“Emergenza-urgenza, Scianaro: Superare i confini tra le ASL per garantire cure tempestive”

Intervento del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Scianaro.

“Questa mattina, durante la Commissione Sanità della Regione Puglia, sono state affrontate le principali criticità legate all’emergenza-urgenza nelle aree di confine della provincia di Taranto, con particolare riferimento al territorio di Manduria e Avetrana. Ho ribadito una questione che porto avanti da anni: la necessità di garantire la centralizzazione del paziente presso l’ospedale più vicino e adeguato, senza lasciarsi condizionare dai confini amministrativi delle Asl.

I territori di Manduria e Avetrana sono, infatti, molto più vicini all’ospedale di primo livello di Francavilla Fontana, distante circa 18 chilometri, rispetto all’ospedale Santissima Annunziata di Taranto, che dista oltre 60 chilometri. In situazioni di emergenza, ogni minuto è determinante. Questo principio deve valere per tutte le realtà territoriali di confine in cui distanza, viabilità e tempi di percorrenza rendano più facilmente raggiungibile una struttura sanitaria appartenente a un’altra Asl. La priorità deve essere sempre la salute del paziente, non l’appartenenza amministrativa del territorio.

In questo senso, ho condiviso pienamente la posizione espressa dall’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, secondo cui <dei confini territoriali non interessa nulla: questo è il servizio sanitario regionale>. La centralizzazione dei pazienti, tuttavia, deve essere necessariamente accompagnata dal potenziamento delle strutture sanitarie individuate, affinché possano assorbire l’aumento del flusso di pazienti e garantire assistenza adeguata, tempestiva e sicura.

Già nel 2017, a seguito della chiusura dell’ospedale di Fasano, un protocollo sottoscritto dal direttore del Dipartimento Salute, dai direttori generali delle ASL di confine e dal sindaco del territorio interessato prevedeva, sulla base delle distanze chilometriche e della facilità dei collegamenti, l’individuazione dell’ospedale più vicino per la centralizzazione dei pazienti, sia attraverso l’assistenza diretta sia tramite il 118. Lo stesso protocollo prevedeva il potenziamento dei pronto soccorso e l’attivazione dell’Osservazione breve intensiva, insieme al rafforzamento dei servizi di supporto, tra cui Radiologia, Cardiologia e Patologia clinica. Purtroppo, queste disposizioni sono rimaste in larga parte disattese. Non vi è stato un adeguato incremento del personale né un effettivo potenziamento dei servizi, mentre la centralizzazione dei pazienti continua a essere condizionata dall’appartenenza territoriale all’Asl.

Questo non deve più accadere, perché nel trattamento delle acuzie il tempo è fondamentale e può fare la differenza tra la vita e la morte. Le parole dell’assessore regionale alla Sanità sono rassicuranti, anche in vista dell’imminente incontro interprovinciale con i responsabili dell’emergenza-urgenza. Continuerò, tuttavia, a seguire la vicenda con la massima attenzione e non mi fermerò fino a quando non sarà individuata e attuata una soluzione concreta, accompagnata dalle necessarie risorse, dal personale e dal potenziamento dei servizi. È in gioco la sicurezza dei pazienti, oltre alla necessità di evitare alle loro famiglie disagi e spostamenti impropri determinati esclusivamente dai confini amministrativi delle Asl”.

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