Nota di Luigi Caroli, consigliere regionale Fratelli d’Italia
“C’è chi per mesi, anni, ha portato avanti una battaglia contro il privato, guarda caso a ridosso di scadenze elettorali. ‘Battaglie di legalità’ si è gridato dai palchi. Attacchi quotidiani ad un gestore privato per il centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica (in questo caso la Fondazione San Raffaele) con la falsa promessa di una nuova vita per la struttura, tra risparmi economici, aumento delle prestazioni, abbattimento delle liste d’attesa.
La realtà quotidiana è ben diversa da quella raccontata nelle favole di qualche ex consigliere o suggeritore del centrosinistra. La spesa è raddoppiata con una proiezione dei costi che va nella direzione di circa 20 milioni per il 2026; i pazienti diminuiscono e liste d’attesa sono fuori controllo.
Che dire di quello che accade dei codici 56 (ortopedici o neurologici) o dei codici 75 (Gravi Cerebrolesioni Acquisite ) con i ricoveri in tempi brevi che restano un miraggio per i normali cittadini?
Cosa vuol dire tutto ciò? Che i pazienti sono costretti a rivolgersi al privato per ricevere quell’assistenza che il centro di riabilitazione pubblico non può garantire. E quindi si è mandato via un soggetto economico privato riducendo le prestazioni e nella quotidianità le famiglie brindisine e pugliesi per ricevere assistenza e cure specifiche hanno come unica possibilità le strutture esterne. Questa è la ‘brillante’ strategia messa in campo da chi pensa di essere ‘custode della verità’. Ma l’unica verità è quella che la legge regionale votata dal centrosinistra oggi sta alimentando il privato-convenzionato ed è stata l’occasione per creare un sistema di ‘poltronificio’ che a ridosso delle scadenze elettorali fa sempre bene per i soliti buonisti del campo largo pugliese.
La misura è colma e ritengo necessario che ci sia un intervento diretto del neo-direttore generale dell’Asl Brindisi Stefano Rossi e dell’assessore regionale Donato Pentassuglia. Contestualmente sto predisponendo l’intera documentazione da inviare alla Corte dei Conti e alla Presidenza del Consiglio. Perché la norma votata dal Consiglio regionale, che ha portato all’internalizzazione del centro, esplicitava chiaramente, tra l’altro, una riduzione dei costi per la gestione pubblica rispetto a quella privata. Nulla di tutto ciò avviene ed è giunto il momento che siano organi terzi a valutare l’attuale gestione del centro di riabilitazione a Ceglie Messapica”.