CRRIPOCEM di Ceglie: autogestione e servizi a rischio, l’affondo della UIL FP

La UIL FP Brindisi, a integrazione della precedente nota del 17/09/2026 avente a oggetto le criticità generali presso il CRRIPOCEM di Ceglie Messapica (alla quale ad oggi non è stata data alcuna risposta), intende sottoporre con urgenza all’attenzione della Direzione una specifica e rilevante problematica organizzativa che sta interessando il servizio di età evolutiva, unitamente a una preoccupante situazione di disorganizzazione generale che sta spingendo il centro verso una vera e propria autogestione da parte del personale di comparto.

Attualmente, risultano in trattamento 17 bambini presso il servizio di età evolutiva, in attesa di accreditamento ex art. 26. Tra questi piccoli pazienti, i percorsi riabilitativi prevedono interventi diversificati a seconda delle specifiche necessità: trattamenti con terapista della neuropsicomotricità, logopediste, fisioterapisti, educatori o percorsi di supporto psicologico.

Tra questi, soltanto tre bambini effettuano il trattamento in piscina, affidato in via esclusiva alla fisioterapista dedicata, con una frequenza prevista di due volte a settimana, secondo le indicazioni cliniche stabilite.

Ciò premesso, si segnala quanto avvenuto nel periodo che va dal 28 settembre ad oggi.

La fisioterapista incaricata dei trattamenti in acqua ha concordato con i genitori — condividendo la decisione con il dirigente della struttura — di sospendere temporaneamente l’attività in piscina durante la propria assenza, sostituendo le relative sedute con trattamenti fisioterapici tradizionali a secco.

Tale soluzione è stata recepita e accettata dalla dirigenza, sebbene in passato, di fronte a situazioni analoghe, si fosse sempre cercato di tutelare e garantire la continuità assistenziale del servizio ricorrendo alla disponibilità di altri fisioterapisti formati per il trattamento in acqua, così da compensare le assenze.

Pur prendendo atto che la soluzione estemporanea sia stata in qualche modo accolta dai genitori, la scrivente O.S. ritiene indispensabile porre all’attenzione di questa Direzione alcuni interrogativi fondamentali: se per circa quattro settimane, con una frequenza programmata di due volte a settimana, il trattamento in piscina non è stato effettuato ed è stato interamente sostituito da fisioterapia tradizionale, ci si deve interrogare su quale sia l’effettiva necessità clinica e riabilitativa di garantire quello specifico trattamento in acqua per i minori interessati; quali siano i criteri di valutazione seguiti per definire le indicazioni riabilitative individuali se poi, con tanta facilità, il setting terapeutico viene modificato per periodi così prolungati; per quale ragione non esistano criteri organizzativi uniformi e trasparenti nella gestione delle assenze del personale fisioterapico, domandandosi perché in alcune circostanze si ritiene imprescindibile garantire la continuità del trattamento in piscina (anche mediante la sostituzione del professionista assente), mentre in altre si opta per modalità di intervento radicalmente differenti per settimane.

L’intento della UIL FP Brindisi non è certamente quello di mettere in discussione la professionalità o l’operato dei singoli operatori, bensì di fare chiarezza su una disparità di gestione che rischia di penalizzare i percorsi terapeutici dei pazienti più fragili e di evidenziare, ancora una volta, l’assenza di una regia organizzativa stabile e coordinata all’interno della struttura.

La scrivente Organizzazione Sindacale intende inoltre portare all’attenzione di codesta Direzione le criticità organizzative che continuano a interessare il Centro, le quali, nell’ultimo periodo, sembrano essersi ulteriormente acuite. A peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge infatti lo spostamento, operato in piena autonomia dalla Direzione Sanitaria di presidio, di personale amministrativo e di comparto, che ha modificato di fatto il reale PTFP presentato alla Regione attraverso un utilizzo improprio del personale (scorrendo di fatto le graduatorie in essere del personale del comparto).

