Facendo seguito all’ultima riunione della commissione consiliare, in cui l’assessore Antonucci ha illustrato la bozza e le linee guida del nuovo piano industriale, alla presenza del sindaco e di un orientamento che inizia a delinearsi,ritengo fondamentale che alla ripresa dei lavori a settembre si cambi passo, organizzando un incontro più aperto e strutturato.
Parliamo di un appalto decennale dal valore imponente di 300 milioni di euro, un’opera che graverà interamente sulle tasche dei cittadini di Brindisi. Per un investimento di questa portata, che definirà il futuro ambientale ed economico della nostra città per i prossimi dieci anni, non si può procedere a porte chiuse.
La normativa vigente riconosce e amplifica il diritto dei cittadini, dei comitati e delle associazioni a far valere la propria voce attraverso strumenti concreti di partecipazione,dalla possibilità di presentare osservazioni e memorie scritte protocollate all’Ente, fino al coinvolgimento attivo nelle sedi di confronto e nelle audizioni pubbliche.
È dovere istituzionale attivare questi canali, trasformando questo percorso in un’occasione per costruire un piano industriale davvero innovativo, moderno ed efficiente.
I contribuenti pagano questo servizio e hanno il sacrosanto diritto di partecipare e far sentire la loro voce prima che vengano prese decisioni irreversibili.
Roberto Quarta
Presidente commissione Ambiente