Ecosistema Urbano 2026: le città pugliesi restano indietro
Lecce prima in Puglia ma sotto la media nazionale. Bari risale al 71° posto; Brindisi è 86ª, Taranto 94ª e Foggia 95ª. Mobilità, rifiuti e perdite idriche restano criticità. Dopo gli eventi estremi, accelerare sulla Strategia regionale di adattamento: centrale il confronto del 14 ottobre con l’assessora Ciliento.
Bari, 26 ottobre 2026 — Diffusione dalle ore 10.00, nel rispetto dell’embargo nazionale.
Nessuno dei cinque capoluoghi pugliesi raggiunge la media nazionale del 55,72% nell’indice di performance ambientale di Ecosistema Urbano 2026, il rapporto di Legambiente e Ambiente Italia realizzato in collaborazione con Il Sole 24 Ore. La migliore è Lecce, 56ª con il 54,79%; seguono Bari, 71ª con il 50,26%; Brindisi, 86ª con il 46,78%; Taranto, 94ª con il 40,78%; e Foggia, 95ª con il 40,63%. La graduatoria valuta 20 indicatori tra qualità dell’aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia, con dati prevalentemente del 2025.
| Capoluogo | Posto su 106 | Indice ambientale |
| Lecce | 56ª | 54,79% |
| Bari | 71ª | 50,26% |
| Brindisi | 86ª | 46,78% |
| Taranto | 94ª | 40,78% |
| Foggia | 95ª | 40,63% |
Rifiuti, acqua e mobilità: i divari più evidenti
Nella raccolta differenziata solo Lecce supera la soglia del 65%, attestandosi al 71,2%. Bari si ferma al 49%, Brindisi al 45,1%, Taranto al 30,3% e Foggia al 24,4%. A fronte di una media dei capoluoghi italiani del 66,15%, si tratta di una distanza strutturale che impone una revisione delle politiche comunali e dell’organizzazione dei servizi.
Il trasporto pubblico registra appena 8 viaggi annui per abitante a Foggia, 14 a Brindisi, 18 a Lecce e 39 a Taranto; Bari raggiunge 88 viaggi, comunque sotto la media nazionale di 103. La scarsa attrattività del trasporto collettivo si somma al peso delle auto: 75 ogni 100 abitanti a Lecce, 67 a Brindisi, 66 a Foggia e 61 a Bari e Taranto.
Sul fronte dell’acqua, a Taranto viene disperso il 48% di quanto immesso in rete, contro il 34,7% di Bari, il 24,2% di Foggia, il 23,7% di Brindisi e il 17,9% di Lecce. È una fotografia che impone investimenti e programmi di riduzione delle perdite e di gestione efficiente della risorsa idrica.
Verde, suolo e resilienza climatica
Il verde urbano accessibile è pari a 6,5 m² per abitante a Foggia, 8,7 a Bari, 9,9 a Lecce, 10,4 a Taranto e 12,3 a Brindisi. L’indicatore della variazione quinquennale del suolo consumato pro capite (2019–2024) mostra incrementi particolarmente alti a Brindisi (+22,8 m² per abitante) e Foggia (+15,3), seguite da Taranto (+10,5), Lecce (+5,7) e Bari (+1,9). È necessario che ogni intervento di trasformazione urbana tenga conto di calore estremo, piogge intense, permeabilità dei suoli e qualità degli spazi pubblici.
La ciclabilità mostra differenze importanti: gli indicatori di infrastrutturazione equivalente sono pari a 10,7 metri ogni 100 abitanti a Lecce, 5,9 a Bari, 5,6 a Brindisi e 1,7 a Taranto; per Foggia il dato non è disponibile. Anche l’energia rinnovabile installata su edifici pubblici resta limitata: 4,17 kW per mille abitanti a Bari, 2,45 a Lecce, 2,06 a Foggia, 0,54 a Taranto e 0,27 a Brindisi.
