Grande partecipazione al convegno presso il Polo Liceale “Marzolla-Leo-Simone-Durano” di Brindisi. Presenti il prefetto Guido Aprea, l’europarlamentare Chiara Gemma e autorevoli esponenti del mondo scientifico e accademico.BRINDISI, 10 ottobre 2026 – Un Auditorium gremito, una partecipazione numerosa e attenta e un confronto di altissimo profilo scientifico e istituzionale hanno caratterizzato il convegno “Oltre la diagnosi: sostenere le persone autistiche attraverso approcci basati sui bisogni e strumenti digitali”, svoltosi venerdì 9 ottobre presso l’Auditorium “Cinzia Zonno” del Liceo Classico “Benedetto Marzolla” di Brindisi.Il convegno, svoltosi nella prestigiosa cornice del Liceo Classico “B. Marzolla”, ha rappresentato un’importante occasione di incontro tra scuola, istituzioni, università, ricerca scientifica e territorio, richiamando un pubblico particolarmente numeroso e testimoniando il crescente interesse verso una tematica di grande rilevanza sociale, educativa e culturale.A rendere ancora più significativo l’appuntamento, la presenza di autorevoli rappresentanti istituzionali. Ad aprire i lavori è stata la Dirigente Scolastica prof.ssa Carmen Taurino, che ha rivolto il proprio saluto ai presenti, seguita dall’intervento del Prefetto di Brindisi, S.E. dott. Guido Aprea.Saluti istituzionali sono stati rivolti ai presenti dall’On. Chiara Gemma, Docente presso l’Università degli Studi di Bari ‘Aldo Moro’, parlamentare europea e membro dell’Intergruppo sulla Disabilità. Il suo intervento ha contribuito ad arricchire il confronto, richiamando l’attenzione sull’importanza di azioni sistemiche inclusive e di percorsi di sostegno alle persone autistiche.All’incontro hanno preso parte anche rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Brindisi, a testimonianza dell’attenzione delle istituzioni cittadine verso i temi dell’inclusione e della costruzione di una comunità sempre più consapevole e attenta ai bisogni delle persone.Di particolare spessore il contributo scientifico dei relatori, studiosi, ricercatori ed esperti provenienti da prestigiosi enti di ricerca, università e realtà impegnate nell’ambito dell’autismo.Tra questi, Francesco Dotta, direttore del Dipartimento di Scienze Biomediche del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha affrontato il ruolo dell’innovazione nella ricerca biomedica, mentre Paolo Moderato, dell’Università IULM di Milano, ha approfondito il tema degli interventi fondati sulle evidenze scientifiche, tra luci e ombre.Gli interventi di Liliana Ruta, del Consiglio Nazionale delle Ricerche, e di Antonio Narzisi, dell’IRCCS Fondazione Stella Maris, hanno posto l’attenzione sulle traiettorie evolutive precoci, sui modelli di supporto e sull’importanza di tradurre le acquisizioni della ricerca in pratiche efficaci ed eticamente fondate.A seguire, Rossella Lucà, del CNR, ha approfondito il contributo delle evidenze multimodali alla personalizzazione del sostegno, mentre Jennifer Vedruccio, dell’Azienda pubblica di servizi socio-sanitari e alla persona di Lecce, ha richiamato l’importanza dei servizi sociosanitari territoriali e della continuità della presa in carico oltre il momento della diagnosi.Ulteriori prospettive sono state offerte dagli interventi di Flavia Marino, del CNR, dedicato ai profili di funzionamento e agli interventi personalizzati nell’autismo, e di David Vagni, anch’egli del CNR, che ha affrontato i temi dell’inclusione socio-lavorativa e della continuità dei supporti nelle diverse fasi della vita.A completare il quadro, il contributo di Giovanni Pioggia, del CNR, incentrato sulle potenzialità delle tecnologie digitali e dei modelli scalabili nel passaggio dalle evidenze scientifiche all’applicazione concreta.Un programma ricco e articolato, che ha consentito di affrontare l’autismo da prospettive differenti ma complementari, evidenziando l’importanza di un approccio interdisciplinare capace di integrare ricerca, innovazione, servizi e attenzione alla persona.Il filo conduttore dell’intero incontro è stato il superamento di una visione dell’autismo limitata alla sola dimensione diagnostica. Conoscere una condizione, infatti, rappresenta un passaggio fondamentale, ma non sufficiente: occorre comprendere i bisogni specifici di ciascuna persona, valorizzarne le potenzialità, individuare strumenti adeguati e costruire percorsi e contesti che favoriscano autonomia, qualità della vita e piena partecipazione sociale.In questa prospettiva, particolare attenzione è stata riservata al ruolo delle tecnologie digitali, non come soluzioni indistinte o sostitutive della relazione umana, ma come possibili strumenti al servizio di interventi sempre più personalizzati, accessibili ed efficaci.La straordinaria partecipazione registrata nell’Auditorium “Cinzia Zonno” ha confermato quanto sia avvertita l’esigenza di promuovere occasioni di informazione e confronto su temi che coinvolgono non soltanto le persone autistiche e le loro famiglie, ma l’intera comunità.Per il Polo Liceale “Marzolla-Leo-Simone-Durano”, guidato dalla Dirigente Scolastica Carmen Taurino, organizzare e ospitare un appuntamento di tale rilevanza ha significato riaffermare una precisa visione educativa: quella di una scuola che non si limita alla trasmissione dei saperi, ma si propone come luogo di incontro, partecipazione, dialogo e promozione di una cittadinanza consapevole.Una scuola aperta al territorio, capace di costruire relazioni con le istituzioni e con il mondo della ricerca e di contribuire concretamente alla diffusione di una cultura dell’inclusione fondata sulla conoscenza, sul rispetto delle differenze e sul riconoscimento della dignità di ogni persona.Andare oltre la diagnosi, dunque, non significa soltanto adottare nuove prospettive scientifiche, ma compiere un autentico cambiamento culturale: imparare a guardare alla persona prima dell’etichetta, ai suoi bisogni e alle sue potenzialità, nella consapevolezza che l’inclusione non è responsabilità di pochi, ma un impegno condiviso che riguarda l’intera società.