La FAILM Servizi Terziario ritiene che sia giunto il momento di aprire una riflessione seria sul rispetto della legalità nei servizi affidati in appalto all’interno dei siti industriali.
Nei mesi scorsi, su richiesta di alcuni lavoratori, la FAILM ha trasmesso agli organi ispettivi competenti una segnalazione riguardante l’utilizzo della voce retributiva “Trasferta Italia” nei confronti di lavoratori impiegati stabilmente presso il medesimo sito produttivo.
Gli accertamenti ispettivi hanno portato alla notifica di un verbale contributivo, a seguito del quale la società interessata ha provveduto alla regolarizzazione della propria posizione previdenziale mediante il recupero degli importi ritenuti non conformi e il versamento della relativa contribuzione.
Per la FAILM questo non rappresenta una vittoria contro qualcuno.
Rappresenta la dimostrazione che la legalità deve essere il fondamento di ogni rapporto di lavoro e di ogni appalto.
La nostra posizione è sempre stata una sola.
Non abbiamo mai chiesto di togliere un solo euro ai lavoratori.
Abbiamo sempre sostenuto che eventuali irregolarità dovessero essere corrette senza ridurre il salario dei dipendenti, riconducendo le somme alla retribuzione ordinaria e garantendo il corretto versamento dei contributi previdenziali.
Perché il costo della regolarizzazione di eventuali irregolarità non può e non deve essere scaricato sui lavoratori, che rappresentano la parte più debole del rapporto di lavoro.
Ed è proprio qui che emerge una diversa idea di sindacato.
Mentre la FAILM ha scelto di pretendere il rispetto della legge, della corretta retribuzione, della regolarità contributiva e della continuità occupazionale, altre organizzazioni sindacali hanno preferito concentrare la propria azione sulla tutela del proprio perimetro di rappresentanza, rinunciando a rivendicare che la regolarizzazione avvenisse senza alcun sacrificio economico per i lavoratori.
Per la FAILM questo significa rinunciare alla funzione essenziale di un’organizzazione sindacale.
Un sindacato non deve limitarsi a conservare il proprio perimetro di rappresentanza. Ha il dovere di pretendere il rispetto della legge e dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro che ha sottoscritto, senza chiudere gli occhi di fronte a situazioni che richiedono di essere corrette.
Per questo motivo la FAILM Servizi Terziario rivolge un appello a ENI VERSALIS, quale committente dei servizi affidati in appalto.
Chiediamo che venga ulteriormente rafforzata ogni attività di vigilanza e controllo affinché tutte le imprese operanti negli appalti rispettino integralmente la normativa in materia di lavoro, retribuzione, contribuzione e sicurezza, prevenendo il ricorso a pratiche che possano compromettere i diritti dei lavoratori o alterare la corretta concorrenza tra le imprese.
La legalità negli appalti non tutela soltanto i lavoratori.
Tutela anche le imprese che operano correttamente, garantisce una concorrenza leale, valorizza le aziende che rispettano le regole e rafforza la responsabilità sociale del committente.
La FAILM Servizi Terziario continuerà a collaborare con le istituzioni e con gli organi di vigilanza ogniqualvolta emergeranno situazioni meritevoli di verifica, perché il rispetto delle regole rappresenta un interesse comune.
Se la legalità diventa un principio negoziabile o se pratiche non conformi vengono considerate normali, il rischio è quello di trasformare l’eccezione in regola. Un sindacato serio ha il dovere di impedire che ciò accada.
La legalità non è un’opinione. È il presupposto indispensabile per tutelare il lavoro, la dignità dei lavoratori e la correttezza del mercato degli appalti.
Segretario Generale
Claudio Capodieci