Numeri e passerelle per i Colori dell’energia. Ma Brindisi non può più aspettare…

Proprio nel giorno in cui a Roma si è svolta la conferenza stampa di presentazione de “I colori dell’energia”, la kermesse di Gabriele Lippolis che si svolgerà a Brindisi dal 15 al 17 ottobre, la stampa ha riportato la notizia riguardante il “taglio” di fondi destinati all’eolico offshore a Taranto e ad Agusta. Una notizia che in apparenza potrebbe non interessare i brindisini, ma che invece riguarda a pieno titolo anche la nostra città visto che una parte (sia pure molto meno importante di quella destinata a Taranto) era stata progettata per Brindisi. E non a caso nel porto sono stati opzionati ettari ed ettari di banchine proprio da destinare alla realizzazione dei basamenti delle torri eoliche. Ma il Governo in questo momento deve far cassa e quindi ha tagliato buona parte delle risorse stanziate negli anni scorsi. Certo, ci sono le rassicurazioni fornite dal ministro Pichetto Fratin, intervenuto proprio alla conferenza stampa dei Colori dell’energia. Il Ministro del Mase sostiene che ci sarà il suo impegno personale a farli riallocare nel bilancio nel corso del 2027. Nessun dubbio sulla buona fede di Pichetto, ma le parole questa volta non possono bastare, tanto più perché in questi ultimi anni ne abbiamo ascoltate tante e spesso si sono tramutate in un nulla di fatto.

Brindisi, insomma, così come Taranto, ha bisogno di fatti concreti ed ovviamente da parte di tutti. Dal Governo, ad esempio, si attendono conferme sulla conclusione dell’iter che dovrebbe portare alla firma di un accordo di programma, così come stabilito sul tavolo della decarbonizzazione. La sorte dell’eolico offshore, poi, non è meno importante. Brindisi, insomma, deve sapere se il porto dovrà avere una vocazione riguardante proprio questo segmento di energie rinnovabili oppure se dovrà puntare su altro.

Quanto ai partner energetici della fiera di Lippolis, inoltre, l’Enel non pare interessata neanche al futuro dei 50 ex dipendenti della Sir, figuriamoci se pensa di parlare ai brindisini dei suoi progetti per il futuro in quest’area e delle risorse che intende investire dopo aver lucrato per decenni miliardi di euro.

Sempre in tema di partner dell’iniziativa dei “Colori”, da A2A la città si aspetta qualcosa di più concreto rispetto a ciò che ha presentato fino ad oggi, non fosse altro per giustificare il mancato smontaggio della vecchia centrale di Brindisi Nord (che richiederebbe tanto, ma tanto denaro e produrrebbe tanta, ma tanta occupazione). E poi ci sono Nadara ed SSE Energy il cui futuro è davvero difficile da interpretare, soprattutto in riferimento a ciò che può portare di buono alla città di Brindisi.

Certo, gli organizzatori della fiera hanno fatto bene i compiti e quindi si presentano a Brindisi con un bel rapporto sullo stato in cui versa il comparto energetico e come biglietto da visita presentano addirittura il Ministro Pichetto.

Belle parole, tanti numeri, molti sogni. E’ come se ci trovassimo di fronte ad un “dopo gestione Lippolis di Confindustria” che con la sua guida ha battuto ogni record in quanto ad annunci di investimenti miliardari, salvo poi ritrovarsi con un pugno di mosche in mano.

In ogni caso, ci auguriamo che la fiera dei colori abbia successo e che i partecipanti si godano il fantastico spettacolo del Castello Alfonsino.

Ma Brindisi – non ce ne voglia nessuno – ha bisogno davvero di altro.

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