Aggressioni agli operatori sanitari: vertice in Prefettura. L’Ordine dei Medici: «Ogni episodio va denunciato, un’aggressione non denunciata è come se non fosse mai avvenuta»

Si è svolto oggi presso la Prefettura di Brindisi un incontro dedicato al fenomeno delle aggressioni ai danni degli operatori sanitari, fortemente voluto dal Prefetto, S.E. dott. Guido Aprea, e al quale hanno preso parte il Questore, il Comandante provinciale della Guardia di Finanza e il Comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri, insieme all’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri e all’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Brindisi. Al centro del confronto un fenomeno che, anche nel territorio brindisino, sta assumendo contorni sempre più preoccupanti.

Il Prefetto ha espresso la piena vicinanza delle Istituzioni ai professionisti della salute che ogni giorno, nei presidi ospedalieri, nei servizi territoriali, nella continuità assistenziale e nei servizi di emergenza, garantiscono l’assistenza ai cittadini spesso in condizioni di forte esposizione. Una vicinanza che entrambi gli Ordini professionali hanno apertamente riconosciuto e per la quale hanno ringraziato il Prefetto e le Forze dell’Ordine, nella consapevolezza di poter contare su un presidio istituzionale attento e concretamente disponibile. Nel corso dell’incontro è emerso con chiarezza un dato che desta particolare preoccupazione: numerosi episodi di violenza, verbale e fisica, vengono segnalati all’interno delle strutture ma non si traducono in una formale denuncia all’Autorità giudiziaria o alle Forze di Polizia. È un vuoto che indebolisce l’azione di prevenzione e di contrasto, perché ciò che non viene denunciato non entra nelle statistiche, non orienta le scelte organizzative e, di fatto, non esiste per chi è chiamato a intervenire. Il Questore ha richiamato il protocollo d’intesa sottoscritto circa un anno e mezzo fa con l’ASL Brindisi in materia di sicurezza degli operatori, rilevando come diverse delle misure in esso previste non abbiano ancora trovato attuazione e sollecitando l’Azienda a darvi piena e tempestiva esecuzione. È stata inoltre condivisa la necessità che l’ASL promuova specifici percorsi formativi rivolti ai propri operatori, finalizzati sia a fornire strumenti per la gestione e la prevenzione delle situazioni di conflitto e per l’adozione di comportamenti adeguati nei momenti di tensione, sia a sensibilizzare il personale sull’importanza della denuncia di ogni episodio subito.

Si tratta, del resto, di misure che il Ministero della Salute indica alle aziende sanitarie sin dalla Raccomandazione n. 8 del novembre 2007 per prevenire gli atti di violenza a danno degli operatori sanitari, che già allora chiedeva di diffondere una politica di tolleranza zero verso ogni forma di violenza, fisica o verbale, di sensibilizzare il personale affinché aggressioni e minacce vengano sempre segnalate, di formare gli operatori al riconoscimento dei segnali di pericolo e alla gestione delle situazioni a rischio e di assicurare sostegno, anche psicologico, a chi subisce un’aggressione. Indicazioni che il Ministero ha ribadito e rafforzato con l’aggiornamento della Raccomandazione pubblicato nel novembre 2025, e che a quasi vent’anni di distanza attendono ancora, nel nostro territorio, una piena e concreta attuazione.

«Ringraziamo il Prefetto per aver voluto questo momento di confronto e le Forze dell’Ordine per l’attenzione costante che riservano ai nostri professionisti», dichiara il Presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Brindisi, dott. Arturo Antonio Oliva. «Il messaggio che vogliamo rivolgere a tutti i colleghi è molto chiaro: ogni aggressione deve essere denunciata. Un episodio non denunciato è come se non fosse mai avvenuto, e questo finisce per lasciare soli proprio coloro che ne sono vittime. Il legislatore, con la legge n. 113 del 2020 e con il decreto-legge n. 137 del 2024, convertito dalla legge n. 171 del 2024, ha rafforzato in modo significativo la tutela penale del personale sanitario, introducendo tra l’altro l’arresto in flagranza differita; ma questi strumenti possono funzionare soltanto se gli episodi emergono. Chiediamo per questo all’ASL Brindisi di dare piena attuazione al protocollo sottoscritto con la Questura e alla Raccomandazione ministeriale n. 8, e di avviare senza ritardo i percorsi formativi condivisi al tavolo prefettizio. L’Ordine, da parte sua, è pronto a collaborare e a sostenere i colleghi in ogni fase, anche nel percorso di denuncia. E chi denuncia non resta solo: l’Ordine dei Medici di Brindisi si costituisce sempre parte civile nei procedimenti penali per aggressioni ai danni dei propri iscritti, al fianco dei colleghi colpiti, perché ogni violenza contro un medico è una violenza contro l’intera professione e contro il diritto alla salute di tutti i cittadini.»

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Brindisi continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione del fenomeno, in raccordo con la Prefettura, le Forze dell’Ordine, l’Ordine delle Professioni Infermieristiche e l’Azienda Sanitaria, affinché la sicurezza di chi cura diventi una condizione garantita e non un’eccezione.

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