Caro Ercole,
da diversi giorni leggo i tuoi interventi pubblici e, sinceramente, credo sia arrivato il momento di dirti con chiarezza quello che penso.
Conosco, almeno in parte, il lavoro che svolgi, gli sforzi che metti a disposizione delle persone più fragili e l’impegno che dici di voler dedicare alla nostra comunità. Proprio per questo mi permetto di rivolgerti un invito che considero doveroso: abbassa i toni e smetti di trasformare ogni confronto in uno scontro personale.
In particolare, trovo eccessiva e profondamente sbagliata la tua continua polemica nei confronti della Chiesa cattolica.
Puoi contestare le parole di un sacerdote, di un vescovo o di un monsignore. Puoi non condividere una loro posizione e puoi criticarne pubblicamente le affermazioni. Ma attaccare indiscriminatamente la Chiesa e milioni di persone che nella Chiesa credono significa superare il confine della legittima critica.
La Chiesa, piaccia o non piaccia, nella storia ha svolto anche una funzione di richiamo morale nei confronti del potere, dei forti e della politica. Un uomo di Chiesa che interviene nel dibattito pubblico e richiama la politica alle proprie responsabilità non sta necessariamente facendo politica: può semplicemente esercitare il proprio ruolo secondo i principi nei quali crede.
E qui arriviamo alla politica.
Ho letto anche le pesantissime parole rivolte al sindaco di Brindisi. E su questo non posso tacere.
Pino Marchionna può essere criticato. Eccome se può essere criticato.
Può essere contestato per le sue scelte amministrative, per le sue decisioni politiche, per ciò che ha fatto e per ciò che non ha fatto. Può essere giudicato dagli elettori e dall’opinione pubblica.
Ma una cosa è la critica politica, altra cosa sono l’insulto e l’aggressione personale.
Il sindaco, nel bene e nel male, rappresenta un’istituzione della nostra città. Il rispetto che si deve alla carica non dipende dalla simpatia personale nei confronti di chi la ricopre.
Questo vale per Marchionna e vale per chiunque altro.
E vale anche per la Chiesa.
Non si può pretendere rispetto per le proprie battaglie e contemporaneamente negarlo agli altri.
Se vuoi parlare di legalità, di solidarietà, di giustizia sociale e di difesa dei più deboli, fallo. Ma fallo con la forza degli argomenti, non con quella dell’insulto.
Perché se davvero vogliamo migliorare Brindisi, non abbiamo bisogno di una guerra permanente tra persone, categorie e istituzioni. Abbiamo bisogno di confronto, responsabilità e rispetto.
E soprattutto non facciamo l’errore di giudicare milioni di persone attraverso il comportamento di pochi.
Ci sono sacerdoti straordinari, missionari che hanno dedicato la propria vita agli altri, uomini di Chiesa che hanno pagato personalmente il prezzo delle proprie convinzioni e che ogni giorno operano nel silenzio.
Così come ci sono politici seri, onesti e perbene.
Se qualcuno sostiene che tutti i politici siano ladri o collusi, sbaglia.
E sbaglia esattamente allo stesso modo chi pensa che tutti gli uomini di Chiesa siano uguali.
La generalizzazione è sempre il rifugio di chi non vuole distinguere.
Per questo considero questa polemica ormai inutile e dannosa. Dannosa non soltanto per chi viene attaccato, ma soprattutto per Brindisi, perché sposta continuamente l’attenzione dai problemi reali della città verso guerre personali che non producono alcun risultato.
E permettimi, infine, un’ultima considerazione.
Non ergersi continuamente a difensori del bene, della solidarietà e dei più deboli.
Perché c’è una cosa che dovremmo ricordare tutti, soprattutto quando decidiamo di impegnarci pubblicamente:
il bene si fa, ma non si dice.
Se fai del bene, continua a farlo. Se aiuti qualcuno, continua ad aiutarlo. Se servi la comunità, continua a servirla.
Non hai bisogno di raccontarlo ogni giorno.
Saranno i fatti, prima o poi, a parlare per te.
Questo è il mio pensiero. Diretto, senza rancore e senza secondi fini.
Ma proprio perché te lo dico con fraterno rispetto e amicizia, spero che tu possa comprenderne il significato.
Segretario Provinciale CASA DEI MODERATI
Claudio Niccoli