Dagli eventi estremi alla pianificazione: il caso Monopoli
Gli eventi meteorologici estremi rendono ancora più evidente la necessità di cambiare la pianificazione delle città. Il 21 ottobre 2026 un violento nubifragio ha provocato allagamenti e disagi a Monopoli e nelle campagne circostanti, richiedendo interventi di soccorso. Nell’ospedale Monopoli-Fasano si sono registrate infiltrazioni e presenza d’acqua in una porzione del piano interrato, senza interruzione dei servizi sanitari, secondo quanto comunicato dall’ASL Bari. Si tratta di un richiamo concreto alla necessità di valutare il rischio climatico non solo per edifici e infrastrutture esistenti, ma anche per tutte le nuove opere e trasformazioni urbanistiche.
Un singolo nubifragio non dimostra, da solo, l’origine climatica dell’evento; è però coerente con il quadro di rischio che impone di preparare le città a piogge intense, ondate di calore, siccità ed erosione costiera. Ogni scelta di pianificazione dovrebbe integrare valutazioni di vulnerabilità, capacità di assorbimento delle acque meteoriche, manutenzione dei reticoli idrografici, permeabilità dei suoli e protezione della popolazione più esposta. La prevenzione deve essere una voce ordinaria della programmazione pubblica, anche per ridurre i futuri costi economici e sociali delle emergenze.
La Strategia regionale di adattamento e il confronto con l’assessora Ciliento
Il 14 ottobre 2026, nel confronto tra l’assessora regionale all’Ambiente e al Clima Debora Ciliento e i presidenti regionali di Legambiente Puglia, ACLI Puglia e ARCI Puglia, le associazioni hanno ribadito l’esigenza di affrontare la crisi climatica anche nelle sue dimensioni economiche, sanitarie e sociali, proponendo un Tavolo politico interassessorile permanente come interlocutore unitario. La Regione ha illustrato il percorso di definizione della Strategia regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, ancora in fase di costruzione, annunciando nuovi approfondimenti con il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici, tavoli tematici interni e una successiva consultazione pubblica aperta ai contributi della cittadinanza e del terzo settore.
Legambiente Puglia considera positivo l’avvio del confronto, ma ritiene decisivo che alla fase di elaborazione seguano approvazione, finanziamento e attuazione: un calendario pubblico, responsabilità definite, indicatori di risultato e investimenti prioritari per città e territori. Il Tavolo permanente richiesto insieme ad ACLI e ARCI deve integrare ambiente, bilancio, infrastrutture, mobilità, sanità, lavoro e politiche sociali, raccordandosi con la Cabina di regia tecnica regionale. L’adattamento deve tradursi in interventi su drenaggio urbano e deimpermeabilizzazione, infrastrutture verdi e ombreggiamento, rifugi climatici, sicurezza di ospedali e scuole, tutela delle coste e contrasto alle disuguaglianze nell’esposizione ai rischi.
Le richieste di Legambiente Puglia
«Il rapporto non deve essere letto come una gara fra città, ma come una verifica della capacità degli enti locali di garantire salute, qualità della vita e sicurezza climatica. Le amministrazioni pugliesi devono superare la gestione per emergenze e programmare una transizione urbana misurabile, partecipata e stabile nel tempo», sottolinea Legambiente Puglia.
L’associazione chiede alla Regione Puglia e ai Comuni un programma coordinato e finanziato per l’adattamento climatico, con priorità territoriali e verifica annuale dei risultati; la rapida conclusione della Strategia regionale e l’istituzione di un Tavolo politico interassessorile permanente; più alberi, suoli permeabili, ombra e rifugi climatici; investimenti su trasporto pubblico e reti ciclabili; accelerazione della raccolta differenziata e della riduzione degli sprechi idrici. Occorre inoltre integrare sistematicamente scenari climatici e valutazioni di vulnerabilità nei piani urbanistici, nelle opere pubbliche e nei piani di protezione civile.
A livello nazionale, Legambiente chiede risorse strutturali per le città dopo il PNRR, finanziamento del Piano nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici, una legge contro il consumo di suolo e un ricorso sistematico alle soluzioni basate sulla natura.
