A Carovigno celebrata la “Giornata della Memoria”
Presso la Biblioteca Comunale “Salvatore Morelli”, Castello Dentice di Frasso di Carovigno, si è tenuto un interessante incontro di riflessione e ascolto dal titolo :”Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario “, importanti parole di Primo Levi. La Giornata della Memoria ogni anno viene celebrata il 27 gennaio proprio perché, in questo giorno del 1945, le truppe sovietiche dell’Armata Rossa arrivarono ad Auschwitz-Birkenau, scoprendo e rivelando al mondo l’orrore della Shoah. La Biblioteca “S. Morelli” conferma il suo essere un luogo essenziale per la diffusione e condivisione della cultura e per trasformare la memoria del passato in riflessione e approfondimento per il presente, cercando di non distogliere l’attenzione da quello che sta accadendo nel mondo. Ricordare la Shoah non vuole dire prendere posizione su conflitti contemporanei, ma è proprio un dovere morale verso le vittime e deve essere considerata una lezione sul pericolo dell’odio, su quello che può accadere. La memoria deve renderci più consapevoli per evitare che certe tragedie possano ripetersi. La Biblioteca ha molti libri riguardanti la Shoah e sono state fatte letture da “Il diario di Anna Frank” e tanto altro. In particolare, l’attenzione è stata data a un libro, uscito pochi anni fa, “Siamo qui, siamo vivi”, con la prefazione di Liliana Segre, che raccoglie il diario inedito di Alfredo Sarano, custodito dalle figlie di questo uomo che oltre ad attraversare il terribile terrore delle persecuzioni razziali, è riuscito anche a salvare molti Ebrei milanesi. Grazie al giornalista professionista e scrittore, Roberto Mazzoli, è stato pubblicato ed è stato molto importante, durante l’incontro, ascoltare il suo contributo inedito con un video mostrato ai presenti. La serata è stata organizzata dall’Associazione “Le Colonne”, con la Presidente, dott.ssa Anna Cinti, in collaborazione con il Comune di Carovigno. Ha condotto l’incontro, lo storico Francesco Romano, Associazione “Le Colonne”. Bisogna sempre mantenere viva la memoria per prevenire l’indifferenza e l’odio e sensibilizzare le nuove generazioni. Anna Consales