Cannalire (Pd): “Per Brindisi basta annunci, serve intesa bipartisan a Roma e Bruxelles per diventare area di accelerazione industriale”

Brindisi non ha più tempo per gli annunci e ha bisogno di fatti, perché mentre a Roma si celebra il nulla o quasi, qui si contano i lavoratori e le imprese che non hanno certezze. Il ministro Urso ha dichiarato di avere ottenuto dal Ministro Pichetto Fratin lo sblocco delle aree di Cerano e pochi giorni dopo gli onorevoli D’Attis e Battilocchio sono andati a chiedere la stessa identica cosa. Ad oggi però, come d’altronde dall’inizio di questa storia, alle buone intenzioni non corrisponde alcun atto. Si rivendica poi anche un bando finanziato con la legge 181/89 che il ministero deve ancora aprire e si invoca oggi la messa in sicurezza e lo smantellamento dopo avere voluto il rinvio dello spegnimento e la centrale in riserva ‘fredda’ e mentre Enel era pronta a cominciare il decomissioning a fermarla era proprio il Governo. Intanto il totale degli investimenti annunciati cresce a ogni conferenza stampa e ciò che è davvero cantierabile si riduce, l’accordo di programma promesso per l’inizio dell’anno non ha ancora una data, la norma che dovrebbe reggerlo è nata senza un euro e la struttura commissariale rischia di esaurirsi prima dello strumento che dovrebbe attivarne i poteri. Per questo al prefetto e commissario Luigi Carnevale, che combatte ogni giorno a mani nude una sfida particolarmente difficile, va il nostro pieno sostegno. Chiediamo con fermezza, perciò, che si chiarisca una volta per tutte se Brindisi verra indicata area di crisi industriale complessa, da cui dipendono ammortizzatori, formazione e ricollocazione e che si fissi una data per la firma dell’accordo di programma, convocando il tavolo in Prefettura con tutte le parti interessate.

C’è però una partita più grande emersa durante il question time alla Camera e D’Attis l’ha fatta emergere con una richiesta diretta al Governo, in linea di principio, condivisibile. Infatti la proposta europea di regolamento sull’accelerazione industriale impegnerà ogni Stato a individuare almeno un’area dedicata e riteniamo che Brindisi, con Lecce e Taranto, deve essere quella italiana, perché nessun altro territorio dispone di ciò che possiamo mettere in campo noi per l’offerta formazione e ricerca con l’UniSalento, logistica, con due porti e due aeroporti, di superfici già infrastrutturate e connesse alla rete ad altissima potenza, al raccordo tra ferrovia e banchine che pochissimi porti possiedono. A Brindisi la filiera chimica e quella della produzione energetica hanno costruito competenze che nessuna riconversione può disperdere, dalla metalmeccanica, alle bonifiche passando per la cantieristica, la farmaceutica e l’aeronautica. Questa è la città che può dimostrare all’Europa che si fa industria moderna senza fossile e che chi ha respirato il carbone per quarant’anni ha diritto di guidare ciò che viene dopo. Ma una candidatura non si sostiene con un mero elenco delle potenzialità. Si sostiene con un dossier che perimetri le aree e ne certifichi la disponibilità e si sostiene con l’accordo di programma firmato, perché nessuno può offrire a Bruxelles aree che il Governo non autorizza neppure a mettere in sicurezza. Chiediamo che tutti i parlamentari e gli europarlamentari di Brindisi, Lecce e Taranto avviino iniziative che impegnino in tal senso il Governo e la commissione Europea, che la Regione sostenga ufficialmente l’iniziativa e, per Brindisi, che il commissario per la decarbonizzazione, Autorità di sistema portuale, Consorzio Asi e Comune costruiscano insieme il dossier. Brindisi non chiede una concessione, chiede di poter competere perché ne ha tutto il diritto e le potenzialità e questa volta intende arrivare prima.

Francesco Cannalire, segretario cittadino PD Brindisi e consigliere comunale

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