Riferimenti per gli approfondimenti regionali: Regione Puglia, comunicato «Cambiamenti climatici, l’assessore Ciliento incontra i presidenti regionali di ACLI, ARCI e Legambiente» (14 ottobre 2026); Comune di Monopoli, aggiornamento maltempo (21 ottobre 2026); ANSA, notizie sugli interventi di soccorso e sull’ospedale Monopoli-Fasano (21–22 ottobre 2026); Regione Puglia, «Indirizzi per la definizione della SRACC» (DGR 162/2024).
Fonte: Legambiente, Ambiente Italia, Ecosistema Urbano 2026, classifica generale e tabelle degli indicatori, pp. 10–11 e 106–125 del rapporto (paginazione editoriale).
Allegato dati – capoluoghi pugliesi
Valori estratti dalle tabelle del rapporto Ecosistema Urbano 2026. “nd” indica dato non disponibile; l’asterisco presente nel rapporto segnala dati non direttamente riferiti all’annualità prevalente o altre specificità indicate nelle note metodologiche. Le metriche hanno anni di riferimento diversi come indicato nelle intestazioni originali.
Indicatori ambientali e servizi
| Indicatore | Bari | Brindisi | Foggia | Lecce | Taranto |
| NO₂ (µg/m³) | 20 | 14 | 18 | 14 | 14 |
| Ozono: superamenti (giorni) | 20 | 16 | nd | 11 | 0 |
| PM10 (µg/m³) | 21 | 18 | 21 | 19 | 20 |
| PM2,5 (µg/m³) | 11 | 11 | 11 | 10 | 10 |
| Consumi idrici (l/ab/giorno) | 136 | 119 | 114 | 148 | 133 |
| Dispersione idrica (%) | 34,7% | 23,7% | 24,2% | 17,9% | 48,0% |
| COD in uscita depuratore (mg/l) | 26,50 | 37,00 | 37,00 | 26,20 | nd |
| Rifiuti prodotti (kg/ab/anno) | 529 | 533 | 480 | 555 | 531 |
| Raccolta differenziata (%) | 49,0% | 45,1% | 24,4% | 71,2% | 30,3% |
| Viaggi nel trasporto pubblico (viaggi/ab/anno) | 88 | 14 | 8 | 18 | 39 |
| Offerta trasporto pubblico (vetture-km/ab/anno) | 32 | 28 | nd | 20 | 36 |
Indicatori spazio urbano, mobilità ed energia
| Indicatore | Bari | Brindisi | Foggia | Lecce | Taranto |
| Isole pedonali (m²/100 ab) | 56,4 | 37,1 | 11,0 | 25,5 | 10,3 |
| ZTL (m²/100 ab) | 95,0 | nd | nd | 782,2 | 5,3 |
| Piste ciclabili lineari (m/100 ab) | 18,3 | 12,2 | nd | 41,7 | 5,4 |
| Infrastrutture ciclabilità equivalenti (m eq/100 ab) | 5,9 | 5,6 | nd | 10,7 | 1,7 |
| Alberi pubblici (alberi/100 ab) | 10 | 22 | 15 | 28 | 13 |
| Verde urbano accessibile (m²/ab) | 8,7 | 12,3 | 6,5 | 9,9 | 10,4 |
| Uso efficiente suolo (indice 0–10) | 8 | 1 | 6 | 4 | 6 |
| Variazione suolo consumato 2019–2024 (m²/ab) | 1,9 | 22,8 | 15,3 | 5,7 | 10,5 |
| Auto (auto/100 ab) | 61 | 67 | 66 | 75 | 61 |
| Moto (moto/100 ab) | 13 | 11 | 7 | 15 | 10 |
| Rinnovabili su edifici pubblici (kW/1.000 ab) | 4,17 | 0,27 | 2,06 | 2,45 | 0,54 |
Nota metodologica: i 20 indicatori della graduatoria sono distinti dalle due misure conoscitive aggiuntive (piste ciclabili lineari e motocicli). Il punteggio generale è ponderato; non è una media aritmetica delle singole righe.