Questa mattina, nel reparto di Pneumologia del P.O. “A. Perrino”, un paziente ha minacciato medici, infermieri, operatori e degenti brandendo un taglierino. L’intervento della vigilanza privata ha consentito il contenimento iniziale della situazione; è stato poi necessario l’intervento dei Carabinieri per disarmare il soggetto e ristabilire la sicurezza nel reparto.
Non si tratta di un fatto isolato, né di un inconveniente da archiviare con dichiarazioni rassicuranti. Nel giro di poche settimane, il principale presidio ospedaliero della provincia è stato interessato da una tentata aggressione con mazza da baseball ai danni di una guardia giurata all’ingresso dell’ospedale; da una gravissima vicenda nel reparto di Ortopedia, riguardante un paziente già protagonista di condotte aggressive e di un tentativo di fuga; e, oggi, da una minaccia con arma da taglio in Pneumologia.
La sequenza parla da sé: il rischio aggressioni al Perrino è un rischio organizzativo concreto, ricorrente e trasversale, non una circostanza eccezionale confinata a un singolo reparto.
La FP CGIL Brindisi non intende partecipare alla rassicurazione di facciata.
Il compito di un’organizzazione sindacale non è proteggere l’immagine di una struttura, ma pretendere che chi lavora, chi è ricoverato e chi accede all’ospedale possa farlo in condizioni di sicurezza effettiva.
Il 29 luglio scorso, davanti a una situazione di elevata criticità verificatasi in Ortopedia, FP CGIL ha investito formalmente Prefettura, Regione e vertici ASL, indicando in modo puntuale i nodi della sicurezza: gestione dei pazienti ad alto rischio comportamentale, limiti strutturali della vigilanza privata, funzionamento della reperibilità della Direzione Sanitaria, operatività del posto fisso di Polizia nelle ore notturne, aggiornamento del DVR e definizione di protocolli di prevenzione e intervento.
La Direzione Medica del Perrino, in relazione alla vicenda di Ortopedia, ha dichiarato che la situazione era conosciuta e gestita secondo le procedure previste. Oggi FP CGIL pone un punto netto: se le procedure esistono, devono essere adeguate, operative e capaci di impedire che un paziente possa introdurre e brandire un’arma in un reparto ospedaliero; se non lo sono, devono essere immediatamente riscritte e rese effettive.
Non esistono terze vie. Non è accettabile che infermieri, OSS, medici, tecnici, degenti e familiari debbano confidare nell’improvvisazione, nella sola presenza della vigilanza privata o nell’arrivo eventuale delle Forze dell’ordine per affrontare situazioni potenzialmente letali.
Agli organismi professionali che, in occasione della vicenda di Ortopedia, hanno scelto di aderire a letture rassicuranti della situazione, la FP CGIL rivolge una constatazione semplice che è anche un invito a collaborare: gli infermieri non devono essere difesi con dichiarazioni di principio, ma con dispositivi di prevenzione, organici adeguati, procedure di escalation, reperibilità funzionante e sicurezza reale dentro i reparti.
Alla sigla che rilanciava le giustificazioni e rassicurazione dell’ASL Brindisi, tutelando l’Azienda e non lavoratrici e lavoratori, invece non abbiamo nulla da dire, sta già dando pessimo spettacolo da tempo.
La FP CGIL Brindisi pretende l’immediata attivazione di un piano di prevenzione delle aggressioni; protocolli efficaci per la gestione dei pazienti ad alto rischio; una reperibilità dirigenziale effettiva; una verifica dell’assetto di sicurezza e della copertura del presidio di Polizia. Chi ha responsabilità di direzione, prevenzione e governo dell’ospedale non può più limitarsi a dichiarare che tutto è sotto controllo. Da oggi deve indicare cosa fa, con quali mezzi, con quali tempi e con quali responsabilità.
La salute e l’incolumità di lavoratrici, lavoratori e pazienti non sono un terreno di propaganda. Sono un obbligo giuridico, organizzativo e morale.
Distinti saluti.
Luciano Quarta
Segretario Generale Funzione Pubblica CGIL Brindisi
Valerio Aga Seg. FP CGIL P.O. Perrino
Guido Margarito RSU FP CGIL Brindisi P.O.Perrino