Forno crematorio a Brindisi: L’ombra del passato ci impTornare a parlare di un forno crematorio a Brindisi significa fare i conti con una storia fatta di tentativi falliti, contenziosi e zone d’ombra che negli anni scorsi hanno sollevato non pochi dubbi nell’opinione pubblica locale. Dalle prime ipotesi risalenti al 2015 fino alle successive proposte arrivate sul tavolo del Comune tra il 2018 e il 2020 — caratterizzate da diffide, scontri istituzionali e pressioni politiche emerse anche nelle cronache giudiziarie e giornalistiche — il percorso di questa infrastruttura è stato costantemente segnato da dinamiche opache.
Oggi la città non può permettersi di ripetere gli stessi errori. L’importanza e la necessità di dotare il territorio di un tempio crematorio moderno, efficiente e rispettoso dell’ambiente sono fuori discussione: si tratta di un servizio essenziale che risponde a una domanda crescente delle famiglie brindisine e dell’intera provincia.
Tuttavia, proprio alla luce dei sospetti e delle frizioni che in passato hanno accompagnato i tentativi di realizzazione, la posizione deve essere netta e intransigente: favorevoli all’opera, ma fermamente contrari al ricorso al Project Financing.
Il meccanismo del finanziamento di progetto, basato sulla proposta calata dall’alto da parte del privato di turno, rischia di riaprire la strada a disegni preconfezionati e a logiche di parte che nulla hanno a che spartire con il bene comune.
Per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco e tutelare la massima trasparenza, si richiede con forza un radicale cambio di metodo.
Rifiutare ogni schema che subordini un’opera pubblica così delicata agli interessi di un singolo proponente privato.
L’amministrazione comunale definisca un bando di gara pubblico, aperto, rigoroso e basato su criteri oggettivi, garantendo la massima concorrenza tra gli operatori del settore.
Ogni fase del procedimento amministrativo deve essere cristallina e accessibile, per restituire piena fiducia ai cittadini e cancellare l’ombra di vecchi sospetti.
Brindisi merita servizi all’altezza dei tempi moderni, ma guidati da un unico faro: l’interesse pubblico, la legalità e la trasparenza amministrativa.
Roberto Quarta
Consigliere comunale