Eridano, il M5S: “Una città che parla di inclusione non può lasciare sola chi l’inclusione la costruisce ogni giorno”

Il Movimento 5 Stelle di Brindisi esprime piena solidarietà alla Cooperativa sociale Eridano, costretta a lasciare i locali del Laboratorio Urbano “Movimenti” di Sant’Elia dopo dieci anni di attività. Eridano è una realtà profondamente radicata a Brindisi e conosciuta anche oltre i confini regionali per l’importante attività svolta a favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, attraverso percorsi di autonomia, formazione, inclusione sociale e inserimento lavorativo.     In questi dieci anni, il Laboratorio Urbano “Movimenti” è diventato nel quartiere Sant’Elia uno spazio di cultura, formazione, cittadinanza attiva e socialità, mettendo a disposizione della comunità attività e servizi senza gravare sull’Amministrazione. Oggi, però, questa esperienza rischia di interrompersi e, ancora una volta, ci troviamo davanti a un’Amministrazione comunale che sembra guardare altrove quando si tratta di realtà che ogni giorno si occupano concretamente delle persone più fragili.                          E allora ci chiediamo: dov’è l’assessore Saponaro?                    Un assessore ai Servizi sociali che in questi giorni ha sentito il bisogno di intervenire pubblicamente, anche con toni molto critici nei confronti della Diocesi, quando si è parlato di persone in difficoltà e di emergenza abitativa, oggi non può rimanere silente davanti alla vicenda di una cooperativa che da dieci anni lavora proprio nel campo dell’inclusione e della disabilità. Le politiche sociali non si fanno soltanto con le dichiarazioni, ma anche scegliendo da che parte stare quando una realtà sociale del territorio rischia di essere messa nelle condizioni di interrompere la propria attività. Non chiediamo all’Amministrazione di garantire automaticamente la permanenza di Eridano nei locali. Chiediamo qualcosa di più semplice e, allo stesso tempo, doveroso: aprire un confronto serio e tempestivo con la Cooperativa e verificare tutte le soluzioni possibili per garantire la continuità di un’esperienza che ha prodotto valore sociale per il quartiere e per l’intera città. Perché non possiamo chiedere alle cooperative e alle associazioni di occuparsi delle fragilità e poi, quando sono loro ad avere bisogno delle istituzioni, lasciarle sole. L’inclusione non può essere soltanto una parola pronunciata nei convegni o nei comunicati istituzionali. L’inclusione si misura quando una porta rischia di chiudersi. E quella porta oggi rischia di chiudersi proprio su chi, da dieci anni, ha lavorato per aprirne altre alle persone più fragili.

Movimento 5 Stelle Gruppo territoriale di Brindisi

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