Completare la performance di Pasqua e Pasquetta con un altro pienone di consensi nella Domenica in Albis e con la manifesta possibilità di ripetere una performance alla quale la Grande Mostra “Barocco e Neobarocco da Rubens a Mitoraj” sta abituando il mondo della cultura pugliese: coniugare diverse esperienze sensoriali, che completano il godimento offerto dalle opere d’arte, tra fragranze olfattive appositamente studiate per l’evento al pari delle musiche di sottofondo e di audioguide sempre più richieste dai visitatori. E poi, domenica, come spesso sta accadendo, le guide, nel loro tour, proporranno un focus su un’opera, ispirandosi ai modelli delle più rinomate raccolte di arte in permanenza.
Continua ad essere alto l’interesse sulla Grande Mostra, allestita nel castello Imperiali di Francavilla Fontana. Organizzata da Micexperience Puglia Rete d’Imprese, in collaborazione con la Direzione Regionale Musei Nazionali Puglia del Ministero della Cultura e la Città di Francavilla Fontana, l’evento curato dal prof. Pierluigi Carofano, in ossequio al protocollo d’intesa Puglia Walking Art, vive questi momenti in sintonia con “Barocco, Allegorie del sensibile” mostra curata dalla dott. Carla Scagliosi, Direttrice della Galleria Nazionale della Puglia “Girolamo e Rosaria Devanna” di Bitonto, ed allestita in quella struttura espositiva.
Domenica 12 aprile prossimo, in particolare, senza trascurare le altre 63 opere originali esposte nelle sale per un percorso appositamente studiato tra “Protobarocco” e “Storia e Mito”, “Eleganza del ritratto” e “Nature Morte”, “Paesaggi e Battaglie” e “Sacro Barocco”, un focus riguarderà l’Incredulità di san Tommaso di Valerio Castello (Genova, 1624–1659) tra i protagonisti del barocco genovese, figlio d’arte e capace di sviluppare uno stile dinamico, luminoso e teatrale e di lasciare un’eredità artistica sorprendentemente ampia benché sia morto a soli 34 anni.
L’Incredulità di san Tommaso di Valerio Castello proviene dal Museo Nazionale di Palazzo Reale a Pisa. Nell’olio su tela, la figura di Cristo, decentrata, domina sugli apostoli e mostra la ferita con una posa teatrale, avvolta nella veste di candido lino. Lo accerchiano i discepoli dalle espressioni caricate, soprattutto quella di Tomaso che affonda concretamente l’indice nella ferita di Cristo, obbedendo al principio dimostrativo galileiano di conoscenza fattuale fenomenica della realtà. Lo spazio scenico è costruito attraverso lo studiato rapporto di gesti dei personaggi, netti contrasti cromatici e rapidi passaggi tra luce e ombra, perfettamente in linea con le soluzioni di van Dyck, ma con un piglio più sensuale ed aggraziato. Le immagini non sono definite attraverso il contorno, ma grazie ad un progressivo intreccio di segni grafici, in rapida sequenza e sovrapposizione.
“Confermo l’impressione avuta a Pasqua e Pasquetta – ha concluso Argentieri -. Il Castello Imperiali scrigno di una Grande Mostra ha ancora molto da esprimere e cercheremo di essere ancora più bravi nel coinvolgere una platea di pubblico sempre più ampia”.
«Barocco e Neobarocco» osserverà i seguenti orari di apertura: da martedì a domenica dalle ore 9:30 alle 13:30 e dalle 15:30 alle 20:00. Il lunedì pomeriggio dalle ore 16:30 alle ore 20:00.