I Cobas denunciano un grave inquinamento nei pressi dello Zuccherificio

Il Sindacato Cobas denuncia il gravissimo inquinamento che hanno subito i i terreni di alcuni cittadini brindisini che hanno avuto la sfortuna di avere i terreni attaccati allo zuccherificio situato nella zona industriale di Brindisi,il tutto caratterizzato oltre che dagli scarichi sversati sul terreno anche da numerosi allagamenti.

Per questa situazione che dura da tanti anni informeremo  il Sindaco di Brindisi, Giuseppe Marchionna, primo cittadino  tutore del diritto alla salute.

Nonché tutti gli organi preposti ai controlli rivolti a difendere i cittadini da aziende su cui a questo punto nutriamo seri dubbi.

A sostegno delle accuse che i proprietari dei terreni rivolgono alle azioni malsane dello zuccherificio ci sono centinaia di foto e video realizzati nel corso degli anni; oltre quelli di numerosi agenti intervenuti durante gli innumerevoli  sopralluoghi richiesti dai proprietari.

Sono 10 anni che i proprietari denunciano l’inquinamento dei loro terreni  da parte dello zuccherificio sostenuti a volte  da un avvocato  e con  denunce  al comando forestale   prima verbali e poi scritta,con interventi anche dell’Arpa,ma fino ad oggi  non riescono a venirne a capo.

Sono decine e decine gli alberi che progressivamente nel corso degli anni sono seccati ,limitando sempre più le attività agricole dei proprietari.

Di fronte ad una drammatica situazione ad uno dei proprietari dei terreni furono chiesti i dati catastali del terreno attiguo allo stabilimento per un possibile acquisto da parte dello zuccherificio , il tutto seguito per tanto tempo da un assordante silenzio.

A seguito di uno dei tanti sopralluoghi di un responsabile dello zuccherificio sui terreni continuamente inquinati  il proprietario che aveva mandato i dati catastali gli chiese del sopravvenuto silenzio da parte dell’azienda.

La risposta fu che la sede dello zuccherificio aveva calcolato il valore del terreno e ritenendolo troppo alto  aveva ritenuto  neanche di rispondere  al proprietario del terreno.

La domande che ci facciamo sono queste:

un cittadino che si rivolge agli enti preposti come può dopo 10 anni di inquinamento non ottenere giustizia  per i gravi danni subiti?

Quale inquinamento hanno prodotto gli sversamenti dello zuccherificio che afferma da sempre di essere in regola con le leggi?

Chi doveva perseguire gli atti illegittimi dello zuccherificio lo ha fatto nel migliore dei modi?

Sono domande preoccupanti , forse le risposte risiedono  nella arroganza del potere che a volte riescono ad esprimere le aziende.

Per il Cobas Roberto Aprile

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