AIOP Puglia in commissione regionale Sanità: «Tariffe Rsa e centri diurni da revisionare subito, a rischio la tenuta delle strutture e la continuità assistenziale»

«Le tariffe di Rsa e centri diurni ferme al periodo pre Covid sono del tutto insufficienti a coprire l’aumento dei costi del lavoro, dei rincari energetici e dell’inflazione, questo porterà alla riduzione dei servizi offerti agli assistiti e alle famiglie». Lo ha detto il Presidente Aiop Puglia (Associazione Italiana Nelle Ospedalità Private) Fabio Margilio audito oggi in III Commissione Sanità del Consiglio regionale della Puglia. Al centro del confronto, la necessità urgente di un adeguamento del fondo di remunerazione e la revisione delle tariffe per le Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) e per i Centri Diurni destinati alle persone non autosufficienti e con disabilità.

L’audizione di oggi giunge a distanza di esattamente cinque mesi dalla richiesta congiunta avanzata dalle associazioni di categoria lo scorso 5 maggio. Nel frattempo, la Giunta regionale ha approvato il provvedimento che determina il fondo per l’anno in corso, confermando l’applicazione delle tariffe stabilite nel 2020. Una misura che lascia irrisolti i problemi di sostenibilità del comparto.

«Le attuali tariffe sono state calcolate su un quadro costi pre-Covid, del tutto superato dall’attuale realtà economica – ha dichiarato il presidente di AIOP Puglia, Fabio Margilio – Non tengono conto dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro, dell’inflazione, dei rincari energetici e dell’aumento generale dei costi per beni di prima necessità, manutenzioni e forniture sanitarie. Si tratta di spese quotidiane e largamente incomprimibili, legate all’incolumità e alla qualità dell’assistenza offerta agli ospiti».

Stando alle analisi della stessa istruttoria regionale, l’incremento effettivo di risorse per il 2026 ammonta a soli 2.190.489 euro (pari a circa l’1,06% rispetto al fondo 2025 rettificato), dal momento che il totale indicato di oltre 224,8 milioni di euro deriva prevalentemente da una riclassificazione della quota storica e non da nuova disponibilità finanziaria. Un ritocco esiguo che non risponde minimamente alle esigenze del settore.

AIOP Puglia esprime profonda preoccupazione: il protrarsi del divario tra costi reali ed entrate mette le strutture nell’impossibilità di sostenere le attività, con il rischio concreto di incontrare difficoltà nel reclutare personale qualificato, sospendere gli investimenti e, nei casi più gravi, ridurre o cessare i servizi erogati.

Conseguenze che ricadrebbero direttamente sulle persone assistite, sulle famiglie e sull’intero sistema sanitario regionale. Per le famiglie significherebbe la riduzione dei servizi disponibili, allungamento delle liste d’attesa e un maggiore carico assistenziale ed economico. Per il sistema pubblico si tradurrebbe con la congestione delle strutture ospedaliere, causata dalle difficoltà nelle dimissioni protette di pazienti che necessitano di una presa in carico sociosanitaria continuativa.

Inoltre, l’Associazione rigetta la possibilità di applicare alle RSA la soluzione adottata di recente dalla Giunta per la Riabilitazione Ospedaliera (aumento delle tariffe a parità di budget complessivo). «Per le RSA questo approccio sarebbe insostenibile-evidenzia Margilio – Accrescere le tariffe lasciando invariato il tetto di spesa significherebbe esaurire precocemente i fondi prima della fine dell’anno, lasciando le strutture prive di copertura per gli ospiti già ricoverati. Non si tratta di erogare un numero inferiore di prestazioni, ma di garantire la continuazione di un percorso di cura indifferibile per persone con bisogni cronici».

Per queste ragioni AIOP Puglia chiede alla Regione Puglia: un aggiornamento straordinario e immediato delle tariffe per Rsa e Centri Diurni che rispecchi i reali costi di gestione e i contratti di lavoro; e un adeguamento contestuale dei tetti di spesa delle strutture, unico strumento in grado di garantire il diritto alla continuità terapeutica ed evitare l’interruzione dei servizi alle famiglie pugliesi.


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