La discussione sulla possibilità dell’apertura dell’Aeroporto Marcello Arlotta di Grottaglie ai voli civili ha assunto, negli ultimi giorni, toni campanilistici e generato sterili e inutili polemiche che, ovviamente, non facilitano il gioco di squadra. Il sistema aeroportuale pugliese negli ultimi anni è cresciuto in misura significativa, tanto da essere citato come esempio virtuoso a livello mondiale. Una qualificata e qualificante logica di sistema, gestita sul campo, e riconosciuta anche dal Piano nazionale degli aeroporti. Si sono ottenuti risultati incoraggianti, che lasciano ben sperare per il futuro, perché di fatto abbiamo sempre operato con grande positività, in maniera corale e – forse istintivamente- seguendo la tecnica di “differenziazione-integrazione”. Vale a dire agire con ordine, differenziando ruoli, funzioni e competenze per integrare il tutto.
Non tocca a noi industriali stigmatizzare il rischio di arrecare pregiudizio a Brindisi se dovessero partire alcuni collegamenti da Grottaglie per Roma e Milano. Dico solo che a noi interessa molto di più ciò che può produrre ricadute importanti sul nostro territorio, in Puglia e nel Mezzogiorno come ad esempio il trasporto merci via cargo da e per Grottaglie che si deve sviluppare con determinazione, come unico Centro per l’intero Sud. Il che vuol dire che bisogna sviluppare infrastrutture, tantissima logistica intermodale, magazzini frigoriferi, organizzare ed implementare movimentazioni merci e prodotti in entrata ed in uscita. Penso al Centro smaltimento e rottamazione di velivoli in disarmo di cui da tempo mi pare che non si parli più. Penso all’auspicato insediamento a Grottaglie del mega-aereo Windrunner di Radia, che affianchi il gioiello rappresentato dallo stabilimento Leonardo, con tecnologie molto avanzate. Parliamo di un aereo di dimensioni importanti, multiruolo, in grado di trasportare torri eoliche o di funzionare da cargo per merci o da aereo per trasporti militari. Ed infine lo spazio-porto, unico in Italia e tra pochi al mondo, con potenzialità di crescita notevoli per il turismo spaziale, ma che difficilmente si conciliano con utilizzo molto diversificato dell’aeroporto. Tutte queste opportunità si possono e si devono cogliere. E per centrare l’obiettivo bisogna fare ed evitare di perdersi in sterili polemiche e discussioni che non giovano al territorio.