«L’audizione svolta in Sesta Commissione con i vertici di Eni, Seri Industrial, le parti sociali, il Governo regionale e l’Amministrazione comunale di Brindisi ha consentito di fare chiarezza sul cronoprogramma dei lavori e sulle prospettive industriali e formative per il territorio brindisino. Registriamo con grande favore la notizia dell’avvio dell’iter per l’istituzione del polo universitario di Ingegneria Energetica in città, così come la partenza del cantiere per la Gigafactory entro l’anno e il piano di formazione al via il 12 ottobre. Si tratta di passi avanti concreti, ma il nostro impegno rimane massimo affinché nessun lavoratore sia lasciato indietro e la transizione mantenga la sua promessa di pieno rilancio occupazionale».
A dichiararlo è la consigliera regionale Isabella Lettori, a margine della seduta della Sesta Commissione del Consiglio Regionale della Puglia dedicata alla vertenza Eni Versalis e agli sviluppi del progetto Eni Storage System.
Nel corso dei lavori, i vertici aziendali hanno illustrato, come richiesto, il cronoprogramma dettagliato degli interventi che trasformeranno l’area industriale. Il percorso prende il via a ottobre con l’avvio dei cantieri edili sul lotto di 258.000 metri quadri, un’opera che vedrà il coinvolgimento diretto delle imprese locali per un valore dei lavori di circa 130 milioni di euro. Contestualmente, il 12 ottobre parte la formazione dei primi 80 addetti diretti con lezioni teoriche a Brindisi curate da Eni Corporate University fino a dicembre, a cui seguirà da gennaio a maggio l’addestramento pratico sul campo (training on the job) presso lo stabilimento di Teverola. Entro la fine di aprile verrà ultimato il primo opificio destinato alla linea di assemblaggio BESS, i cui moduli e impianti saranno montati e collaudati tra maggio e luglio, consentendo l’avvio della produzione dei primi sistemi di accumulo stazionario a luglio con l’impiego del primo nucleo di lavoratori.
Parallelamente, da maggio a novembre proseguiranno i lavori di costruzione degli opifici della Gigafactory vera e propria, dove tra novembre e giugno dell’anno successivo verranno montate le linee di processo per la produzione di celle e materia attiva. L’avviamento dell’impianto entrerà nel vivo nel secondo semestre per raggiungere la piena capacità produttiva entro la fine dell’anno successivo, garantendo il riassorbimento di circa 1.000 lavoratori diretti.
«I dettagli presentati dai vertici aziendali danno finalmente certezze sui tempi di cantiere e sull’avvio della prima fase di assemblaggio dei pacchi batteria, un obiettivo strategico per la stabilità delle reti energetiche europee. Ciò nonostante – prosegue Lettori – abbiamo ribadito con fermezza che questa prima fase non può rimanere un’opera isolata. Chiediamo il rispetto puntuale dei tempi anche per il successivo avvio della produzione diretta di celle, moduli e materia catodica sul territorio brindisino, affinché la città non sia un semplice centro di montaggio ma il cuore pulsante dell’intera filiera produttiva».
Un capitolo di grande rilevanza emerso durante l’audizione riguarda il capitale umano e la rete dell’alta formazione, con l’annuncio da parte del sindaco del tavolo tecnico, aperto a tutte le aziende del territorio, promosso dal Comune di Brindisi con l’Università del Salento ed al quale Eni partecipa con un rappresentante di Eni Corporate University con l’obiettivo di lavorare in maniera sinergica per verificare le condizioni di fattibilità per l’istituzione in città della facoltà di Ingegneria Energetica. Un percorso che andrà a consolidare le collaborazioni già attive con gli istituti storici del territorio, come il Majorana, il Carnaro-Flacco-Belluzzi e il Ferraris-De Marco, rafforzando l’offerta formativa e il contrasto alla dispersione scolastica.
«Accogliamo con entusiasmo l’avvio dell’iter per la facoltà di Ingegneria Energetica a Brindisi. È la dimostrazione che il nostro territorio non intende essere una semplice sede di impianti, ma vuole affermarsi come polo di eccellenza scientifica e innovazione tecnologica per le energie del futuro. Al tempo stesso, la nostra attenzione resta altissima sulla vastissima platea dei lavoratori dell’indotto chimico e metalmeccanico. Come giustamente evidenziato dall’assessore Eugenio Di Sciascio, la formazione richiede uno stretto realismo e non deve creare illusioni: i corsi devono basarsi sui fabbisogni reali espressi dal territorio e sulle competenze di partenza rilevate da ARPAL, con avvisi pubblici mirati per garantire profili davvero spendibili nel mercato del lavoro. Dobbiamo inoltre continuare a monitorare con costante rigore la tenuta finanziaria del partner industriale Seri, che pure ringraziamo per le rassicurazioni, durante la fase di formazione sul campo a Teverola e pretendere la massima trasparenza sulle valutazioni dell’advisor JP Morgan per la cessione degli asset della chimica di base».
«Il quadro presentato oggi dimostra che Brindisi ha tutte le carte in regola per diventare la capitale della transizione energetica e della manifattura delle batterie. Continueremo a vigilare al fianco della Regione Puglia, dei sindacati e delle istituzioni affinché ogni singolo investimento si traduca in lavoro stabile, qualificato e dignitoso per tutto il bacino occupazionale», conclude la consigliera Lettori.