.

Anche il materiale pubblicitario dell’epoca testimonia questo sforzo di strutturazione commerciale e simbolica. Orari, depliant, copertine illustrate, cartografia di rotta e pubblicità di linea costruivano un immaginario moderno del viaggio aereo: Brindisi vi appariva come punto di partenza naturale verso Atene, Rodi e Istanbul, cioè verso un Mediterraneo nuovamente connesso dalla velocità del volo.

Una memoria storica da valorizzare

Riletta oggi, la vicenda del 1° agosto 1926 non appartiene soltanto alla storia dell’aviazione. È parte integrante della storia civile di Brindisi, del suo rapporto con il mare, con la modernità e con il lavoro aeronautico. Nell’esperienza dell’Aero Espresso si intrecciano infatti infrastrutture, relazioni internazionali, competenze tecniche, attività industriali e capacità cittadine di accogliere il cambiamento. La memoria di quel primo volo internazionale civile italiano può dunque diventare un punto di forza per raccontare l’identità brindisina, anche in chiave culturale e divulgativa.

Il ritorno degli idrovolanti con il GiDro 2026

A un secolo di distanza, quella memoria tornerà simbolicamente a prendere forma sull’acqua. Il 10 settembre 2026 è prevista a Brindisi una tappa del GiDro 2026, la seconda edizione del Giro d’Italia in idrovolante promosso dall’Associazione Aviazione Marittima Italiana presieduta da Orazio Frigino. La seconda tratta del tour, in programma dal 5 al 13 settembre, partirà dal Lago Trasimeno e proseguirà verso Gallipoli; dopo Bari, gli idrovolanti raggiungeranno l’Idroscalo storico «Orazio Pierozzi» di Brindisi, per poi dirigersi verso Taranto in vista dell’inaugurazione della XX edizione dei Giochi del Mediterraneo.

Per Brindisi la tappa possiede un significato particolare. Riporta il volo anfibio nei luoghi dai quali, cento anni prima, prese avvio la prima linea internazionale della nostra aviazione civile e ricompone idealmente il legame fra gli idroscali, le officine, le maestranze e le rotte del Mediterraneo. Non sarà soltanto uno spettacolo aeronautico, ma un’occasione per rileggere la storia della città attraverso il rapporto, del tutto peculiare, fra il cielo e il mare.

Una nuova associazione fra memoria e futuro

Il centenario e la rievocazione del GiDro accompagneranno anche l’avvio delle attività della neocostituita Associazione Lavoratori Aeronautici Brindisini fra Cielo e Mare. L’associazione nasce per tutelare, trasmettere e valorizzare la memoria storica del lavoro aeronautico brindisino e delle maestranze locali, ma anche per promuovere la cultura e la sicurezza del lavoro, favorire la trasmissione intergenerazionale delle competenze e mettere in relazione scuole, università, imprese, istituzioni, lavoratori ed ex lavoratori.

Tra le iniziative culturali che potranno essere sviluppate vi sono mostre, incontri, seminari, visite didattiche e laboratori; la raccolta di testimonianze, fotografie, documenti e oggetti conservati dalle famiglie; la costruzione di reti fra le realtà aeronautiche del Mezzogiorno e quelle del Nord Italia; il sostegno a un percorso condiviso verso la costituzione di un Museo dell’Aviazione a Brindisi. L’obiettivo è impedire che un patrimonio di esperienze e competenze si disperda e, nello stesso tempo, trasformare la memoria in uno strumento di formazione, partecipazione e sviluppo.

Il centenario, pertanto, non dovrebbe esaurirsi nella giornata del 1° agosto né concludersi con la tappa del GiDro del 10 settembre. Cento anni fa un idrovolante lasciò le acque del porto e rivolse la prua verso Oriente. Oggi spetta alla città raccogliere il significato di quella scia, custodendo la memoria di quanti resero possibile il volo e trasformandola in una nuova capacità di immaginare il futuro.

Paolo Re

1930, copertina degli orari della linea Brindisi-Atene-Istanbul di Aero Espresso.1934, copertina dell’orario primaverile delle linee Brindisi-Atene-Rodi e Brindisi-Atene-Istanbul dell’Aero Espresso Italiana.
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