San Michele Salentino, un Tavolo tecnico comunale per affrontare l’emergenza Xylella e costruire il futuro salvaguardando la micro olivicoltura

Il Comune di San Michele Salentino istituisce, con delibera di Giunta, il “Tavolo Tecnico Comunale per l’emergenza e il contrasto alla Xylella fastidiosa”. Il Tavolo nasce innanzitutto con la volontà di rappresentare le istanze dell’intero settore olivicolo, dalle aziende di medie e grandi dimensioni fino alla realtà, numericamente prevalente, dei piccoli proprietari e produttori, e di costruire un percorso operativo per favorire l’accesso al credito e agli strumenti finanziari necessari alla rigenerazione del patrimonio agricolo del territorio.

A San Michele Salentino l’86% della superficie comunale è coperta da piante di ulivo e oltre l’80% di questa superficie è nelle mani di piccoli proprietari, tra pensionati, lavoratori dipendenti e hobbisti. Si tratta di una caratteristica strutturale del territorio che deve essere considerata nelle politiche di ricostruzione dopo la Xylella. Se questi proprietari non avranno accesso a linee di credito e strumenti finanziari adeguati, il processo di rigenerazione resterà necessariamente incompleto.

Per questa ragione il Tavolo dovrà lavorare alla costruzione di strumenti concreti per rendere accessibili anche ai piccoli proprietari le risorse destinate alla rigenerazione, favorendo, dove necessario, forme di cooperazione, aggregazione e assistenza tecnica. L’obiettivo riguarda il patrimonio olivicolo, ma si estende alla più ampia ricostruzione della biodiversità agricola e del paesaggio storico di San Michele Salentino, attraverso il ripristino e la valorizzazione anche di fichi, mandorli, peri e delle altre colture che caratterizzano il territorio.

I piccoli proprietari terrieri rappresentano infatti una componente fondamentale nella custodia del paesaggio storico e rurale. Le loro campagne, anche quando hanno dimensioni contenute, contribuiscono alla conservazione del patrimonio agricolo, della biodiversità e dell’identità del territorio. La rigenerazione dopo la Xylella deve quindi coinvolgere tutte le componenti del sistema agricolo locale e mettere i piccoli proprietari nelle condizioni di poter partecipare concretamente a questo processo.

La decisione nasce dalla volontà dell’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Giovanni Allegrini di affrontare il problema della Xylella attraverso un percorso stabile di confronto con chi vive e conosce da vicino il mondo agricolo. Il Tavolo sarà aperto ai delegati locali delle associazioni di categoria agricole, agli agronomi, ai periti agrari, agli agrotecnici e agli esperti qualificati che operano sul territorio. In relazione agli argomenti affrontati potranno essere coinvolti anche rappresentanti degli organismi regionali competenti, del mondo scientifico, degli enti di ricerca e della proprietà fondiaria.

San Michele Salentino ha una forte vocazione agricola e una particolare tradizione legata alla coltivazione olivicola. La struttura fondiaria locale presenta, accanto alle aziende agricole più organizzate, una presenza significativa di piccoli proprietari e conduttori con superfici di dimensioni contenute. Una realtà che rappresenta una parte importante del tessuto rurale, paesaggistico, economico e sociale della comunità.

È proprio questa caratteristica del territorio a rendere necessario un approccio che tenga conto delle diverse condizioni in cui operano i proprietari e gli agricoltori. La frammentazione della proprietà, infatti, non viene considerata soltanto come una criticità, ma anche come una componente dell’identità territoriale e di un modello diffuso di presidio del territorio.

«La Xylella rappresenta una grave minaccia biologica, economica e paesaggistica per il nostro territorio. Per questo abbiamo scelto di istituire un Tavolo tecnico che faccia confrontare istituzioni, associazioni di categoria, tecnici, operatori agricoli e proprietari», spiega il sindaco Giovanni Allegrini.

«Abbiamo una struttura agricola che non può essere letta soltanto attraverso la realtà delle aziende più grandi e organizzate. A San Michele Salentino esiste una presenza importante di piccoli proprietari e conduttori che, anche attraverso superfici limitate, contribuiscono alla manutenzione del paesaggio, alla conservazione delle colture tradizionali e alla cura del territorio. Dobbiamo quindi ascoltare tutte le componenti del nostro mondo agricolo e aiutare le realtà più piccole a superare il flagello della Xylella», aggiunge il primo cittadino.

Il Tavolo avrà un valore consultivo, istruttorio e di indirizzo. Tra i suoi compiti rientrano l’informazione ai proprietari sui trattamenti obbligatori e sulle opportunità di finanziamento, la raccolta delle segnalazioni, il raccordo con gli uffici regionali e fitosanitari e l’elaborazione di proposte da sottoporre alla Regione Puglia, al Governo nazionale e agli altri enti competenti.

«Non dobbiamo limitarci ad affrontare ciò che la Xylella ha distrutto. Dobbiamo anche progettare ciò che il nostro territorio vuole diventare dopo la Xylella», sottolinea Allegrini. «Il Tavolo può diventare il luogo nel quale trasformare questa fase emergenziale in un’occasione di programmazione e progettazione condivisa, mettendo a sistema conoscenze, esperienze e competenze diverse».

La strategia per il futuro agricolo dovrà individuare strumenti che consentano anche alle proprietà di dimensioni ridotte di partecipare ai processi di ricostruzione e rigenerazione, attraverso forme di cooperazione e aggregazione, assistenza tecnica, condivisione dei servizi e accesso coordinato alle opportunità di finanziamento, nel rispetto dell’autonomia e dei diritti dei singoli proprietari.

Il Tavolo sarà quindi uno strumento permanente di ascolto, analisi e concertazione. L’obiettivo indicato dall’Amministrazione è passare progressivamente da una logica legata alla sola gestione dell’emergenza a una programmazione di medio e lungo periodo, con analisi, proposte e indirizzi utili alla costruzione di una visione condivisa del futuro agricolo e rurale di San Michele Salentino.

«Questa iniziativa vuole dare una risposta concreta a una delle questioni che riguardano più da vicino il futuro del nostro territorio. La Xylella ha cambiato il nostro paesaggio e il nostro sistema agricolo. Ora dobbiamo costruire, insieme, le condizioni per una rigenerazione che tenga conto delle caratteristiche di San Michele Salentino e di tutte le persone che vivono e lavorano nelle nostre campagne», conclude il sindaco Giovanni Allegrini.

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