Aeroporto di Grottaglie e scalo di Brindisi – Quarta:: il sindaco Marchionna sceglie il galleggiamento mentre la sinistra e la destra si ribellano a Decaro

Mentre l’intero arco politico — compresi settori importanti dello stesso centrodestra e persino il Partito Democratico locale — alza la voce contro le dichiarazioni del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro sull’apertura ai voli civili dell’aeroporto di Grottaglie, a Palazzo di Città si recita il copione del perfetto attendista. Il sindaco Giuseppe Marchionna sceglie la via della neutralità di comodo, liquidando la mossa del governatore come una semplice «boutade elettorale». Un’analisi comoda che serve a giustificare l’immobilismo, riducendo a polemica passeggera una decisione strategica che rischia di penalizzare ulteriormente il sistema economico brindisino.
Il paradosso politico è sotto gli occhi di tutti. Da una parte c’è il segretario cittadino del PD, Francesco Cannalire, che pur appartenendo allo stesso colore politico di Decaro non le manda a dire, criticando apertamente la linea regionale e chiedendo pari dignità, risorse e un’attenzione specifica anche per Brindisi — dal potenziamento dei collegamenti alla richiesta di un hub cargo che sfrutti la piattaforma logistica ONU, le zone franche doganali e la tradizione industriale della nostra città. Dall’altra parte c’è il sindaco di Forza Italia, primo cittadino del capoluogo ferito, che preferisce glissare, galleggiare e rimandare tutto alla verifica del mercato, offrendo l’impressione di voler salvaguardare la poltrona più che gli interessi della sua comunità.
È il classico stile dei “sermoni” marchionneschi: minimizzare il problema, evitare lo scontro frontale con Bari e lasciare che a pagare il conto siano i brindisini, già provati in questi anni da politiche regionali che, goccia a goccia come una tortura cinese, hanno spostato baricentri e tratte (basti pensare al porto e alla portualità commerciale o ai flussi turistici) verso il capoluogo di regione.
La città non ha bisogno di un sindaco notaio che si limita a registrare i fatti o a derubricare le scelte regionali a propaganda. Di fronte a un asse politico ed economico che continua a penalizzare Brindisi e a programmare a senso unico lo sviluppo della logistica pugliese, il silenzio di Marchionna non è prudenza istituzionale: è una resa politica inaccettabile. Brindisi non chiede favori, ma la stessa velocità e la stessa determinazione che la Regione riserva sistematicamente agli altri territori. E chi siede sullo scranno più alto del Comune dovrebbe ricordarsene, prima che per la nostra economia sia troppo tardi.

Dott. Gianluca Quarta

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