Tali criticità hanno trovato terreno fertile anche a seguito dell’incontro con il personale del comparto della riabilitazione tenutosi in data 15 settembre 2026. Da quanto riferito alla UIL FP Brindisi, durante tale riunione (identificata dal protocollo n. 98464) sarebbero state fornite indicazioni prevalentemente in merito alla stesura della turnistica mensile, all’organizzazione dei piani di lavoro e alla gestione delle attività dell’area, determinando ulteriori elementi di incertezza e confusione tra il personale in ordine ai rispettivi compiti, alle responsabilità e alle modalità operative da seguire.

In particolare, ci risulta che due fisioterapisti, che fino a quel momento si occupavano dell’organizzazione dei piani di lavoro, avrebbero comunicato la propria indisponibilità a proseguire tale attività. Si ritiene tuttavia opportuno precisare che, in assenza di un formale conferimento dell’incarico, non appare corretto parlare propriamente di dimissioni dallo stesso. Nel medesimo contesto dell’incontro del 15 settembre, la Dirigente delle Professioni Sanitarie avrebbe richiesto pubblicamente ai professionisti presenti la disponibilità ad assumere tale funzione, precisando contestualmente che l’incarico relativo all’organizzazione dell’Area della Riabilitazione avrebbe dovuto svolgere un ruolo prevalentemente di supervisione, intervenendo solo in caso di necessità.

Tali indicazioni, per quanto ci risulta, non sembrerebbero tuttavia coerenti con quanto riportato nella nota del 31/01/2025 prot. n. 10738 (a firma del Direttore Generale, del Direttore Sanitario e del Direttore Amministrativo della ASL) né con quanto successivamente disposto nella nota del 28/04/2026 prot. n. 50043, entrambe contenenti disposizioni scritte in merito all’organizzazione in questione. Alla luce di quanto sopra, si chiede a codesta Direzione di chiarire se siano intervenute ulteriori disposizioni o modifiche relative all’organizzazione dell’Area della Riabilitazione e alle funzioni attribuite alle figure coinvolte, chiedendone copia in caso positivo.

Si richiede, altresì, copia formale del verbale di quella stessa riunione del personale del comparto tenutasi in data 15/09/2026 (prot. n. 98464), al fine di comprendere compiutamente quanto discusso e le eventuali decisioni assunte in quella sede, ad oggi non condivise con le rappresentanze sindacali.

Si sta di fatto delineando una pericolosa situazione di autogestione del personale di comparto, caratterizzata da indicazioni non sempre chiare e condivise, nella quale i diversi ambiti operativi rischiano di procedere in maniera autonoma, senza un adeguato raccordo organizzativo e senza un riferimento sufficientemente definito per la gestione delle problematiche comuni e delle sostituzioni o rimodulazioni dei pazienti, spesso lasciate a iniziative autonome o a indicazioni verbali estemporanee di rivolgersi direttamente ai medici.

Non appare pertanto opportuno che procedure di tale rilevanza siano lasciate a interpretazioni individuali o a iniziative autonome dei singoli professionisti, senza che siano preventivamente definiti ruoli, responsabilità, modalità di comunicazione e criteri condivisi per la gestione delle variazioni organizzative. In tale contesto, appare sempre più urgente e indifferibile l’individuazione di un riferimento organizzativo stabile per l’intera Area della Riabilitazione, in grado di assicurare coordinamento, uniformità delle indicazioni e tempestiva risoluzione delle criticità. Tale considerazione viene formulata senza alcuna intenzione di mettere in discussione il ruolo della Dirigente delle Professioni Sanitarie, della quale si comprende l’ampiezza delle responsabilità e il carico di lavoro connesso alla gestione di molteplici settori dell’ASL; proprio per questo, si ritiene necessario che l’organizzazione interna preveda riferimenti e responsabilità chiaramente definiti, evitando che questioni operative quotidiane rimangano prive di univoche indicazioni.

Nel ribadire il forte disappunto per la mancata risposta alla nota trasmessa in allegato, si richiede un immediato riscontro scritto e un tavolo di confronto urgente per fare luce sui fatti esposti, trasmettere la documentazione richiesta e ristabilire regole certe, trasparenti e uniformi a tutela dei lavoratori e, soprattutto, dell’utenza.

Il Segretario Generale

UIL FP BRINDISI

Gianluca Facecchia

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