carenza di loculi nel cimitero di Brindisi e realizzazione di un forno crematorio
La interrogazione presentata dalla nostra Capogruppo Consiliare Veronica MASTROGIACOMO sulla carenza di loculi nel cimitero di Brindisi ( e a dire il vero anche di campi a terra!) ha avuto il merito di accelerare l’ter per la costruzione di 100 nuovi loculi prefabbricati ma anche di aprire il dibattito sulla necessità che la città di Brindisi si doti di un forno crematorio. Del resto questa eventualità viene inserita da circa un decennio nel programma annuale delle opere pubbliche senza che poi si proceda conseguentemente. L’ipotesi più volte formulata è che alla realizzazione provveda un privato con la formula della finanza di progetto che poi provveda a versare una royalty annua a favore della Amministrazione Comunale. La localizzazione ipotizzata, ossia quella dell’area adiacente al cimitero di Tuturano, risponde ad una serie di requisiti da cui non si può prescindere. Intanto l’assenza di spazi idonei nei pressi del cimitero di Brindisi. In secondo luogo la facilità con cui l’area potrebbe essere raggiunta dai comuni dell’intero Salento. Infine la distanza adeguata dalla abitazioni più vicine. Meraviglia, allora, che si stia organizzando una raccolta di firme contro questa localizzazione da parte di un Consigliere Comunale che pure aveva espresso il suo voto favorevole alla delibera n. 1 del 20/02/2026 recante l’approvazione del programma delle opere pubbliche per il triennio 2026/2028 e dell’elenco annuale dei lavori pubblici per l’anno 2026 in cui era espressamente prevista la realizzazione di un forno crematorio presso il cimitero di Tuturano con il ricorso a capitali privati. Il dibattito sulla cremazione a nostro giudizio sconta un difetto di informazione. Non si tiene adeguatamente conto, infatti, che oramai la cremazione in Italia è praticata in
circa il 29% dei casi e che tale percentuale sarebbe sicuramente superiore se vi fossero più strutture attrezzate, presenti solamente in una quarantina di province, tra cui, in Puglia, solo Bari e Foggia. Se poi il timore è quello di emissioni nocive si potrebbe ricorrere ad una soluzione progettuale che preveda il trattamento criogenico dei defunti. La cremazione criogenica, infatti, è un metodo alternativo alla cremazione tradizionale basato sull’utilizzo di temperature estremamente basse anziché del calore con la assoluta mancanza di emissioni in atmosfera. Si tratta di passare, allora, dalle parole ai fatti indicendo finalmente un bando per la scelta del promotore cui affidare la realizzazione e la gestione dell’impianto.
LA SEGRETERIA CITTADINA
IL GRUPPO CONSILIARE