Ance Brindisi: “Bene tornare a parlare di urbanistica. Ma è il PUG lo strumento giusto?”

«Apprendiamo con favore che il Comune ha rimesso in moto il percorso verso il nuovo Piano Urbanistico Generale: una notizia positiva per una città che ha bisogno di superare le contraddizioni e ricucire le varie zone e che ha bisogno di riprendersi una sua identità economica, e per farlo non può non ripartire dall’urbanistica» dichiara il Presidente di ANCE Brindisi.

«L’urbanistica non può essere materia solo di una maggioranza politica, né di uffici tecnici, né somma di norme e perimetrazioni: pianificare significa avere una visione che superi l’orizzonte di una singola amministrazione, misurandosi con sostenibilità, social housing, cambiamento climatico, aree verdi, spazi pubblici, mobilità, parcheggi e rigenerazione urbana.

Tre esempi negativi lo dimostrano: l’area ex SACA, dove una diversa destinazione avrebbe forse evitato il muro in cemento nel parco del Cillarese; i fabbricati ex Agenzia delle Entrate, dove si poteva alleggerire il carico urbanistico creando verde e parcheggi; e la disastrosa vicenda di Acque Chiare, che mostra quanto pesino anche le non scelte. Ciò che decidiamo oggi in urbanistica determina la città di domani: correggere dopo è più complesso, oneroso, a volte impossibile.

Il PUG non può limitarsi a stabilire dove e quanto costruire: deve esprimere quale città immaginiamo. Il Comune intende acquisire le professionalità per redigerlo: passaggio importante, ma una volta disegnata la città del futuro servirà anche chi sia disposto a investirvi e costruirla — ed è proprio questo il mestiere delle imprese che rappresentiamo.

Crediamo in un modello dove sostenibilità ambientale ed economica procedano insieme: recupero del patrimonio, efficienza energetica, contenimento del consumo di suolo, rigenerazione urbana. Le imprese sono un interlocutore naturale: tradurranno concretamente le previsioni del Piano e conoscono territorio e dinamiche degli investimenti.

Non chiediamo scorciatoie né piani su misura, ma di contribuire a una programmazione sostenibile e attuabile. E ci chiediamo se il PUG tradizionale sia ancora lo strumento giusto, o se sia tempo di modalità più flessibili per una città che si trasforma più rapidamente dei tempi di pianificazione. Non abbiamo la risposta, ma poniamo sul tavolo della discussione il dubbio.

ANCE Brindisi c’è, pronta a fare la sua parte in sinergia con gli altri stakeholder, perché Brindisi è una città bellissima con grande potenzialità ed il suo futuro va pianificato e programmato, insieme. Perché, prima o poi, va anche costruito e lo faremo anche noi costruttori».

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