Il nubifragio che ieri all’alba ha colpito Brindisi è stato eccezionale per intensità, e sarebbe sbagliato negarlo. Ma sarebbe ancora più sbagliato nascondersi dietro l’eccezionalità, perché sono finiti sott’acqua gli stessi punti di sempre, da via Tor Pisana al sottopasso della stazione, da strada Pittachi a via Vespucci fino al rione Cappuccini. Una città che si allaga sempre negli stessi luoghi non ha un problema di meteo ma ha un problema strutturale che va affrontato senza ulteriori ritardi. D’altronde va preso atto di un dato positivo, perché è opportuno riconoscere anche ciò che funziona. I lavori in corso nel tratto finale di via Tor Pisana, all’angolo con via Appia, con il nuovo tronco di fogna bianca, hanno dato risultati concreti. L’acqua è stata contenuta e smaltita più rapidamente e il sottopasso di via Appia, seppur ancora area di cantiere, ha potuto essere aperto in via straordinaria, garantendo ai cittadini un passaggio sicuro mentre quello della stazione era impraticabile. È la prova che quando si progetta, si eseguono bene i lavori e si interviene in modo mirato i risultati arrivano. Proprio per questo non è più tollerabile che il vecchio sottopasso di via Tor Pisana, di competenza delle Ferrovie dello Stato, resti l’anello debole del sistema e l’atavico rimpallo di responsabilità tra Comune e RFI non è una risposta ma disorienta i cittadini che lo vedono come l’ennesimo scarica barile per rifuggire dalle responsabilità.
Oggi su queste aree critiche operano più enti, ciascuno con i propri cantieri, i propri tempi e le proprie risorse. Comune, Ferrovie dello Stato, Acquedotto Pugliese, Consorzio di bonifica dell’Arneo sul canale Patri e se ognuno va per conto proprio, i soldi si disperdono e i problemi restano. Pretendiamo dunque che il Comune di Brindisi assuma fino in fondo il ruolo che gli spetta e convochi senza ritardi un tavolo tecnico permanente con tutti questi soggetti e con le ditte esecutrici dei lavori. Un tavolo con una regia unica, che metta in fila le opere nei punti critici, coordini i cantieri e concentri ogni risorsa disponibile, a partire dai fondi per il dissesto idrogeologico, su obiettivi concreti come per esempio la verifica e il potenziamento delle pompe di sollevamento del sottopasso, una vasca di accumulo, valvole antiriflusso, sensori di livello con chiusure automatiche, videoispezione e pulizia dei collettori e il completamento dei lavori sul Patri. Le grandi opere da sole però non bastano se l’acqua non riesce nemmeno a defluire nella rete e troppe caditoie in città sono otturate anche a seguito di questi eventi e basta mezz’ora di pioggia per vedere i tombini trasformarsi in fontane. Chiediamo quindi un intervento straordinario di pulizia delle caditoie, da avviare subito, e soprattutto un programma di manutenzione regolare, con un calendario pubblico in modo da garantire trasparenza. Questi eventi ormai non sono più eccezionali, si ripetono regolarmente ogni anno e una città che vuole proteggere i propri cittadini deve organizzarsi e fare il massimo per affrontarli come ordinari. Ora serve la volontà politica di gestire le emergenze fino in fondo, dal sottopasso della stazione al completamento del canale Patri, fino alla cura quotidiana delle nostre strade. Il Partito Democratico ci sarà, in Consiglio comunale e fuori e vigilerà perché gli impegni non restino parole al vento. Sulla sicurezza e l’incolumità dei cittadini non esistono maggioranza e opposizione, esiste soltanto il dovere di dare risposte.
Francesco Cannalire, consigliere comunale PD Brindisi