Ho atteso qualche giorno prima di dire la mia sulla stucchevole vicenda che ha visto come protagonisti il comico brindisino Mandrake e il mondo politico cittadino. Addirittura c’è stato un quotidiano locale che ha dedicato ben due pagine all’argomento e chi, sempre della carta stampata, ha condotto una vera e propria inchiesta su chi poteva essere stato l’ex sindaco di Brindisi che aveva chiesto, negli anni scorsi, a Mandrake di esibirsi a Brindisi, anche se gratuitamente. Libero il campo subito da dubbi: quando io sono stato Sindaco di Brindisi (2012-2016) Mandrake non esisteva ancora e quindi io non ho mai avuto il piacere di sentirlo o di incontrarlo.
Ciò che risulta straordinariamente stucchevole, però, è che si parli da giorni della provocazione lanciata dal comico, il quale ha fatto intendere, con un post sui social (la sua fama è nata proprio lì…) che nessuno si era degnato di contattarlo per fare uno spettacolo nel calendario estivo della città di Brindisi. Una tesi, questa, contestata dal consigliere comunale Luperti il quale riferisce di un contatto avuto in primavera, con il diniego di Mandrake “per altri impegni”.
Su questa strada potrei camminare ancora per ore perché poi ci sono state smentite e smentite delle smentite.
Ciò che mi rattrista, invece, è che ci si attardi a discutere di un argomento che ovunque verrebbe considerato marginale e che a Brindisi sale agli onori della cronaca.
Ben venga, nella prossima stagione estiva, uno spettacolo in piazza con il comico brindisino e ben vengano pure le commedie in vernacolo che hanno affollato i quartieri della città.
Ciò che è inaccettabile, però, è che il consenso ricevuto da questi eventi comico-dialettali poi debba autorizzare qualcuno a mettere in discussione tutto il resto.
Mi ha colpito, a tal proposito la frase di Mandrake il quale ha affermato proprio che “i concerti all’alba hanno stancato”, come se si trattasse di eventi “tristi”.
Purtroppo per chi la pensa in questo modo, l’arte, la cultura e lo spettacolo non viaggiano necessariamente sui binari delle risate e si può assistere a grandi eventi anche senza ridere. Come nel caso del concerto all’alba di un grande artista di questa terra, il cegliese Mirko Lodedo, che con il suo pianoforte ha incantato i presenti. Ma quello di Lodedo non è stato l’unico spettacolo degno di nota di questa stagione estiva. Sta riscuotendo tanti consensi anche la rassegna “Verdi in città” e poi ci sono i tantissimi eventi culturali e di spettacolo che si svolgono in luoghi pubblici come l’ex convento Santa Chiara o anche nei cortili delle chiese ed in altri spazi pubblici.
Certo, è mancato il grande evento di richiamo (anche se la serata con Ciccio Riccio e i Gemelli Diversi ha fatto registrare il tutto esaurito in piazza Santa Teresa), il concertone da decine e decine di migliaia di euro che richiama migliaia di persone, ma il sindaco ha detto che quest’anno non erano disponibili spazi adeguati (lavori in corso allo stadio, sul piazzale Lenio Flacco, nel capannone ex Montecatini, ecc…).
Pazienza, si farà meglio l’anno prossimo. Ma un errore è stato commesso in termini di comunicazione. L’estate non è solo quella scandita dal calendario. Va letta, invece, come la lunga stagione che porta in città anche migliaia di turisti ed altrettanti visitatori. Ed allora perché non presentare a marzo/aprile ciò che poi avverrà nei mesi successivi, portando Brindisi al centro delle attenzioni. Il riferimento è alle regate internazionali Brindisi-Corfu e Brindisi-Valona, al campionato mondiale di motonautica, all’evento “Appia Wine” (che quest’anno era alla sua prima edizione ma che resterà stabilmente inserito nel calendario), al torneo internazionale di basket under 13, alla scherma, alle rassegne organizzate da privati, al Barocco Festival, al vernacolo. Il tutto, per concludersi ad ottobre con lo svolgimento del Salone Nautico, un altro elemento di forte attrazione territoriale. Quest’anno, invece, il calendario è stato presentato ad agosto, sminuendo la portata di tutto ciò che era stato fatto in precedenza.
Brindisi, insomma, ha la necessità di ritrovare la capacità di saper vendere bene la propria immagine, a beneficio di una economia turistica che ha ancora ampi margini di crescita. La tesi di chi sostiene che Brindisi sia solo una città di transito è inaccettabile e suona come una resa che mortifica gli sforzi di chi crede realmente nella crescita di Brindisi e nella sua capacità di affermarsi nella classifica delle città che vale la pena visitare. Una città che non è fatta solo delle “pietre del passato”, ma che deve saper valorizzare i suoi luoghi, le sue bellezze naturali, la sua enogastronomia e la sua innata capacità di accoglienza.
Mimmo Consales