Vertenza appalto pulizie ASL Brindisi, UGL Salute: “La Regione rispetti il Protocollo d’Intesa per l’internalizzazione. Nuovo Business Plan entro 30 giorni: la gestione pubblica costerà meno degli attuali 11 milioni”.
Si è tenuto in data odierna, sotto l’egida della Prefettura di Brindisi e presieduto dal Viceprefetto aggiunto, Dr.ssa Angela Barbato, l’atteso tavolo di conciliazione richiesto da UGL Salute in merito al futuro dei 406 lavoratori dell’appalto di pulizia e sanificazione in scadenza.
All’incontro hanno preso parte il Direttore Generale della ASL Brindisi, Dott. Stefano Rossi (presente anche in veste di delegato della Regione Puglia), affiancato per la Direzione Strategica dal Direttore Amministrativo Avv. Loredana Carulli e dalla Dott.ssa Stefania Cinà per l’Area Gestione Patrimonio, l’Amministratore Unico di Sanitaservice Dott. Cristiano D’Errico, oltre ai rappresentanti delle aziende uscenti Colser e Meridionale Servizi.
Proprio dalla presenza istituzionale del Dott. Rossi è emerso il dato politicamente più rilevante della giornata: è stato confermato l’indirizzo politico sancito dal Protocollo d’Intesa e la strada dell’internalizzazione in Sanitaservice non è assolutamente preclusa.
«Oggi abbiamo registrato un’apertura istituzionale che ci impone responsabilità, ma che ora richiede alla Regione il pieno e totale rispetto del Protocollo d’Intesa – dichiara Alessandro Galizia, Segretario Provinciale UGL Salute Brindisi –. Il quadro è mutato rispetto a un anno fa e abbiamo ottenuto l’impegno a elaborare e presentare un nuovo Business Plan, aggiornato alla reale platea dei 406 lavoratori, entro e non oltre 30 giorni. Questo tempo tecnico necessario sarà inevitabilmente coperto da una nuova proroga tecnica dell’appalto».
Il sindacato ha inoltre smontato definitivamente l’alibi del “deficit regionale” come ostacolo all’assunzione diretta. «Le regole dell’affidamento in house parlano chiaro: la gestione pubblica deve garantire economicità – prosegue Galizia –. Se oggi il servizio esternalizzato costa alle casse pubbliche 11 milioni di euro, l’internalizzazione in Sanitaservice dovrà obbligatoriamente erogare lo stesso servizio con risorse inferiori. Significa stabilizzare i precari storici e, contemporaneamente, far risparmiare la sanità pugliese, operando a prescindere dall’attuale situazione di deficit regionale. Non ci sono più scuse contabili per frenare questo processo».
UGL Salute stigmatizza, invece, l’atteggiamento delle aziende private uscenti. «Da parte datoriale abbiamo assistito a una disponibilità di mera facciata – denuncia il Segretario –. A parole si dicono aperti al dialogo, ma nei fatti si rifiutano di disciplinare e regolamentare qualsiasi aspetto a tutela dei lavoratori. Ci sarebbero stati tutti i presupposti per dichiarare immediatamente il mancato accordo sindacale in sede prefettizia e avviare la mobilitazione, ma abbiamo scelto la via della responsabilità istituzionale per concedere i 30 giorni necessari alla stesura del Business Plan pubblico, dichiarandoci ancora aperti e disponibili verso le Società».
La vertenza rimane quindi aperta. UGL Salute Brindisi attende ora i documenti finanziari da parte di ASL e Sanitaservice, pronta a chiamare allo sciopero i lavoratori qualora la scadenza temporale accordata dovesse risolversi in un ennesimo nulla di fatto.