Aeroporti – Niccoli (Moderati): Basta con i polveroni di fine estate. Brindisi torni a difendere il proprio futuro

Niccoli: “Il mercato lo fanno le compagnie aeree, non i politici. Ma il sindaco di Brindisi aveva il dovere di aprire una vertenza territoriale”

Quello che sta accadendo in queste settimane sugli aeroporti di Brindisi e Grottaglie ha ormai assunto i contorni di un vero e proprio polverone di fine estate.

Una guerra di dichiarazioni tra centrodestra e centrosinistra, tra Brindisi e Taranto, tra Regione e territori, che rischia di farci perdere di vista la domanda fondamentale: qual è la strategia aeroportuale della Puglia e, soprattutto, quale ruolo deve avere Brindisi nei prossimi dieci anni?

Perché una cosa dovrebbe essere chiara a tutti: il mercato non lo fanno i Comuni, non lo fa la Regione e non lo fa la politica. Il mercato lo fanno le compagnie aeree.

Se una compagnia ritiene conveniente operare da Grottaglie, presenterà la propria proposta. Se ritiene conveniente operare da Brindisi, farà altrettanto. E sarà il mercato, non la propaganda politica, a determinare le scelte.

Ed è proprio per questo che ci lascia perplessi l’idea di trasformare la vicenda in una guerra campanilistica.

La Regione ha annunciato un bando per verificare l’interesse delle compagnie a utilizzare Grottaglie anche per collegamenti di linea. Bene: verifichiamo il mercato. Ma allora verifichiamolo fino in fondo e con gli stessi criteri per tutti gli scali.

Perché se Grottaglie deve essere messo nelle condizioni di verificare una propria capacità di attrarre traffico passeggeri, nessuno può pensare contemporaneamente di lasciare Brindisi senza una strategia altrettanto forte sul piano passeggeri, cargo e logistico.

E qui emerge il vero problema.

Aeroporti di Puglia deve spiegare quale sia la strategia complessiva del sistema aeroportuale regionale.

Perché è difficile comprendere la logica di una programmazione nella quale, nell’arco di poche decine di chilometri, si immagina di far convivere più scali con funzioni almeno parzialmente sovrapponibili, proprio mentre nel resto del Paese si parla di razionalizzazione, sostenibilità economica e specializzazione delle infrastrutture.

Non siamo contrari allo sviluppo di Grottaglie.

Al contrario: Grottaglie deve essere valorizzato per la sua straordinaria vocazione cargo, industriale, aerospaziale e logistica.

Ma se qualcuno ritiene che esista anche un mercato per i voli passeggeri, lo dimostri con una gara, con le compagnie e con numeri concreti.

E se quel mercato dovesse realmente emergere, allora la risposta non può essere il depotenziamento di Brindisi.

Deve essere esattamente il contrario: Brindisi va potenziata.

Va potenziata sul passeggero, sul cargo, sulla logistica e sulla capacità di collegare il territorio con i grandi mercati nazionali e internazionali.

Perché il problema non è scegliere tra Brindisi e Grottaglie.

Il problema è capire se la Puglia abbia una strategia oppure se ogni territorio debba combattere la propria battaglia per conquistare una fetta di consenso.

E allora viene spontanea una domanda: non è che, alla fine di questa grande operazione politica, dopo aver sollevato un polverone enorme, si scoprirà che alla gara per Grottaglie non arriverà nessuna compagnia interessata ai voli di linea?

Sarebbe davvero la sceneggiatura perfetta del Mago Silvan: si tira fuori il coniglio dal cilindro, si fanno annunci, si alimenta il dibattito, si raccolgono consensi sul territorio e poi, quando arriva il momento di misurarsi con il mercato, il problema magicamente scompare.

Noi, però, preferiamo aspettare i fatti.

E mentre aspettiamo i fatti, sarebbe opportuno che qualcuno cominciasse a spiegare quanto costa questa strategia, quali investimenti sono necessari, quali sono le previsioni di traffico e quali benefici concreti produrranno per i territori.

Perché quando si parla di infrastrutture pubbliche e di investimenti milionari, le spiegazioni non devono essere date soltanto ai cittadini e alla politica. Devono essere sostenute da numeri, analisi e valutazioni economiche verificabili.

Ma c’è un’altra questione che ci preoccupa ancora di più.

Mentre la politica pugliese si divide sull’aeroporto, Brindisi rischia di perdere il vero dibattito sul proprio futuro economico e industriale.

Si parla giustamente dell’Ilva di Taranto, perché quella è una questione strategica nazionale. Ma chi parla con la stessa forza di ciò che sta accadendo a Brindisi con Enel, con Eni e con la progressiva trasformazione del nostro apparato industriale?

Chi sta mettendo al centro della discussione il futuro dei lavoratori, delle imprese, dell’industria, della logistica e delle infrastrutture brindisine?

È questo che dovrebbe fare la politica.

E veniamo al sindaco.

Pino Marchionna, in questa vicenda, avrebbe dovuto fare molto di più.

Non basta dire che Grottaglie deve essere cargo. Non basta citare i documenti di Aeroporti di Puglia. Non basta dire che il mercato determinerà le scelte. Su questo siamo d’accordo: il mercato deve parlare.

Ma un sindaco deve fare politica.

Deve difendere il proprio territorio.

Deve costruire alleanze.

Deve convocare i sindaci del Salento, coinvolgere Lecce, coinvolgere le rappresentanze parlamentari e regionali, chiamare intorno a un tavolo tutti i territori interessati e costruire una posizione comune.

Perché l’aeroporto di Brindisi non è soltanto l’aeroporto della città di Brindisi. È l’aeroporto del Grande Salento.

E se vogliamo davvero ragionare in termini di futuro, dobbiamo avere il coraggio di guardare oltre il campanile.

Brindisi e Lecce possono e devono ragionare come un grande sistema territoriale. Un’area vasta capace di mettere insieme industria, turismo, porto, aeroporto, università, logistica e infrastrutture.

Una massa critica indispensabile per confrontarsi con il peso economico e infrastrutturale dell’area metropolitana barese.

Questo è il livello del dibattito che vorremmo.

Non la guerra tra Brindisi e Taranto.

Non la guerra tra centrodestra e centrosinistra.

Non la guerra delle dichiarazioni.

E nemmeno l’ennesimo derby sui social.

Vogliamo parlare di sviluppo, occupazione, industria, logistica, infrastrutture e futuro del Grande Salento.

Il resto sono soltanto polveroni di fine estate.

Claudio Niccoli

Segretario provinciale della Casa dei Moderati

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